Nicolo Gebbia

Vladimr Luxuria e la lezione impartita a Giletti

Ieri sera ho guardato mio malgrado la trasmissione del guitto Giletti. La prima parte almeno. Quando ho compreso che il vilipendio del mio paese ci sarebbe stato risparmiato ho cambiato canale. Però quel po che ho seguito mi ha dato il piacere di vedere Vladimir Luxuria impartire una lezione di proprietà di linguaggio al conduttore, a Danilo Lupo ed a Salvatore Battaglia.

Quest’ultimo qualche giorno fa, rivolto a Lupo, aveva scritto sul suo profilo Facebook: “Il negazionismo continuerà per sempre, anche di fronte alle indagini ed alle intercettazioni della magistratura c’è ancora chi nega,anzi non solo nega, ma pur di non ammettere la verità, sporca e diffama chiunque, credendo forse che la macchina del fango cancelli le colpe di alcuni…”

Vi risparmio il resto e la risposta simpatetica del Lupo. Ieri sera Luxuria, parlando di chi discrimina gli omosessuali, e li considera malati, ha paragonato queste assurdità al negazionismo, chiarendo che tale termine definisce il fenomeno di revisionismo storico portato avanti da coloro che negano essere realmente accaduto lo sterminio di sette milioni di ebrei operato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Battaglia sostiene invece che negare la rinascita della mafia dei pascoli nelle campagne intorno a Mezzojuso, e contestare che le tre sorelle Napoli siano state vittime di intimidazioni da parte di Cosa Nostra, tutto ciò sia improponibile come negare l’Olocausto. Io capisco che il frustrato giovanotto sia pervaso da questa febbre che lo infiamma tutto: il destino mi ha offerto l’opportunità di entrare nella Storia e non me la devo fare sfuggire!

Tuttavia vorrei che tornasse con i piedi per terra, perché nonostante le sue insolenze nei miei confronti, provo per Salvatore, non fosse altro che per la pinguedine che ci accomuna, una grande paterna tenerezza, ed allora rammento a lui, al guitto ed allo scoop maker, una famosa battuta di Leo Longanesi: “i giornali la mattina dopo servono per avvolgerci il pesce al mercato!”

E di questa oscena soap opera delle sorelle Napoli alla fine non resterà che una nota a piè di pagina nei testi di giornalismo alla voce fake news. Da Mezzojuso, ombelico del mondo, il vostro inviato Nicolò Sergio Gebbia.

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