Nicolo Gebbia

Sorge il sole, canta il gallo, Musumeci sale a cavallo

Sorge il sole, canta il gallo, Musumeci sale a cavallo. Parafrasando il famoso verso di Malaparte che gli costo’ il confino, brindo alla vittoria di questo vecchio missino che amministrerà noi siciliani per i prossimi 5 anni. I maschietti dell’isola , fra l’altro , trovano rassicurante sapere che a palazzo d’Orleans torna a regnare un governatore dalla mai discussa virilità.

Diversamente dalla mia presidentessa,Francesca Scoleri, che  già’ ieri tuonava contro di lui, preconizzando le bibliche piaghe d’Egitto trasferite sotto il vulcano in funzione dell’appoggio che gli fornirà il Cavaliere, io sono un inguaribile ottimista e ricordo a tutti che il teatro  Alla Scala , distrutto dai bombardamenti degli alleati, fu ricostruito da Mussolini in meno di un anno, durante la repubblica di Salò, facendosi finanziare dai tedeschi.

E un uomo che riuscì a sfruttare i capitali di Stefano Bontade senza restare coinvolto nella sua caduta, potrà dare al governatore preziosi suggerimenti per scongiurare il default della Regione Sicilia. Ma come Nanni Moretti nella famosa battuta rivolta a D’Alema ( “Dì qualcosa di sinistra!”) io chiedo subito a Musumeci :”Fai qualcosa di destra.” Nello specifico vorrei che facesse traslare le spoglie di Carmelo Borg Pisani  nel Cimitero Monumentale di Catania , dove trovino dignitosa sepoltura in una tomba con inciso il suo nome e la motivazione della medaglia d’oro al valor militare che gli fu conferita subito dopo l’esecuzione, avvenuta a Malta il 20 novembre 1942 , quando aveva solo 27 anni.

Attualmente le sue ossa si trovano nella fossa comune del cimitero di Paola, che sorge a sud della Valletta , in prossimità’ del carcere di Corradino, teatro dell’ impiccagione. A Malta e’ attivo un comitato per la traslazione di Borg Pisani al Vittoriale, ma la ministra Pinotti ed Onorcaduti (pletorica e costosissima branca della Difesa sulla quale non si e’ mai abbattuta la scure della spending review malgrado gli scandali degli scorsi anni), hanno opposto un rifiuto motivato dal fatto che l’eroe non era cittadino italiano.

Cito la lettera da lui scritta al console statunitense di Roma quando entrammo in guerra e Carmelo, studente di Belle Arti nella capitale, tramite l’ambasciata americana restituì il passaporto e rinuncio’ alla cittadinanza britannica:’’Malta non e’ inglese che per usurpazione ed io non sono suddito britannico che per effetto di questa usurpazione. La mia vera patria e’ l’Italia e dunque è per lei che devo combattere.”Tre giorni dopo la dichiarazione di guerra ando’ ad arruolarsi volontario e fu mandato a Cefalonia, dove si ammalo’ seriamente.

In ospedale seppe della costituzione del centro “G”di Soriano del Cimino, dove fu addestrato insieme ad altri 34 giovani maltesi per preparare lo sbarco italiano. Prosegui’ l’addestramento presso la X MAS di Bocca di Serchio, ed infine fu sbarcato a Malta nella notte volgente al 18 maggio 1942, durante un fortunale, da un motoscafo veloce Alfa Romeo partito da Siracusa.

Nella grotta dove trovo’ rifugio, a ridosso di una insormontabile scogliera alta 260 metri, nei due giorni successivi l’incalzare del mare in tempesta  gli porto’ via la radio trasmittente e tutta la sua attrezzatura, fino a ridurlo prossimo all’annegamento, quando con le ultime forze riuscì’ ad attirare l’attenzione di una lancia della RAF che lo trasse in salvo. Ricoverato nell’ospedale militare ebbe la sfortuna di essere riconosciuto dal capitano medico Tommy Warrington, suo compagno di giochi  dell’infanzia, che lo fece subito arrestare.

Processato sommariamente non da una corte marziale, ma da tre magistrati penali maltesi , a porte chiuse, e senza una giuria popolare, fu condannato a morte per impiccagione. Più volte torturato dal controspionaggio britannico, non rivelo’ mai nulla, malgrado la promessa di fargli salva la vita ed inviarlo in un campo d’internamento in Uganda, dove languivano dall’inizio della guerra 50 maltesi d’alto rango, rei solo di non aver nascosto le loro simpatie per l’Italia.

Quando finalmente le sorti della guerra in Africa settentrionale tornarono a favore degli alleati, l’impiccagione fu eseguita inesorabilmente, proprio a ridosso della fuga in barca a vela organizzata da Carmelo e dal suo compagno Olivier della Scerri. Sulle pareti della loro cella Carmelo, profondamente credente, aveva scritto:”I servi ed i vili non sono graditi a Dio.” Dopo aver bruciato la domanda di grazia, assistette alla messa celebrata dai monaci della confraternita del Santo Rosario, si comunico’ e ricevette l’estrema unzione.

Si avvio’ poi  al luogo dove era stato eretto il patibolo fra 20 frati salmodianti, camminando a passi lenti e cadenzati e pregando a voce alta, eretto nella persona, con le braccia conserte, rifiutando ogni aiuto ed appoggio. Salì da solo sul patibolo, alzando la testa per sistemarsi sotto il cappio, con i piedi proprio al centro del trabocchetto. Il boia ne fece scattare la leva e Carmelo precipito’ urlando:”Viva l’Italia.”Lo avevano portato a Malta per l’occasione il boia, Luigi Catajar, perche’ nell’isola mai prima di allora e fino ad oggi si era vista una condanna capitale.

Lui invece aveva una lunga esperienza ed osservò che, contrariamente a quanto accade sempre, il cadavere era ‘asciutto’, e non voglio spiegare di più. Caro governatore Musumeci, ti va di dare una lezione di civiltà e di patriottismo alla Pinotti ed ai nostri generali di carta pesta? Se ci riuscirai ho pronte per te un altro paio di proposte a costo zero, tali da farti entrare nella storia della lingua italiana e del federalismo intelligente, quello che esalta la nostra italianità’ invece che mortificarla.

Ti potrebbe interessare anche?