Nicolo Gebbia

I fratelli Graviano e Berlusconi: parlacene Giletti

Lo so che vi sembrerà una forzatura, ma io non ne sono sicuro, e quindi , da ingenuo sbirro di campagna, espongo i fatti lasciando ad altri le conclusioni.
Oggi apprendiamo, per bocca di uno di loro, che i fratelli si sono incontrati più volte con Silvio Berlusconi, che investiva i miliardi di famiglia fin dai tempi del loro nonno materno.
Lo stesso Giuseppe Graviano, amleticamente ha detto che, per capirne di più, bisognerebbe approfondire le circostanze dell’arresto, con suo fratello, avvenuto a Milano il 27 gennaio 1994,con le loro donne e due ospiti da Gigi il Cacciatore di via Procaccini.
Questo arresto fu operato non dal ROS, ma dai carabinieri del Reparto Operativo di Palermo, che chiesero aiuto ad un vigile urbano ed al Nucleo Operativo locale,prima di accompagnare in Via Moscova tutti i presenti alla tavolata.
Per vent’anni ciò è passato per un colpo di culo assolutamente imprevisto ed imprevedibile, però Ilda Boccassini, tre anni fa, ha cercato di vederci chiaro, perché, con l’intuito investigativo che io ben le conosco, deve essersi convinta che a volere i Graviano in gattabuia per sempre sia stato proprio il Cavaliere.
Chi comandava il Reparto Operativo di Palermo all’epoca?
Il mio collega Albino Corona.
Nell’ annuario degli ufficiali appartenenti al Ruolo Normale dell’Arma siamo sempre stati a poca distanza l’uno dall’altro, e ci conosciamo dal 1976.
L’ultimo corso che abbiamo frequentato insieme è stato quello di Stato Maggiore, anno accademico 1989/90, presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia.
Lui è una gran brava persona, diversamente da me che sono un po’ guascone, ed è assolutamente privo di ogni malizia, difetto che in un investigatore diventa virtù.
Quando vidi che era stato assegnato a comandare il Reparto Operativo di Palermo mi parve la dimostrazione palese dell’ottusità con cui era diretto l’Ufficio Personale Ufficiali del Comando Generale.
Oggi, invece, mi chiedo se, più che di ottusità, non si sia trattato di malizia.
L’arresto si deve principalmente ad un abile maresciallo, di cui non vi faccio il nome, ma che dovrebbe operare ancora nella natia Campania. Egli non ha mai voluto rivelare, neanche ai colleghi che gli sono più amici, chi lo avesse messo sulle tracce di quel Giuseppe D’Agostino cui era stato promesso un posto di lavoro all’Euromercato e di accogliere il figlio quattordicenne fra i pulcini del Milan.
È seguendo lui, fin da Palermo, che si giunge al ristorante teatro della retata.
Tre sono le cose che mi incuriosiscono, e ve le espongo in ordine di importanza:
– perché quel maresciallo vive da allora nella continua ansia di essere ucciso, tanto da avere un rapporto parossistico con la sua pistola?
– perché ha insistito con Donna Ilda circa l’assoluta casualità di quegli arresti?
– come mai la figlia del mio collega, Geraldina, ha nell’Arma una carriera particolarmente protetta, e le sue relazioni sentimentali più importanti sono sempre state con alti esponenti di Forza Italia e delle news di Mediaset, con uno dei quali è stata addirittura fidanzata e prossima alle nozze, finché lui le strappò la confessione che, contemporaneamente, frequentava il Massimo Giletti, come, peraltro, scoprì anche D’Agostino, dandocene notizie sul suo informatissimo blog Dagospia?
Badate: quando confessò tutto al fidanzato, gli raccontò anche delle confidenze che Massimo le aveva fatto circa le sue preferenze più genuine che lo portavano alla frequentazione quindicinale con quell’estetista che gli depila il sederino.
Dove si trova oggi Geraldina?
In un posto dove non ti mettono se non hai santi in Paradiso più che qualificati, ciòe al Quirinale, nell’ufficio del Consigliere Militare del Presidente della Repubblica. Frequenta il Corso D’Istituto per poche settimane, e già si sa che ne uscirà prima. Prevedo per lei, fra qualche anno, che sarà la prima Comandantessa Generale.
Mettete insieme tutte queste cose, conditele con le aspirazioni di Urbano Cairo per diventare il Berlusconi prossimo venturo ed avrete una delle risposte al perché Giletti cavalca scientemente la fake new delle sorelle Napoli, ideata dal loro cugino Salvo Palazzolo.

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