Nicolo Gebbia

Se io fossi Matteo Messina Denaro

Se fossi Matteo Messina Denaro, avrei a disposizione capitali pressoché infiniti e sarei dotato di una personalità criminale che dicono faccia passare Al Capone per un dilettante. È mai possibile che, con tante grandiose premesse, io (Matteo Messina Denaro) mi limiti a gestire in sicurezza la mia latitanza ed a scambiare pizzini con i fedeli accoliti che amministrano tutte le lucrose attività che mi hanno reso così ricco?

No, è assolutamente improbabile. È evidente che non sarei chi sono se non avessi una visione strategica del mondo che mi circonda. Ed uno stratega moderno sa che distrarre l’opinione pubblica con dei falsi problemi è il modo migliore per continuare a perseguire i propri obiettivi nell’ombra.

Provo a fare un’allegoria che renda bene l’idea. Tanti anni fa, nella Milano da bere di Craxi e Pillitteri, quando i cognatini sentivano montare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle loro ruberie, improvvisamente le centraline che monitoravano la qualità dell’aria cittadina andavano in tilt, i vigili urbani erano costretti ad indossare le mascherine e la gente veniva convinta che, se solo ne aveva la possibilità, era meglio che si trasferisse per qualche tempo nella casa di vacanze in Brianza o sui laghi, lasciando la città ai poveri politici del Pirellone e di Palazzo Marino, che si sacrificavano per il bene comune, nonché ai terroni della Bovisa, del Gratosoglio, di Quarto Oggiaro e delle altre periferie, che tanto ce n’erano già troppi.

Da quando Ilda Boccassini, Antonio Di Pietro , Roberto Zuliani , nel mio piccolo io (Gebbia) e, nella sua buona fede giovanile di allora, Ultimo, abbiamo per caso (alla faccia dei sociologi) abbattuto il cinghialone,  prima con la Duomo Connection e poi con Mani Pulite, miracolosamente le centraline hanno smesso di lanciare quegli allarmi così angosciosi, e l’aria che si respira a Milano non è più l’emergenza primaria.

Cosa ha preso oggi il loro posto? Lampedusa e la Sea Watch. Con un’aggravante: mentre il cinghialone ed il sindaco- cognato ascrivevano ogni responsabilità alla configurazione geografica della pianura padana ed ai poveri proprietari di macchine col motore diesel, promuovendo le soluzioni più costose da adottare per fare arricchire l’industria automobilistica, oggi Salvini sembra l’impotente Mussolini quando pronuncio’ il suo famoso LI FERMEREMO SUL BAGNASCIUGA, mentre gli Alleati sbarcavano indisturbati in Sicilia.

E tutti noi che ci distraiamo, dividendoci fra le anime pie che vedono i poveri negretti che si dibattono fra i flutti con l’acqua alla gola salvati dalla tedesca miracolifica e quelli che si rendono conto che dietro ad ognuno di loro c’è chi gli ha anticipato almeno tremila dollari per pagare gli scafisti del deserto e del mare, rendendolo un privilegiato rispetto a quelli restati in patria perché nessuno ha offerto loro un’analoga opportunità’.

Così dividendoci, comunque, ci dimentichiamo che stiamo parlando di poche migliaia di persone, che l’Europa è felice di accogliere ed avviare a quei lavori che noi non vogliamo più svolgere di persona. E i nostri figli che un lavoro loro gradito, continuativo ed equamente remunerato, non lo trovano?

Questo è un problema che affronteremo in un altro momento. E Matteo Messina Denaro che nessuno cattura? Questo è il motivo per cui ritengo che quando la Sea Watch sarà stata confiscata, la Onlus proprietaria ne invierà un’altra nel Mediterraneo, pagata ed armata proprio da Matteo Messina Denaro, un piccolo investimento per lui, un grande risultato per la tranquilla persistenza dei suoi traffici e della sua latitanza!

Un precedente c’è, Shoscioloza di capitan Sarno, che fu armata da Felice Roberto Palazzolo e partecipò alla Coppa America. Ascoltandolo al telefono, una volta gli sentii dire che il suo sogno era vincere quella regata, la più prestigiosa del mondo, con una barca che portasse sulla poppa il nome Santa Rosalia.

Erano tempi in cui la mafia aveva anche un’anima sportiva e patriottica, mentre ora MMD persegue finalità sinergiche ai suoi affari ed alla sua permanenza in libertà.