Nicolo Gebbia

La Ministra e l’alloggio

Sono un grande esperto, e voglio mettere a disposizione dei soliti 25 manzoniani lettori il mio know how. Partiamo dai fondamentali: gli americani, padroni del mondo, hanno stabilito che l’ufficiale celibe che abbia superato i 28 anni di età non è affidabile, perché ‘mal compensato’. Alla Scuola di Guerra di Civitavecchia, il generale Meoli, che la comandava, quando frequentai il Corso di Stato Maggiore, esordì chiedendomi come mai a 39 anni fossi ancora scapolo. Gli risposi: ‘Per lo stesso motivo per cui mi sono fatto crescere la barba. Cioè per assomigliare il meno possibile ad un ufficiale americano.’ Le basi militari statunitensi, tutte ben lontane dai centri abitati,hanno sempre al loro interno dei villaggi di abitazioni unifamiliari già arredate, dove gli ufficiali, ed alcune categorie di sergenti che sono loro particolarmente preziosi,vivono con le rispettive famiglie. La pronta reperibilità e la facile trasferibilità sono il fondamento teorico, ed in America anche effettivo, di tutto ciò. Un esercito deve potere ‘ vivere, muovere e combattere’. Senza una forza concentrata di uomini , mezzi ed armamenti, la ‘reazione rapida’ è una chimera. Per noi carabinieri, come per la gendarmeria francese del comandante Florant, tutto ciò è di plastica evidenza. Per l’Esercito Italiano le cose stanno in termini spesso molto diversi. In inglese caserma si dice barraks, al plurale, perché quasi tutte sorgono in campagna e sono costituite proprio di baracche prefabbricate. In Italia, invece, grazie al fatto che quei mangiapreti dei Savoia, all’indomani dell’Unita’, annessero al demanio statale i beni ecclesiastici, gran parte dei comandi militari sono in edifici storici posti al centro delle città. Roma poi vede le Forze Armate proprietarie di un patrimonio immobiliare immenso, ingigantito sotto il fascismo, quando gli ufficiali che non si sposavano sarebbero rimasti capitani a vita. La città militare della Cecchignola è solo la punta di un iceberg, perché gli appartamenti sparsi per la città sono tanti che l’amministrazione non ne ha un catasto attendibile, al punto che molti sono abitati dai pronipoti degli assegnatari iniziali. Negli ultimi 20 anni si è tentata una vaga moralizzazione, incentrata sopratutto sull’istituto del riscatto , con la conseguenza di riprivatizzare gli immobili, svenduti agli eredi dei primi assegnatari. C’è poi , ed entro finalmente in argomento, la categoria degli immobili di pregio, che a Roma è molto vasta. È qui che il marito della ministra, un maresciallo transitato di rango già avanti con l’età, certo per meriti propri, non può essere contrabbandato per ufficiale di Stato Maggiore dal pedegree ineffabile (Accademia di Modena, Corso Superiore di Stato Maggiore, Istituto Alti Studi Militari et cetera). Ai 5 stelle l’ardua sentenza, con un pubblico sputtanamento che riveli a tutti noi che, nella fondamentale dicotomia fra chi serve lo Stato e chi si serve di esso per fini personali, loro brillano per appartenere a quest’ultima categoria. Finisco con una riflessione personale: se vi siete chiesti come un trotzkista come me sia arrivato così relativamente in alto dentro l’Arma, vi rispondo che la rinunzia all’alloggio di servizio devoluta alla mia carica ne è il segreto.

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