Nicolo Gebbia

Il guardiano degli asini

L’avversione a Radio Radicale è uno dei mantra più cliccati dai fans della piattaforma Russeau. A nulla è valso fargli rilevare che il fondatore, Marco Pannella, ebbe molti più fidanzati che fidanzate. Francesco Rutelli è stato per 8 anni sindaco di Roma, se non fosse per la statura europea dell’ex sindaco contro quella mediterranea dell’ex bibitaro, potremmo pensare che l’azzimato Di Maio, quando diventeranno bianchi i capelli anche a lui, emetterà giudizi altrettanto ineccepibili su tutto e tutti, trasformandosi in un maitre à penser invitato dalle signore della 7, Gruber, Giletti e Merlino. Un po’ come accadde nella mia generazione per D’Alema, barbiere di provincia sosia di Ciancimino da giovane, che grazie al prematuro incanutimento dei baffi e delle tempie, scambiammo per un dignitoso erede di Berlinguer. Oggi il leader pentastellato giura che la pacchia è finita e che in primavera, grazie ad una gara europea, radio Radicale dovrà confrontarsi col libero mercato, smettendo di succhiare sangue a noi contribuenti. Mi sembra di sentire l’amministratore delegato di Italo che illustra come il futuro delle ferrovie sia nell’alta velocità, mentre i pendolari viaggiano su carrozze obsolete perché le loro tratte sono economicamente svantaggiose. Sulla piattaforma Russeau, questa misteriosa maggioranza formata da settantamila smanettatori sembra ansiosa di impedire a tutti noi poveri diavoli desiderosi di formarci un’opinione sulla base di fatti obiettivi come sono le sedute del Parlamento e le udienze dei processi celebrati nei Tribunali e non nei salotti televisivi, questo lusso tutto italiano che il mondo libero ci invidia. Io parlo per esperienza personale: distratto come sono dallo scrivere romanzi gialli che nessuno legge ma che mi danno grande e presuntuosa soddisfazione quando li rileggo io, lontano da Giletti per viscerale disgusto nei suoi confronti, nulla sapevo del supplizio mediatico che stava infliggendo al paese dei miei avi, e se la mia testimonianza del 6 dicembre scorso in un tribunale romano non fosse stata trasmessa integralmente da Radio Radicale, gli ingiustamente infamati mai avrebbero saputo che ero depositario di una chiave di lettura che delineava il caso in termini antitetici a quelli subliminalmente inculcati dal guitto nell’intera opinione pubblica nazionale. Radio Radicale, diffondendo quella mia testimonianza ha trasformato i calunniati da succubi passivi in leoni agguerriti che stanno vendendo cara la pelle e se anche soccomberanno alle compagnucce di merende di Giletti, come il calcolo delle probabilità lascia prevedere, lo faranno con tutta la dignità che icasticamente suggerisce la foto di copertina. Volendo concludere con una full immersion nello specifico, l’ultima notizia da Mezzojuso mi rallegra non poco: pare che se ne stia allontanando Salvatore Battaglia, perché assunto come guardiano degli asini allevati dalla cooperativa di Troina recententemente aggiudicatasi la gara d’appalto per i boschi sequestrati alla mafia. I sei giovanotti che già ci lavorano, avendo saputo che possiede un’esperienza specifica e che è attualmente disoccupato, lo vogliono al loro fianco. Buon lavoro Salvatore, a Mezzojuso ci mancherai.

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