Nicolo Gebbia

Metti una sera a cena

Stamattina mi sono svegliato all’alba, mentre la televisione della mia camera da letto trasmetteva la scena finale di ‘Metti una sera a cena’di Patroni Griffi, una piece teatrale tradotta in film dallo stesso autore-regista. Di colpo mi sono sentito trasportato ai miei 19 anni, ed ho seguito con la stessa attenzione di allora il dialogo dei cinque commensali, che è il compendio dell’intero film. Esordisce la Girardot affermando di avere letto da qualche parte che l’umanità sarà salvata dal movimento degli omosessuali. Replica Lino Capolicchio, neo invitato alla tavola per la prima volta dal padrone di casa Trintignant, che intende così compiacere sua moglie Florinda Bolkan, innamorata del giovane , il quale afferma: ‘Platone nel Convivio afferma che solo loro (gli omosessuali), giunti alla maggiore età, sono capaci di amministrare la cosa pubblica’. È poi la volta di Toni Musante( amante della Bolkan, alla quale ha presentato Capolicchio, gigolo’di professione),che soggiunge come , sempre nel Convivio, Platone affermi che gli stolti si autoinvitano alle cene dei saggi. Lo corregge Trintignant: ‘Platone afferma l’opposto, e cioè che sono i saggi a scroccare la cena agli stolti.’E su questa battuta cominciano a scorrere i titoli di coda.Vi risparmio i significati reconditi correlati alla complessa vita erotico sentimentale dei quattro personaggi principali, accennando solo al perché la Girardot introduce l’argomento: da sempre innamorata respinta di Trentignant ( memorabile la battuta di lui: ‘Tu e la tua devozione spietata’), pensa di sostituirlo con una donna, provando l’esperienza lesbica. Una premessa così poco avvincente è servita per introdurre ai miei 25 lettori alcune riflessioni in libertà sulle elezioni umbre, che sembrano smentire completamente Platone. Com’è possibile che le abbia vinte proprio l’unico a cui piacciono solo le donne? Ci ho riflettuto a lungo e non sono riuscito a rispondermi. Poi ho chiesto al mio amico Giletti, che di queste cose si intende molto più di me, e finalmente lui mi ha fatto capire tutto: quando si imbattono in un avversario che non riescono a sedurre, i potentati della lobby gay gli fanno vincere una serie di battaglie che hanno una valenza tattica, perché salga così in alto da non potere sopravvivere alla caduta strategica che alla fine gli preparano. Quindi si consolino i miei amici fans dei pentastellati: stiamo assistendo ad un teatrino in cui nulla è come sembra e tutto in realtà va letto in chiave inversa. Io che sono siciliano, e che ho visto prendere inesorabilmente il potere alla mafia dell’Antimafia, non ho difficoltà a comprenderlo. Proprio oggi se ne è avuta la prova a Barcellona Pozzo di Gotto, dove le associazioni Antiracket hanno premiato Giuseppe Antoci, Paolo Borrometi e Salvatore Battaglia, tutti e tre scampati miracolosamente ad efferati attentati di mafiosi che avrebbero voluto sopprimere questi coraggiosi avversari delle cosche. Non mi credete? Pensate che scherzi? Per nulla affatto, tutto vero e realmente accaduto oggi per i due terzi, mentre il paladino delle sorelle Napoli si sta riscaldando sul bordo del campo, pronto a fare anche lui la sua comparsata .

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