Nicolo Gebbia

Sergio Costa: per fortuna non è un carabiniere!

Fra i miei 25 lettori ci sono molti radical chic ed alcuni mi hanno chiesto di rassicurarli, perché la presenza nel governo di un generale, per giunta dei carabinieri, ha evocato in loro fantasmi del passato, in particolare del Piano Solo, quello con cui il Comandante Generale dei Carabinieri De Lorenzo, nel 1964, aveva in animo di porre in essere un colpo di stato militare, attuato SOLO dai carabinieri. Non riuscì perché molti comandanti provinciali di città strategiche si rifiutarono di obbedire. La commissione d’inchiesta presieduta dal generale Manes, vicecomandante generale, raccolse terribili testimonianze, mai venute alla luce perché le loro registrazioni furono affidate  al famoso capitano del SIFAR Antonio La Bruna, il quale, con un taglia e cuci verificato ogni sera da Cossiga, li espurgò delle ammissioni più compromettenti, come ad esempio che nel territorio della Legione di Salerno il piano era stato posto in essere, ogni stazione dell’Arma si era asserragliato a difesa , con le mitragliatrici spianate sui tetti ed i sacchetti di sabbia alle finestre. Quando i carabinieri erano sul punto di impadronirsi dei 150 carri armati in forza al Terzo Reggimento Bersaglieri di Persano, ed il comandante della Legione stava negoziando la resa dei fanti piumati sul greto del Sile, solo in quel momento, due ore dopo l’ordine di mobilitazione, egli ricevette da Roma , sulla sua radio Prodel, il contrordine, e disse elegantemente al colonnello dei bersaglieri che si era trattato di una esercitazione. Quest’ultimo, per carità di patria e per solidarietà con noi (dopotutto fra il 1860 ed il 70 avevamo sterminato insieme più di mezzo milione di povera gente che preferiva considerarsi borbonica piuttosto che savoiarda). fece finta di crederci. L’ammiraglio Martini, vecchio amico di La Bruna fin da quando facevano gli spioni insieme ad Istambul,mi ha rivelato che dopo i primi giorni, Cossiga si convinse del buon lavoro fatto da La Bruna, e lo lasciò solo ad ultimarlo. Ma lui, esausto, le ultime sette pizze di registrazione non le toccò nemmeno, ed esse giacciono ancora lì, non censurate , a riprova della concretezza di quel tintinnar di sciabole che costò la salute al presidente Antonio Segni, colto da ictus quando Giuseppe Saragat gli contestò al Quirinale di essere lui il regista del golpe. A Saragat,  in cambio del suo silenzio, la DC e gli Stati Uniti concessero di diventare presidente al posto di Segni. Ve lo avevo anticipato che su quel colle , dopo De Nicola, il più pulito aveva la rogna. Ma torniamo al generale Sergio Costa, che è un generale dei carabinieri quanto Umberto Nobile era un generale dell’aeronautica. Ve lo ricordate il dirigibile Italia, la tenda rossa e tutta l’epica impresa di sovietici e norvegesi per salvare lui e la sua cagnetta Titina? Nobile era un ingegnere aeronautico nominato tenente colonnello per meriti scientifici e generale dopo l’impresa del dirigibile Norge. Costa è un brav’uomo che ha conseguito una laurea in agraria da giovane e poi si è arruolato nei vigili urbani di Napoli, anzi nei vigili provinciali. Nel 2009 dai vigili provinciali è transitato nella guardia forestale e due anni fa, quando quest’ultima è stata assorbita dai carabinieri, ha indossato la nostra uniforme con la stessa disinvoltura di un attore teatrale. Però il suo mestiere lo conosce, lo ha studiato e sono sicuro che sarà un ottimo ministro dell’ambiente. Del resto, appena giurato, ha dichiarato che la prima cosa che farà sarà raccordarsi con il suo predecessore, per partire da quello che ha fatto lui e proseguirne l’opera. Un carabiniere non lo avrebbe mai detto: noi partiamo dall’assunto che il nostro predecessore ha sbagliato tutto, e passiamo la metà del nostro mandato a smantellare quanto di buono aveva fatto lui.Se comunque dovesse fallire può fare come il generale Nobile, che cacciato da Mussolini ed Italo Balbo, si rifugiò in Russia fino al dopoguerra . Sono sicuro che Putin non gli lesinerà una dacia sul Volga. La vedo brutta invece per il dicastero della pubblica istruzione, passato da una autodidatta priva di qualsiasi titolo ad un maestro di ginnastica. Ma ricordando il famoso romanzo di Edmondo De Amicis , Amore e ginnastica, scritto subito dopo il Libro Cuore, penso che anche lui può darsi che la sfanghi, con molto amore però.

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