Nicolo Gebbia

Laura Boldrini e la Sciabola del Commissario Maigret

Sono un grande esperto di sfilate del 2 giugno.Le seguo e le studio tutte da quella del 1955, quando, appena rimpatriato dalla Somalia, mio padre fu destinato al Quarto Reggimento Carristi, lo stesso cui era stato assegnato appena uscito dall’Accademia nel 42.

Era stato ricostituito nel 1953, articolato su tre battaglioni carri.In totale aveva 150 carri armati Patton M47, quanto una intera divisione corazzata di Mussolini.Lo avevano voluto gli americani in chiave anticomunista. Timorosi che il PCI, morto Stalin, si sentisse svincolato dal patto di Teheran del 43, ratificato nella conferenza di Jalta del 45, che vedeva il nostro Paese come protettorato degli Stati Uniti, essi avevano preteso che l’esercito italiano disponesse di una modernissima forza d’intervento rapido dislocata attorno alla capitale, la Divisione Corazzata Pozzuolo del Friuli.

Punte di diamante della divisione erano il reggimento di mio padre ed Reggimento di Artiglieria Semovente, articolato addirittura su 4 gruppi cannoni semoventi ed altri due gruppi leggeri antiaerei.Tutto l’Esercito Italiano di oggi ha meno cannoni semoventi di quelli in dotazione allora a quel solo reggimento. Per di più il comando della divisione era stato dislocato a Civitavecchia, l’unico comune a maggioranza comunista del Lazio.La sfilata fu voluta perché i parlamentari comunisti vedessero tutti quei carri armati e pezzi d’artiglieria semovente sferragliare per via dell’Impero, fra il Colosseo e L’Altare della Patria, e riflettessero sulla velleitarità di una eventuale presa del potere, armati solo con i mitra che avevano imboscato nei granai della pianura padana durante la guerra.

I bersaglieri del 1° Reggimento che correvano al suono della loro fanfara al termine della sfilata allora come ora, erano gli unici appiedati e gli unici a non impensierire i compagni.Lo stesso Reggimento Paracadutisti di Pisa, che, pur non inquadrato nella Divisione, partecipava ogni anno alle Grandi Manovre di luglio fra Montalto di Castro e Canino, sfilava montato su autocarri.
Che fine fece la Divisione ? La sciolse il presidente Gronchi nel 1958 come gesto distensivo nei confronti dell’Unione Sovietica. Cosa era successo ? Il generale Ettore Musco, fondatore del SIFAR, lo stesso che aveva negoziato con gli americani la costituzione della Grande Unita’, ottenendo per essa le armi più’ moderne mai cedute ad un alleato, dopo aver pesantemente aiutato i golpisti egiziani di Neghib e Nasser a prendere il potere in chiave anti inglese e parzialmente anti francese e dopo aver trattenuto re Farouk a Roma finanziandogli una dolce vita berlusconiana che impedi’ agli inglesi di restaurarlo sul trono d’Egitto, dopo tutto ciò’, aveva voluto dimostrare agli Stati Uniti che i nostri incursori della marina erano ancora i migliori del mondo, quelli della beffa di Alessandria attuata dal principe Borghese e dal comandante Durand de la Penne.

Li mando’davanti al porto di Odessa dove, nella notte fra il 28 ed il 29 ottobre del 1955, affondarono la corazzata Giulio Cesare, che avevamo dovuto cedere all’Unione Sovietica alla fine della guerra. Morirono molte centinaia di marinai ed operai dei Cantieri Navali.I russi in un primo tempo si convinsero che, a causa dei lavori di ristrutturazione a bordo, erano accidentalmente brillate le cariche di autoaffondamento da noi italiani maliziosamente lasciate in sito.Poi pero’ un pescatore trovo’ nella sua rete un intero avambraccio con la sua mano.C’era ancora attaccato l’orologio.Era un Panerai costruito nel dopoguerra in pochi esemplari per la marina di Nasser.Allora tutto fu chiaro ed i russi presentarono il conto al presidente Gronchi, loro debitore per la sua elezione.La Divisione fu sciolta ed io, al seguito di mio padre, finii all’ombra del Carroccio, a Legnano.Musco dovette lasciare il comando del Sifar al generale Giovanni De Lorenzo.

Lui si trasferì a Treviso a Villa Margherita dove comando’la Divisione Meccanizzata Folgore prima di andare in pensione. E la sfilata ? Fu mantenuta e via via trasformata in quella che era diventata fino all’anno scorso, dove i soldati che fanno la guerra sono diventati una componente minoritaria, e primeggiano i soldati gabellieri nonché’ una strana forma di pseudosoldati che abbiamo solo in Italia, i poliziotti con la sciabola. Ve lo immaginate a Parigi, per la sfilata del 14 luglio, il commissario Maigret che sfila in uniforme con la sciabola sguainata ? Questa pagliacciata e’una prerogativa unica al mondo, propria della polizia italiana, che rivaleggia con quella della polizia statunitense, dove ogni agente ucciso in servizio viene sepolto al suono delle cornamuse nelle quali soffiano maschietti che portano la gonna come se fossero ad Edinburgo.

Dobbiamo alla sobrietà’ del presidente Mattarella se almeno quest’anno erano tutti rigorosamente a piedi, senza esibizioni dei poderosi mezzi in dotazione alla protezione civile.La Boldrini non ha salutato i para’ ? Ebbene a me non e’ sfuggito che l’unica a cui Mattarella non ha stretto la mano quando ha lasciato il palco della autorità’ e’ stata proprio lei.Mi piace credere che in ciò ci sia un nesso di causa ed effetto. Al presidente tuttavia do un consiglio:si tenga caro papa Francesco, perché’ se gli girano e manda le guardie svizzere a rioccupare il Quirinale e l’intera Roma, dubito che il nostro esercitino riuscirebbe ad impedirlo.