Nicolo Gebbia

Gli Stati Uniti Non Esportano Democrazia, La Sottraggono Con Violenza

Sapete cos’è la ”dottrina Monroe ” ? E’ il manifesto del colonialismo statunitense enunciato nell’1823 dal Presidente James Monroe davanti al Congresso, con cui si teorizzava la supremazia di quel Paese su tutto il continente americano. Per le colonie della Spagna, la dottrina Monroe era chiara: non ci agitiamo, esse finiranno nelle nostre mani come un frutto maturo che cade dall’albero. Con il riottoso Messico fu necessario scuotere l’albero energicamente più’ volte. Nel cesto alla fine rimasero la California, il Texas, il Nevada , l’ Utah, il New Mexico ed una buona porzione del Colorado (la restante parte fu acquistata a basso prezzo dalla Francia, come la Louisiana che Napoleone aveva venduto nel 1803 per 15 milioni di dollari).

Santo Domingo ed Haiti, ottennero una sostanziale indipendenza da Spagna e Francia finché, durante la prima guerra mondiale, gli Stati Uniti li occuparono militarmente restandovi fino agli anni trenta quando, ritirarono le truppe perché’ oramai sarebbe stata una spesa inutile essendo diventate due nazioni satellite. Restavano Portorico e Cuba. Si era arrivati ormai al 1898 e a Cuba si combatteva la terza guerra d’indipendenza contro la corona spagnola che, nei decenni precedenti, aveva vinto le prime due. Questa volta pero’, i patrioti dell’isola stavano per avere la meglio quindi bisognava sbrigarsi e mettere da parte ogni scrupolo. Una nave da guerra fu mandata in visita all’Havana e fatta esplodere in porto con della cariche di dinamite. L’operazione non riusci’ alla perfezione e 266 marinai della USS MAINE affogarono. Falsamente asserendo che la nave era stata affondata dalle batterie costiere, gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Spagna impegnandola subito in tutt’altra parte del mondo, le Filippine.

Li c’erano altri patrioti in guerriglia per conquistare l’indipendenza . Dall’America, giunse una potente e moderna squadra navale che affondo’ la flotta spagnola nella baia di Manila. La stessa flotta vittoriosa invase senza resistenza l’isola di Guam , nell’arcipelago delle Marianne (che l’anno dopo la Spagna cedette insieme con le Caroline alla Germania cosicché, gli americani dovettero aspettare la fine della prima guerra mondiale per impadronirsene ).
Nei mesi precedenti erano state invase le Hawaii che fino a quel momento erano state un regno indipendente con popolazione autoctona il cui sovrano commise un errore madornale, quello di consentire l’insediamento di missionari cristiani provenienti dagli States. Nelle Filippine pero’ erano cristiani da qualche secolo con una società’ civile non dissimile da quella di tanti paesi dell’ America Latina. Erano maturi per l’indipendenza e non accettarono l’occupazione militare americana combattendo contro i marines con un coraggio da leoni .
Fu necessario inventare addirittura una nuova pistola d’ordinanza, l’automatica Colt 45 ACP , perché con la vecchia rivoltella dello stesso calibro usata per sterminare i pellerossa, i filippini armati di machete, pur colpiti mortalmente, facevano comunque in tempo a spaccare in due il marine che aveva sparato.

Negli anni che seguirono, le truppe USA sterminarono circa un milione e mezzo di filippini (financo i bambini come accerto’ una commissione d’inchiesta del Congresso ), finché un governatore geniale (che infatti divenne presidente qualche anno dopo ) impose l’istruzione elementare obbligatoria impartita da alcune migliaia di maestre zitelle importate dalla madre patria che propinarono ai bambini filippini il programma scolastico degli States con le lezioni che iniziavano ogni mattina cantando tutti in piedi l’inno nazionale americano davanti alla bandiera a stelle e strisce.
Quei bambini sono gli stessi filippini docilmente filoamericani che tutti ricordate nel film che vede Gregory Peck impersonare il generale Mac Arthur, quel film che le televisioni di Berlusconi ci propinano almeno tre volte l’anno.

Quell’ignorante di Hitler, quando pianifico’ per la prima volta lo sterminio degli ebrei, a chi paventava la condanna della storia rispondeva che la Turchia mussulmana, durante la prima guerra mondiale, aveva sterminato un milione di armeni cristiani e nessuno lo rammentava. Ma non era stato quello il primo genocidio del novecento, perché’ il milione e mezzo di civilissimi e cristianesimi filippini sterminati dalle altrettanto cristiane truppe USA, la Storia li ha proprio rimossi ed io rivendico il privilegio di farlo scoprire a chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui’.
A Cuba cosa era successo nel frattempo ? Fu necessaria una modifica della dottrina Monroe ,il cosiddetto ”corollario Roosevelt”, teorizzato da Teodoro Roosevelt, che si dimise da sottosegretario alla marina (l’autoaffondamento del MAINE ), arruolo’ un intero reggimento di volontari di cavalleria a capo dei quali ( con un parallelismo relativo al nostro intervento in Spagna nel 36 che non deve sfuggire ), partecipo’ a qualche scaramuccia sull’isola, culminate nella vittoriosa carica alle postazioni spagnole della collina di San Juan . Carica che, tornato in patria, lo trasformo’ in un eroe popolare e gli spiano’ la strada alla Presidenza.

Winston Churchill, tenente di cavalleria reduce dalla guerra contro i boeri in Sud Africa, osservatore neutrale britannico accreditato presso le truppe spagnole, a San Juan c’era e nelle sue memorie definisce la carica come ”un episodio minore , molto minore ”. Maliziosamente invece, pone l’accento sui campi di concentramento in cui gli spagnoli avevano rinchiuso una parte della popolazione cubana cercando di accreditarli come il primo esempio del genere nella storia. Scrive dopo la seconda guerra mondiale, e dimentica scientemente che Goebbels nel ’38 a Monaco, davanti al primo ministro inglese Nevill Chamberlain che gli contestava l’esistenza di tali campi nella Germania nazista, prese un vocabolario della lingua tedesca e sotto la voce Konzentranzkamp gli fece vedere che c’era scritto ”campi delimitati da reticolati di filo spinato in cui le truppe britanniche rinchiusero donne,vecchi e bambini, per impedire loro di aiutare le truppe boere dei kommandos durante la guerra del 1898.”
In ogni caso, la vittoria statunitense giunse dopo un’altra battaglia navale davanti a Santiago de Cuba, la seconda città dell’isola, dove ora riposa Fidel Castro.

Durante il mio viaggio di nozze, ho visitato un forte spagnolo che sorge sul promontorio che si trova di fronte allo specchio di mare che fu teatro della battaglia. L’agiografia dei vincitori, lo ha trasformato in una mostra permanente della grandeur americana ed i rivoluzionari, con signorile noncuranza, non hanno modificato nulla.
Solo a Mostar, un paio d’anni dopo il mio viaggio, ho appreso da un ufficiale dell’esercito spagnolo la verità militare, quella che più’ si avvicina alla Verita’ senza aggettivi. Le navi spagnole erano di legno e rappresentavano quanto di meno peggio la marina era riuscita a racimolare dopo che aveva mandato le sue navi migliori e più moderne nelle Filippine, talaltra parte del mondo. All’approssimarsi della potente e moderna squadra navale statunitense, il commodoro spagnolo tenne rapporto a tutti i comandanti delle sue navi e pose loro il dilemma : ”Dobbiamo ingaggiare battaglia oppure, con il favore delle tenebre, ci sganciamo e facciamo rotta verso le Canarie? ”
Unanime fu la risposta:”Il nostro onore militare ci impone di non sottrarci al combattimento” E fu cosi’ che l’indomani mattina, pur vendendo cara la pelle, si fecero ammazzare fino all’ultimo uomo ed affondare fino all’ultima nave. Non oso pensare cosa sarebbe successo se ci fosse stato anche il capitano Schettino.

In ogni caso, nel trattato di pace del 1903, la Spagna ritenne meno disonorevole cedere Cuba, Portorico e le Filippine agli Stati Uniti piuttosto che concedere a quei popoli l’autodeterminazione. Un po come fece l’Austria con il Veneto dopo la nostra terza guerra d’indipendenza nella quale essa, ci sconfisse militarmente sia per terra che per mare e quindi ritenne più’ onorevole cedere il Veneto alla Germania nostra alleata che invece, l’aveva inesorabilmente vinta . Il Veneto austriaco divento’ cosi’ Veneto tedesco per qualche ora, finché il Kaiser non lo cedette al re d’ Italia in forza del trattato di alleanza che aveva stipulato con lui prima della guerra. Per inciso, la grande sconfitta nella battaglia navale di Lissa , ci venne inflitta proprio da marinai italiani come noi visto che tutti gli equipaggi delle navi austriache erano veneziani e l’ammiraglio Teghetoff , quando si affaccio’ al ponte di comando della nave ammiraglia per annunciare la vittoria, urlo’ in veneziano nel megafono le storiche parole:”Fioi, gavemo vinto ! ”
I marinai buttarono in aria i berretti e replicarono : ”Viva SAN MARCO ! ” Sarei curioso di sapere quanti degli alpini che ho visto imperversare per le strade di Treviso in questi giorni del loro novantesimo raduno, sono pronipoti di quelli che uccisero i 600 marinai genovesi, napoletani, tarantini e messinesi delle due corazzate che affondarono allora. I miei concittadini palermitani in ogni caso, generosi ed unici, sotto la prima sindacatura di Leoluca Orlando Cascio, al comandante della flotta italiana sconfitta, degradato per la sua infingardaggine, hanno dedicato la via Ammiraglio Persano ( 1), proprio negli stessi anni in cui l’imperituro sindaco accusava Falcone di tenersi i fascicoli a dormire nei suoi cassetti ed il maresciallo Lombardo (suicida poche ore dopo) di essere colluso con la mafia. Sono certo che con questi precedenti , e con quello della sua attuale sindacatura in cui ha intitolato i giardini di Palazzo Reale al generale Ignazio Milillo, uomo dei cugini Salvo che falsamente viene accreditato come l’autore dell’arresto di Luciano Liggio(2), se nelle prossime elezioni verrà rieletto, una strada intitolata all’amico di sempre di Milillo, il generale Subranni , non la farà mancare.

Credete che abbia perso il filo del discorso ? No, torno a Cuba. Mentre i filippini venivano prima sterminati e poi rieducati ed i portoricani praticamente annessi concedendo loro una forma minore di cittadinanza statunitense (un po’ come la ”piccola cittadinanza ” dei libici concessa da Mussolini nel 38), con i cubani fu subito chiaro che si sarebbero fatti ammazzare tutti piuttosto che diventare americani. Ma un genocidio a 60 chilometri dai loro confini, gli Stati Uniti non se lo potevano permettere. E fu cosi’ che gli concessero l’indipendenza tuttavia con un non trascurabile limite: nella Costituzione della Repubblica di Cuba, fu posto un emendamento che prevedeva il diritto degli Stati Uniti a sciogliere il parlamento cubano ed indire nuove elezioni se la politica dell’isola fosse entrata in contrasto con i legittimi interessi degli States. Se ne avvalsero per tre volte nel Novecento prima che Fidel prendesse il potere. Lo sport nazionale cubano e’ il baseball e nell’isola, dicono che lo hanno inventato loro (forse e’ vero). Questo vi fa capire il carattere che hanno! Un suggerimento per finire sulla scia di quanto fece Camilo Cienfuegos nel 1952 quando Fulghenzio Batista con un colpo di stato militare prese il potere . Allora Camilo adotto’ un bastardino e lo chiamo’ Fulghenzio dicendo a tutti che per un bastardo non c’e’ nome migliore. Visto la recente svolta animalista di Berlusconi , se ognuno di noi si prendesse cura di un bastardino e lo chiamasse Silvio non sarebbe una cosa ben fatta ? Attendo le vostre risposte
.
(1) Si trova fra via Anwar Sadat e via Yitzhak Rabin,a poca distanza da via D’amelio

(2) Liggio venne arrestato a Corleone nel letto della fidanzata di Placido Rizzotto,da lui ucciso prima per questo motivo e poi per il suo impegno politico.Cio’ avvenne il 14 maggio del ’64 ad opera del commissario Angelo Mangano , che non ha la fortuna di avere due figli ufficiali dei carabinieri molto vicini a Wikipedia ed una terza figlia gia amante di un mafioso della famiglia di Santa Maria del Gesu’ ed oggi vestale della fondazione perla legalità’ ”Generale Ignazio Milillo”. Alle principali commemorazioni antimafia li trovate tutti e tre in prima fila al fianco di Leoluca .Questo e’ il motivo per cui io non ci vado mai . Per non incontrarli.