Nicolo Gebbia

Seni caldi, mente fredda, mani pulite

Quello nel titolo è il motto del movimento Femen, nato nel 2008 in Ucraina per contestare Vladimir Putin, e che ha voluto celebrare i primi dieci anni di vita, nel 2018, con una bella ragazza a seno nudo che si è presentata al seggio dove votava ilmiglior amico dell’oligarca , Silvio Berlusconi, esibendo sulla pancia la scritta “Sei scaduto”, come potete vedere nella foto di copertina.
Il Cavaliere le volge ostentatamente le spalle, quasi dia ragione a coloro che sostengono abbia gli stessi gusti di Giletti, mentre il capo della sua scorta, il mio ex carabiniere Battaglia, la guarda con interesse.
Io ho tre amici che si chiamano Battaglia, ed il più antico è proprio quello di cui ho appena parlato.
C’è poi un colonnello di artiglieria che faceva parte del mio staff quando ero Capo di Stato Maggiore in Iraq, e che saltò in aria per una mina in Afghanistan.
Non vi preoccupate, oggi sta benissimo e si gode a Messina la sua pensione privilegiata di 7000 euro al mese.
L’ultimo in ordine di tempo è quello che mi è più caro, Salvatore Battaglia, e che gli venga un accidente se non dico il vero!
Malgrado le vacanze estive trascorse in Puglia come ospite di Danilo Lupo e gli antichi favori di Massimo Giletti, Salvatore è rimasto rigorosamente eterosessuale, e d’altronde sa che Giorgia Meloni non se lo prenderebbe in squadra se avesse anche un solo dubbio in proposito.
È a lui che mi rivolgo, visto che quest’anno riposa sulle sue spalle il successo del Mastro di Campo.
L’idea me l’ha data Rita Tola, orgogliosa del costume tradizionale sardo che sta preparando per sé , utilizzando indumenti vecchi di 300 anni.
Forse pochi sanno che già Dante scriveva: “Le donne di Barbagia vanno in giro impudicamente a seno scoperto”.
A Cabras ancora nel 1800 le donne andavano col seno nudo.
La Chiesa le obbligò a coprirlo di un fazzoletto fissato con una spilla da balia.
A Teulada, aggiungo io per esperienza personale ( vivevo lì fra il ’62 ed il ’64 del secolo scorso), le ragazze portavano la minigonna che cambiavano, però, con una gonna lunghissima appena sposate.
Con quell’indumento addosso , smettevano di portare le mutande.
Me ne accorsi in occasione della festa del paese, quando uno dei mammuttones scivolò a terra mentre era intento a danzare al ritmo de “Su ballu sardu” .
Io mi trovavo vicino a due donne anziane che si misero a ridere a crepapelle.
Quando si spostarono, vidi che avevano lasciato un laghetto per terra.
Mi informai e scoprii il meccanismo di quella metatesi: nubili = gonne corte e mutande, maritate = gonne lunghe e senza mutande.
Perché?
Perché l’estro procreativo ai mariti può venire in qualsiasi momento, e nulla deve ostacolarlo.
Lo stesso spirito informa quei corpetti tradizionali che sostengono il seno senza nasconderlo.
In un’isola nella quale un tempo i pastori praticavano la zoofilia, le loro donne pensarono bene di richiamarne l’attenzione, esibendo a chi di dovere delle mammelle certo più desiderabili di quelle ovine.
E allora, visto che Palazzolo,Giletti e Spallino hanno rovinato l’industria del turismo a Mezzojuso, (almeno due autobus di turisti ogni week end che ora non si vedono più) cosa c’è di meglio, per fare tornare viaggiatori e curiosi, che una bella esibizione di poppe al vento?
Io ne distinguerei di due tipi: uno soft, con il corpetto delle figuranti maliziosamente abbassato per esibire i capezzoli, ed un altro hard, quello di chi contesta la prefettessa, con un bel “omissis” scritto proprio sul seno.
Circa “mutandine sì- mutandine no”, lascio facoltà di scelta, anche se potete intuire le mie preferenze .
Alle impiegate comunali, quelle con le palle (Valentina Vadala’ direbbe con le tette), lascio il destro di esibirle alle proconsolessebcon una bella scritta: ” Nessuno ti ha votato”.

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