Nicolo Gebbia

Ottusità navale italo statunitense a confronto

Anni fa imperversava su You Tube la registrazione della conversazione via radio fra il comandante di una portaerei statunitense ed un interlocutore che l’ufficiale riteneva  fosse al timone di una piccola unita’in rotta di collisione con il gigante del mare.Era più che altro un soliloquio, perché’ si sentivano solo gli inviti sempre più’ pressanti dalla portaerei all’ignota imbarcazione perché si qualificasse e cambiasse rotta, fino all’ultimo, che più’ o meno suonava cosi: Sono il comandante della portaerei Enterprise, scortata da 2 incrociatori, 4 cacciatorpediniere  e 5 sommergibili, La squadra navale e’ diretta in Iraq, e voi ci siete di ostacolo, vi ordino di cambiare rotta immediatamente.

La risposta fu: “Sono Juan Manuel Sales Alcantara. Noi siamo in due, io e il mio compagno, con il nostro cane ed un pappagallo.Siamo i guardiani del faro di Finisterre. Il capitano rispose:”Ok,grazie”.Quello che e’ accaduto nel mare del Giappone la scorsa notte, se non fosse per il fatto che ci sono dei marinai dispersi e non ci voglio ridere sopra, e’quasi speculare. Una portacontainer filippina, la  Christal, ha speronato il modernissimo cacciatorpediniere statunitense Fitzgerald. Che una moderna nave da guerra in navigazione, con tutta la sua strumentazione elettronica in funzione ed i marinai del  turno di guardia in coperta vigili, possa essere speronata da una nave mercantile, e’ assolutamente inimmaginabile. Io tuttavia una teoria ce l’ho. Il comandante doveva essere ubriaco o completamente stupido, e la rapidità’ con cui l’ufficiale XO, il suo vice, ha preso il comando e lo ha sbarcato grazie ad un elicottero giapponese, me lo confermano, non essendo sufficiente la lieve ferita di cui soffrirebbe a giustificarne la sostituzione.

Alcuni anni or sono, ricevetti la telefonata del capitano Cannone, comandante della compagnia carabinieri di Sciacca, che mi intimava di saltare subito sull’elicottero che mi aveva fatto inviare a prendermi a Marsala, per raggiungerlo al più’ presto.Cosa era successo: il brigadiere comandante della mia motovedetta di Mazara del Vallo, appena attraccata in porto, gli aveva presentato una denuncia per ammutinamento nei confronti di tutto il suo equipaggio. Interrogando tutti ebbi chiaro il quadro della situazione: all’imboccatura del porto di Sciacca c’e’ da sempre una secca sabbiosa riportata su tutte le carte, sulla quale quel cretino al timone si era arenato, venendo per giunta sbalzato in acqua . Il vicebrigadiere comandante  con grande tempestività  lo aveva fatto recuperare dai due carabinieri dell’equipaggio e rinchiudere in cabina ”ad asciugarsi”. Con il megafono aveva poi richiamato l’attenzione di un grosso peschereccio che gli aveva lanciato una cima e lo aveva disincagliato, facendogli raggiungere la banchina senza che la capitaneria di porto si accorgesse di nulla.

Vi sottaccio le amenità  di contorno ed i mezzi che usai per convincere quello stupido   a strappare davanti a me ed al collega Cannone la sua denuncia. Lo misi subito in licenza per Ischia,  dove lo aspettava una mamma ansiosa. Io scrissi  un’informativa non protocollata che consegnai personalmente nelle mani del comandante della Legione di Palermo, Andrea Castellano  e che si concludeva con l’invito a trasferire un simile stupido dove non potesse fare più’ danno. Fu trasferito a casa sua, a comandare la motovedetta di Ischia. Pare che fosse molto raccomandato. Come premio di consolazione mi consentirono di mantenere al comando della motovedetta il giovane vicebrigadiere  che alle successive note caratteristiche gratificai con l’ECCELLENTE.

Era il migliore marinaio con gli alamari che io abbia mai conosciuto. Concludo con una nota di merito per il comandante della portaerei Enterprise da cui eravamo partiti. Anni fa il mio collega Faraone dovette gestire un pesante ordine pubblico a Napoli. I dimostranti erano intenzionati a sloggiare il comando di terra della sesta Flotta statunitense. Quando si calmarono le acque il comandante della portaerei ringrazio’ Faraone e gli disse che in segno di gratitudine il suo nominativo era stato incluso nella ”prima lista di evacuazione con gli elicotteri ”. Gli fu spiegato che in caso di presa del potere da parte dei comunisti, lui sarebbe subito stato trasferito in elicottero dal tetto della residenza del console  a Posillipo, sulla portaerei alla fonda in rada.

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