Nicolo Gebbia

Una proposta per Miccichè

L’articolo 116 della Costituzione prevede lo statuto speciale per le province autonome di Trento e Bolzano. È tale presupposto giuridico che ha guidato il Consiglio Provinciale di Bolzano nel disporre per legge l’abolizione del toponimo napoleonico Alto Adige da tutti i documenti ufficiali, lasciando al suo posto quello tedesco di Sud Tirol. Ricorderò per tutti che Mussolini consenti’ ai bolzanini che non volevano diventare altoatesini di migrare in Austria , pagando a prezzo di mercato le terre e gli immobili che avevano abbandonato. Molti di loro tornarono dopo la seconda guerra mondiale ed occuparono le terre che ci avevano venduto, restandone alla fine legittimi proprietari per usucapione. Una paraculata degna di quei furbi montanari già privilegiati anche dall’impero austroungarico, che permetteva loro di prestare il servizio militare obbligatorio a casa propria, nel corpo dei kaiserjager. Quando Germania ed Austria diventarono un’unica nazione, gli ufficiali effettivi italiani originari di quelle parti, ritenuti dotti perché a Modena avevano frequentato una delle migliori accademie del mondo, furono invitati a transitare nell’esercito del Terzo Reich , che invece era formato, almeno fino al grado di tenente colonnello, da ufficiali di complemento trattenuti. Le clausole di pace della grande guerra,infatti ,avevano imposto agli sconfitti il disarmo e la definitiva chiusura dell’accademia militare tedesca di Spandau, nonché quelle d’Austria ed Ungheria (famosa Lipizza per gli ufficiali di cavalleria). Accadde al barone Di Pauli, padre di Georg, mio famoso collega generale dei carabinieri, che era un capitano degli alpini, di vedersi proporre il transito nella Wermacht, dove lo avrebbero promosso subito maggiore. Per non mettere in imbarazzo suo padre, che era stato l’ultimo governatore austriaco di Trieste, e sua madre, una contessa della migliore aristocrazia viennese, visto che della croce uncinata al braccio non ne voleva sapere, preferì il trasferimento in Africa, dove gli inglesi lo catturarono nel 1941, e fra Kenia ed India si fece 10 anni consecutivi di prigionia, ultimo ad essere liberato proprio per il suo sangue tedesco che suscitava istintiva britannica diffidenza. Sua madre perse il palazzo viennese ereditato dal padre, che trovò trasformato in una casa popolare quando i russi si ritirarono nel 1955. Anche il plotone di gendarmi tedeschi trucidato dai Gap di Giorgio Amendola e Carlo Salinari in via Rasella , era formato da soldati bolzanini, ed il maggiore che li comandava, invitato a partecipare alla rappresaglia delle Fosse Ardeatine, declinò l’offerta di Kappler, affermando che lui ed i suoi uomini erano tutti buoni cristiani ai quali non si addice la vendetta. In epoca non sospetta, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite gli altoatesini furono definiti la minoranza etnica meglio tutelata del mondo. Ed è a questo punto che si inserisce la mia proposta al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciche’. Suggerisca al suo Parlamento, il più antico del mondo, di sfruttare fino in fondo quell’altro articolo della Costituzione italiana che concede anche all’isola lo Statuto Speciale e faccia votare i deputati regionali perché bandiscano l’espressione geografica Sicilia dai documenti ufficiali. Statuito davanti a tutti gli italiani da Giletti e dal suo ideologo Brambilla che noi isolani siamo una minoranza etnica, antropologicamente diversa e comunque inferiore, proponga il Presidente Micciche’ all’ assemblea di Palazzo dei Normanni di scegliere un altro nome. Ci potremmo chiamare Normandia Meridionale, richiamandoci al periodo storico più nobile della nostra storia, quello in cui inventammo sia la lingua italiana che il catasto immobiliare, ed esportammo in Europa, dove ne era andata perduta memoria, la geometria euclidea, l’algebra, l’astronomia egizia, per non parlare dei testi filosofici greci e delle tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide, che privilegiava il teatro di Siracusa per il loro debutto. Ma siccome con la cultura non si mangia, come diceva Tremonti, io suggerisco a Micciche’ una seconda opzione più vantaggiosa . Pochi sanno che prima del bando della regina Isabella, un terzo della popolazione siciliana era di religione ebraica. Si trattava della proporzione più alta di tutta Europa , ed esiste un testo che cita tutti quei cognomi tipicamente siciliani che denunciano una antica radice giudaica, anteriore alla conversione forzata al cattolicesimo . Dalla A di Azzara alla Z di Zisa essi sono parecchie centinaia, ed un mio amico si è tolto lo sfizio di cercarli anche nel censimento nazionale del 2011. Ebbene in Sicilia quei cognomi sono passati da un terzo del totale di allora all’attuale 55 per cento. Giletti e Brambilla esulteranno, dandosi energiche pacche sulle spalle. “ Lo dicevo io. Ecco perché: sono tutti ebrei ! “ Tralascio di chiedermi perché i siciliani di origine ebraica siano stati, negli ultimi cinque secoli , più prolifici di quelli di origine longobarda, bizantina ed araba, e giungo alla logica conclusione: Micciche’ dovrebbe proporre all’Assemblea di ribattezzarci Israele Settentrionale. In Italia settentrionale è sempre preferibile a meridionale, e poi pensate che in Israele Settentrionale sbarcherebbe più anche un solo mussulmano?

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