Nicolo Gebbia

I Berlusconi alla guerra e l’ultima spiaggia

Forse a qualcuno di voi sfuggono le virtù militari dei maschi Berlusconi.
Il papà di Silvio, appena la situazione a Milano, dopo l’8 settembre del ’43, si fece incandescente, scappò in Svizzera. Rientrò solo dopo il 25 aprile del ’45. L’onore della famiglia, secondo una leggenda propalata dallo stesso Cavaliere, fu salvato da sua madre che, su un mezzo pubblico, avrebbe contrastato il tentativo nazi-fascista di catturare degli ebrei. A me è sempre parsa una stronzata, come quella che il Cavaliere raccontò ai Congressisti di Washington, secondo la quale l’eroico papà, quando lui era ancora bambino, avrebbe portato il Cavaliere in un cimitero militare statunitense, invitandolo a togliersi il berrettino ed a mettersi sull’attenti davanti alle tombe di quegli eroi che avevano liberato l’Italia dal giogo nazi-fascista.
A Washington ebbe una standing ovation clamorosa, con una unica eccezione, che forse potete trovare su YouTube: il solo deputato Obama rimase seduto, ostentando che stava compilando degli appunti.
Secondo me è quello il momento in cui Silvio, visto che da seduto lo aveva proprio in faccia a lui, che stava in piedi, si accorse di quanto fosse bello ed abbronzato. Oggi dove si è rifugiato il nostro Silvio? Nella villa che possiede Marina in Provenza. Se ne volete avere una visione cinematografica, cercate di ricordare quel bellissimo film di Ridley Scott che si intitola “Una magnifica annata” : la location è proprio quella.
Con lui c’è la nuova fidanzata, mentre la Pascale è rimasta a combattere con il Coronavirus lombardo. Cosa le accomuna? Sono bionde, naturalmente, e terrone entrambe.
Quella attuale si chiama Marta Fascina, è di origini calabresi, ma è cresciuta a Portici (come la famosa Noemi, ricordate?). Si è laureata in lettere a Roma ed ha fatto carriera curando le relazioni pubbliche del Milan. La cosa che più mi diverte è il sistema usato dal Cavaliere per essere certo che venisse eletta nel nostro Parlamento, cioè farla presentare in un seggio “blindato”.  A chi ha tolto la seggiola da sotto il sedere, nella circostanza? Alla vaiassa per antonomasia, Nunzia De Girolamo!
A nulla valsero le sue promesse: “Mi faccio bionda anch’io”. Pare che Nunzia, quando venne a Mezzojuso con i suoi Caterpillar, per spianare il paese, fosse ancora livida di rabbia per il tradimento del Cavaliere.
Lui, però, pensa a tutto, e come fece con Maurizio Costanzo quando lasciò Marta Flavi, ed a quest’ultima fu assicurata una trasmissione Mediaset che, se non ricordo male, si chiamava ” Il salotto di Marta”, con Nunzia ha provveduto, tramite il suo successore politico prossimo venturo Urbano Cairo, affinché ogni domenica ci deliziasse in qualità di ospite fissa del Gilettino nostro. Le performance da ballerina di flamenco sono un optional tutto autonomamente perseguito.
C’è addirittura chi dice che, pur di apparire in tv, sia disposta a farsi infettare dal Coronavirus, e poi esibirsi, 24 ore su 24, mentre sperimenta terapie mai testate in precedenza.
Nel frattempo il Papa ha fatto una birichinata, che è sfuggita ai più.
La chiesa di San Marcello, in Via del Corso, capolavoro del Sansovino, quando ero giovane era il luogo di culto più vicino al negozio di Radiconcini, l’unico che avesse le cravatte regimentali inglesi di lana che io portavo prima della morte di Castro ( da allora solo nere). È stato così che feci la conoscenza del parroco, il quale mi spiegò che il Crocifisso dell’altare è miracoloso, perché avrebbe salvato i romani dalla pestilenza del 1522, quando essi lo portarono in processione per sedici giorni consecutivi, sfidando il provvedimento delle autorità che glielo vietava. Dove arrivava il Crocifisso svaniva la peste.
A me pare che Francesco abbia voluto dirci: “Smettetela di stare chiusi in casa come topi, fottetevene di chi vi impone il coprifuoco, venite a pregare nelle chiese che ho riaperto per voi ed organizzate processioni”.
Perché l’Ultima Spiaggia del titolo, che è anche diventato un modo di dire molto appropriato di questi tempi?
Si tratta di un film di Stanley Kramer, in bianco e nero, del 1959, con Gregory Peck, Ava Gardner, Fred Astaire ed Anthony Perkins.


Lo potete rivedere in streaming mentre vi annoiate a casa e scoprirete così che c’è stata una catastrofica guerra nucleare, naturalmente senza vincitori, a causa della quale la maggior parte dell’umanità è morta per il fall-out radioattivo.
Solo l’Australia ne è temporaneamente immune ma tutti, in quel continente, sanno che moriranno entro pochi mesi, appena i venti porteranno le radiazioni anche su di loro.
Con compostezza anglosassone la gente attende di morire vivendo la sua quotidianità come se ciò non dovesse accadere. Viene loro distribuito del veleno da usare se vogliono abbreviare i tempi. In spiaggia nasce l’amore tra Gregory Peck, comandante di un sommergibile statunitense che si trovava lontano dai confini nazionali al momento del disastro, ed Ava Gardner, bella come non mai, che interpreta il ruolo di una donna molto navigata, sorpresa essa stessa del grande amore che si trova a provare per il sommergibilista, che in patria aveva moglie e figli.
Formidabile Fred Astaire, uno scienziato atomico che decide di realizzare il suo sogno giovanile di diventare un pilota automobilistico.
Il coraggio della disperazione, che lo vede impegnato in sorpassi mozzafiato con la Ferrari che ha acquistato, lo porta infine ad essere l’unico sopravvissuto ed il vincitore della corsa. Si chiude allora in garage e si toglie la vita lasciando acceso il motore della Ferrari.
Tony Perkins è un giovane ufficiale della Marina australiana, la cui moglie attende il primo bambino, quando lui riceve l’ordine di imbarcarsi sul sommergibile statunitense, come ufficiale di collegamento con l’Ammiragliato australiano, per quella che, probabilmente, sarà una missione suicida: raggiungere San Diego, emergere e mandare a terra dei marinai perché constatino la situazione.
Sono proprio queste le scene più struggenti, quando i marinai, scafandrati contro le radiazioni, si aggirano per le strade della città assolutamente deserte, come fosse Ferragosto da noi, senza alcuna traccia umana. Scoprono che il segnale radio intercettato in Australia è causato da una bottiglietta di Coca Cola che sbatte contro la trasmittente Morse contro la quale periodicamente la spinge il vento che solleva una veneziana nella quale essa è incastrata.
Uno dei marinai, tornati a bordo, all’ultimo momento si tuffa in mare perché vuole andare a morire nella fattoria della sua famiglia, lì vicino, visto che non trova come dare altro senso a quello che gli resta da vivere.
Peck, con il sommergibile, torna in Australia, nell’ultima scena raggiunge Ava Gardner sulla spiaggia, e le dice addio, perché l’equipaggio vuole tornare a morire negli Stati Uniti.
Cosa faranno il Cavaliere e la sua nuova compagna Marta?
Secondo me fra poco abbandoneranno anche la Provenza, ed andranno nella villa che la famiglia possiede alle Bahamas. Nel frattempo a Milano, la sua città, visto che già il 12% dei medici è infettato, stanno per arrivare i medici cubani a sostituirli. Tutti comunisti.
Terribile!