Nicolo Gebbia

Putin e Salvini si accordano sulla tomba di Napoleone

Lettera da Jamestown a Vladimir Putin. Eccellenza, mi chiamo George Lavarello, e dirigo l’archivio pubblico di Jamestown, villaggio di 700 anime sulla costa dell’isola di Sant’Elena, possedimento britannico noto solo come l’ultima dimora di Napoleone Bonaparte.

Su tutta l’isola siamo in poco più di 4000, ed io sono l’unico che, svolgendo un lavoro di concetto, ha modo di aggiornarsi in tempo reale su quello che succede nel mondo. Ho vissuto con grande partecipazione sia le vicende del presunto avvelenamento di Sergei Skripal, che gli accadimenti di Siria tuttora in corso.

Pur certo dell’estraneità Vostra a quanto accadutogli, non nascondo che la guarigione di quell’uomo mi rattrista quanto mi allieta invece quella della sua incolpevole figlia. Perche’ ? Vostra eccellenza ha da sapere che, insieme con Giovanbattista Repetto e Marystuart Glass, molti anni addietro abbiamo fondato il SECP ( SaintElena’s Communist Party).

E noi comunisti (io lo so che nel Vostro cuore tale siete rimasto anche Voi), detestiamo le spie filo occidentali che indebolirono la mai troppo rimpianta Unione Sovietica. Nel corso degli anni il nostro piccolo partito clandestino si è andato rafforzando, ed oggi possiamo contare in ben 170 iscritti, tutti di sicuro affidamento.

Qui la polizia inglese è rappresentata solo da 12 agenti, scelti nella madrepatria fra quelli con qualcosa da farsi perdonare. Peccatucci di natura sessuale generalmente e la maggior parte di loro ha un debole per le giovani donne. Quando dobbiamo sbrigare qualche operazione di piccolo contrabbando, infatti, li facciamo distrarre dalle giovani compagne di origine britannica.

Il comandante, al contrario, è incorruttibile ed assolutamente insensibile al fascino femminile. Da quando però è stato trasferito sull’isola il bellissimo agente Taylor (colpevole di aver indotto al suicidio il paggio prediletto della Regina perché gli era infedele), il sergente è sempre distratto ed assente, preso com’è dalla coniugalita’ con Taylor.

Vostra Eccellenza deve sapere che tutti gli isolani vivono con insofferenza la subiezione alla corona, che ancora ci tratta con un’apartheid di fatto, al punto da negarci la piena cittadinanza britannica ed il diritto a trasferirci liberamente in Gran Bretagna.

Non abbiamo mai proclamato unilateralmente l’indipendeza perché è un lusso che non potremmo permetterci. Malgrado tutto sono gli inglesi che ci tengono uniti al mondo civile e che ci consentono di godere delle cure mediche gratuite.
Vengo al dunque, e scopro le mie carte, rivelando all’Eccellenza Vostra il segreto meglio custodito dal Comitato Centrale del mio partito, composto oltre che da me, anche dai già citati Giovanbattista Repetto e Marystuart Glass: nel 1840 la salma dell’Imperatore fu traslata in Francia e trovò definitiva dimora nel sarcofago di porfido che troneggia a Les Invalides.

Ma non è Napoleone, si tratta del trisnonno di Marystuart Glass, ucciso contemporaneamente a lui e singolarmente somigliante a Buonaparte, che lo aveva assunto come suo sosia per un ardito progetto , vanificato dalla spada di sir Hudson Lowe, che trafisse il cuore dell’Imperatore quando già era sulla goletta ingaggiata per la fuga. Glass, avvelenato, fu seppellito come Napoleone, e quest’ultimo (con la impresentabile ferita al petto), fini’nella tomba della famiglia Glass a Longwood, poche centinaia di metri dal luogo in cui mi trovo mentre le scrivo.

La mia proposta è questa: noi dichiariamo unilateralmente l’indipendenza e chiediamo protezione alla Russia. Vostra Eccellenza prontamente ci manda un migliaio di spetsnaz che atterreranno nell’aereoporto inaugurato sull’isola solo pochi mesi fa. Poi manda un bel sommergibile atomico qui al molo di Jamestown, ed il gioco è fatto.

Solo in un secondo tempo i vostri archeologi rinveniranno il corpo dell’Imperatore, ed a quel punto lascio a Vostra Eccellenza la scelta fra tre opzioni, scartando a priori la quarta, cioè la consegna ai francesi. La più semplice è costruirgli un mausoleo qui sull’isola, ma noi isolani sapremmo rinunciarvi in cambio della vostra perpetua e generosa protezione.

La seconda sarebbe quella di seppellirlo a San Pietroburgo, in una modesta tomba posta platealmente ai piedi di quella del Generale Kutuzov, l’uomo che lo sconfisse e lo costrinse ad una vergognosa ritirata, cosicché funga da perenne memento per i francesi, che le guerre negli ultimi 200 anni le hanno perse tutte tranne una.La terza è la più raffinata, quella che prediligo in virtù delle mie ascendenze italiane.

Lei potrebbe mettersi d’accordo con Matteo Salvini, che è un tipaccio, ma ha una parola sola. Lo aiuti a diventare capo del governo, e concordi con lui il seppellimento di Napoleone a Pisa, città baricentrica fra quelle toscane e liguri di cui era originaria la sua famiglia, e nella cui università studiò suo padre.Io propongo un sarcofago nel Duomo o nel Battistero, ma se affida a Sgarbi il progetto e lo paga bene, quello è capace di realizzarle un mausoleo degno Des Invalides, a perenne vergogna dei francesi. Resto a sua disposizione e le porgo rispettosi saluti comunisti, compagno Vladimir.

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