Nicolo Gebbia

Totò Riina e la sovranità d’Italia sotto tutela

Al processo trattativa ,durante la mia testimonianza del 22 dicembre scorso, nel controesame ho dovuto subire gli strali dell’avvocato Milio, che bene avrebbe fatto a proseguire nella carriera di ufficiale dei carabinieri piuttosto che darsi all’avvocatura penale per tradizione di famiglia.Sono stato da lui attaccato perché avevo invitato i figli di Provenzano. durante un incontro con entrambi nell’ottobre del 2002, ad adoperarsi per convincere il padre a costituirsi.

La decisione che il boss aveva preso di farli uscire dalla volontaria latitanza in cui erano nati e cresciuti, di farli studiare e vivere come cittadini onesti, e’ la prova che lui, da padre, potendo scegliere se avviarli alla delinquenza oppure ad una vita condotta onestamente, era quest’ultima che aveva indicato loro. Quando morì, scrissi ad uno dei due figli, quello che mi aveva fatto capire di approvare il mio progetto, una lettera aperta che fu pubblicata su Il Fatto Quotidiano. In essa gli dicevo che se il prefetto non l’avesse vietato, avrei partecipato al suo funerale.Perché ? Per fare ammenda, come cittadino, del martirio subito da quell’uomo negli ultimi anni della sua vita carceraria, quali che fossero state le sue efferatezze.

Appena lascio’ intendere che avrebbe potuto pentirsi fu ridotto in pochi mesi ad un ebete incapace di intendere e di volere. Noi italiani siamo fatti cosi’, mentre i tedeschi suicidarono in carcere tutti i terroristi della banda Baader Mehinoff e gli inglesi piuttosto che liberare il braccio destro di Hitler,  Rudolf Hess, dopo 46 anni di detenzione in isolamento, lo impiccarono nel timore che rivelasse le ragionevolissime condizioni alle quali il dittatore avrebbe concesso all’Inghilterra la pace, quando nel maggio del 41 lo mando’ apposta nell’isola, pilotando un piccolo aereo disarmato.

Noi invece quando ci siamo dovuti sbarazzare di una dinastia disastrosa come quella dei Savoia non abbiamo avuto il coraggio di tagliare la testa al re, ma italianamente abbiamo immesso nelle urne due milioni di schede false, prevotate per la Repubblica, dopo che Sandro Pertini aveva fatto assassinare Mussolini per tema delle sue rivelazioni. Toto’Riina ha il cancro e poco da vivere ? La Cassazione dice che ognuno, persino lui, ha diritto ad una morte dignitosa ? Ebbene, siccome e’ perfettamente in se’ ed efferato come sempre, proponiamogli un buon affare per lui : ci riveli quello che il suo difensore, l’avvocato Cianferoni, ha più volte urlato in aula durante il processo in corso e cioè  che questa nazione e’ da sempre ostaggio di una potenza straniera, gli Stati Uniti.

Il processo e’ proprio giunto in quella fase nella quale ognuna delle parti, dopo l’escussione dei testimoni, disvelera’ la sua strategia. Avvocato Cianferoni, ora o mai più’! Sono pronto ad aprire,  con generosa offerta, una pubblica sottoscrizione per finanziare il trasferimento di Toto’ U Curtu alla clinica Madonnina, dove accudito da sua moglie Ninetta Bagarella (oggettivamente e’ stato un grande amore), e discretamente sorvegliato da noi carabinieri, egli possa spegnersi non solo dignitosamente, ma addirittura lussuosamente. Pero’ tutto quello che sa circa questa nostra sovranità’ sotto tutela ce lo deve dire prima.