Nicolo Gebbia

I nostri padroni statunitensi

Sono stato chiamato ad esprimere un parere circa la più suggestiva delle fake news che circolano sul coronavirus.
Secondo i soliti pacifisti (ed io sono da sempre dichiaratamente un militarista), il virus sarebbe stato diffuso in Cina da militari USA , e comunque i nostri padroni statunitensi, sotto le mentite spoglie di manovre per l’addestramento di truppe NATO, avrebbero consistentemente rafforzato la loro presenza in Europa, nella prospettiva di prendervi il potere, qualora collassassero i governi democraticamente eletti.

Mentre mi sento di escludere che la prima notizia contenga più verità delle affermazioni fatte da Luca Zaia circa i cinesi che mangiano le pantegane, per la seconda notizia esprimo un abbastanza qualificato parere: da sempre i governi USA invitano quelli delle altre potenze che costituiscono la NATO ad incrementare la percentuale del loro PIL destinata alle spese militari.
Sono inviti inascoltati, e noi italiani, in particolare, siamo fra quelli che spendono meno.

Come ci difendiamo?

Con la partecipazione generosissima alle cosiddette missioni di pace, cioè mandando tanti dei nostri soldati all’estero.
È una paraculata, perché quando sono fuori dai confini nazionali ci costano meno che in Italia, ed il conto lo paga il bilancio della NATO.
Se poi ne muore qualcuno in più, che male c’è?
È gente che ha scelto il mestiere delle armi, e morire in guerra fa parte dei rischi professionali liberamente scelti con l’arruolamento.

Scrivo da Palermo, dove mi sono autoproclamato badante di una madre novantaseienne che si è dimostrata molto attaccata alla vita, felice che sia io ad uscire di casa per acquistare i nostri rifornimenti alimentari.
Qui, in città, è diventato virale un video che mostra le autoblindo Centauro del Reggimento Lancieri d’Aosta, di ritorno dalle esercitazioni da Capo Teulada in Sardegna, mentre attraversano la città dal porto, dove sono sbarcate, fino alla loro caserma che si trova alle pendici di Monte Pellegrino.

I palermitani si spaventarono in egual misura solo duemila anni fa, quando videro sbarcare gli elefanti di Asdrubale, il padre di Annibale, che fecero esattamente lo stesso tragitto, ed anzi sul monte ci salirono e ci rimasero arroccati per tre anni, fino al trattato di pace che pose fine alla Prima Guerra Punica.

Le autoblindo Centauro, effettivamente, sono una delle nostre poche eccellenze militari, grandi come carri armati, e con un cannone da 105 millimetri di calibro, proprio uguale a quello montato sui carri armati Ariete.
A Nassiriya, durante le battaglie dei ponti combattute nella primavera del 2004, ogni volta che dovevano sparare ero io a concedere l’autorizzazione, in qualità di Capo di Stato Maggiore del Contingente Nazionale.

Nella grande sala operativa allestita dentro l’aeroporto di Bassora io guardavo il generale Francesco Paolo Spagnuolo, che assentiva con il capo, e davo l’ordine via radio.
Con quei cannoni ammazzammo 151 miliziani di Mouktada Al Sadr, ed oggi, invece, ce lo vediamo come l’uomo politico più potente dell’Iraq post-bellico. Da allora credo che i cannoni delle Centauro abbiano sparato solo in esercitazione a Capo Teulada.

In Bosnia, un paio di anni prima, ce n’era uno squadrone, appartenente ai Lancieri di Montebello, dislocato all’interno della vecchia Accademia Militare jugoslava di Sarajevo , e posto sotto il comando di un reggimento alpini.
Lo ricordo bene perché, durante le esercitazioni a fronti contrapposti, tra noi carabinieri e loro che simulavano di essere dimostranti, gli alpini erano felici di lanciarci bottigliette di plastica piene di pipì e sfere di ghiaccio grandi come palle da biliardo, mentre i lancieri, di tutt’altra educazione militare, si limitavano ad ingaggiare con noi delle colluttazioni.

Sono cose che ho visto con i miei occhi, e sfido chiunque voglia darmi del bugiardo!

Per completezza soggiungo che gli unici alpini per bene erano quelli di origine sarda.
La messa in discussione degli accordi di Shenghen e la voce dal sen fuggita alla Lagarde dovrebbero indurre anche i più efferati pacifisti, ed uso scientemente questo ossimoro, a riconsiderare la mia proposta di uscire dalla NATO, proclamarci neutrali, spendendo fior di quattrini per difendere la nostra neutralità, e ripristinando il servizio di leva obbligatorio, da estendere anche alle donne.

Le anime belle, compreso il mio amico Diego Fusaro, solo così potrebbero avere la certezza che sul territorio nazionale non venga ospitato più un solo soldato statunitense, sia che egli intenda conculcare la nostra sovranità, sia che si tratti di un banale untore di Coronavirus.

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