Nicolo Gebbia

Trotzki, Mao e Salvini, tutti e tre ben armati

Il generale Della Chiesa era solito dire che tutte le leggi ed i regolamenti sulle armi copiosamente emessi nell’Italia repubblicana, non erano riusciti nell’intento di lesinare anche una sola pistola ad un rapinatore, ed avevano sortito un unico effetto: trasformare migliaia di galantuomini in pregiudicati. Divido i funzionari di polizia in sbirri , come mi considero io, ed in questurini. Pochi veri sbirri e tantissimi questurini, purtroppo. Ognuno di loro, quando denunzia un onesto cittadino per illecito possesso di armi comuni da sparo, in quanto ha dichiarato la pistola lasciatagli dal padre oltre il quinto giorno dalla sua morte, prova la stessa soddisfazione che proverei io se riuscissi ad arrestare Matteo Messina Denaro. Proprio per non avere da frequentare ulteriormente i loro uffici, 20anni fa, quando fui mandato a Sarajevo, trasferii a mia moglie la proprietà delle due uniche pistole che mi ero ridotto a possedere, ed addirittura della mia sciabola. La poverina , fra l’altro , deve periodicamente produrre documentazione specialistica comprovante la sua perfetta salute mentale. Quando ha rappresentato che è il direttore sanitario della sua farmacia, e se impazzisse potrebbe avvelenare in poche ore una città, la questurina di turno ha replicato che era polemica e rischiava così di perdere il diritto a detenere in casa le pistole. Una intimidazione nemmeno troppo velata. È in quel momento che ho capito quanta preveggente saggezza avevo avuto a cederle la proprietà delle mie rivoltelle. Resto famoso , in Veneto almeno, per avere mandato a cagare per iscritto il questore di polizia di Treviso, invitando i miei capitani a disattendere una sua ordinanza, con la quale disponeva l’ordine pubblico dentro l’aereoporto militare di Istrana, in occasione del passaggio di Giovanni Paolo Secondo. Solo il titolare del diritto-dovere di impartire disposizioni, il colonnello dell’Aereonautica comandante il 31esimo Stormo da Caccia, mi ringraziò di averlo salvato da un’invasione di campo così marchiana.Ma i questori di polizia in Italia sono spesso arroganti, ed i prefetti glielo consentono per quieto vivere, con i miei colleghi vigliaccamente asserviti per non avere rogne deleterie per chi vuole fare carriera. Io li chiamo capponi da combattimento, perché gli attributi li hanno ceduti in custodia ai questurini. Ed è proprio sulle armi che ogni ex provincia ha regole differenti, con l’unico fattor comune che se detenerne una in casa è un diritto che non sono ancora riusciti a conculcare, ottenere il porto d’armi per difesa personale è praticamente impossibile. Anche per carabinieri e poliziotti a rischio, ai quali si risponde per iscritto che usino la pistola d’ordinanza ed i 15 proiettili in dotazione. Dove nasce tutto ciò: nel dopoguerra il PCI aveva i suoi arsenali, pronto a fare la rivoluzione, ed i questurini di Scelba ritennero di rendere la vita impossibile al cittadino che voleva armarsi con un chiaro intento anticomunista. Poi Napolitano convinse i nostri padroni americani che il primo presidio della stabilità , in Italia, era proprio il suo partito, ed da quando esso ha condizionato, partecipandovi, la conduzione del paese, ha diffuso questa cultura pseudo pacifista per cui se ti vuoi difendere da solo sei un fascistone, anche di fronte alla constatazione che le forze dell’ordine sono impotenti ad arginare la criminalità diffusa. Caro Salvini, oggi che ricorre l’anniversario dell’uccisione di un altro fascistone come te, Paolo Borsellino, abbiti il mio plauso per tutto quello che farai per rafforzare il diritto di noi cittadini a difenderci in prima persona, e manda a cagare le pseudomammole pentastellate . Io , da vecchio trozkista, penso al treno blindato del mio leader storico, quello con cui si muoveva quando difendeva il suo popolo da noi occidentali controrivoluzionari, penso a Mao che citava le canne dei fucili come primo presidio di libertà ed indipendenza, e ricordo a tutti che allo zio di Manuel de Sica basto’ un martello per assassinare Trotzki, e quindi avrebbe potuto farlo anche nella nostra italietta imbelle ed indifesa di oggi.

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