Nicolo Gebbia

Gli svizzeri invadono la Lombardia??

Mi rivolgo a quelli dei miei 25 lettori che sono meno ferrati in storia, ed è sempre il mio autore preferito, Alessandro Manzoni, ad ispirarmi.I Promessi Sposi, in appendice alla seconda edizione del 1842, avevano anche un saggio storico, scritto dall’autore contemporaneamente al romanzo, Storia della colonna infame.
Esso è una minuziosa ricostruzione del processo agli untori, durante la peste a Milano nel 1630, che portò alla condanna a morte di alcuni sventurati, fra i quali il commissario di Sanità Guglielmo Piazza ed il barbiere Giangiacomo Mora, la cui casa fu rasa al suolo, ed al suo posto venne eretta una colonna, a ricordo delle sue presunte malefatte, per l’appunto la Colonna Infame.
Gli attacchi contro i responsabili della politica e della sanità lombarda di questi ultimi giorni mi ricordano quel saggio, ed ho l’impressione che la condanna mediatica già comminata loro sui social abbia la stessa fondatezza di quel lontano processo, con la sola differenza che all’epoca si ottenne anche la piena confessione degli untori, estorta mediante la tortura.
Ma non è detto che non si arrivi anche a questo. Se gli interessati verranno affidati a noi carabinieri, cultori ed esperti storici di waterboarding (in gergo Arma = la cassetta), vi consegneremo in poche ore una confessione scritta e controfirmata col sangue dei colpevoli. Però, mentre noi dibattiamo su tutto ciò, in Svizzera si sta meditando una storica rivincita, quella sulla sconfitta subita nel 1512 dalle milizie elvetiche contrapposte alla coalizione di francesi e veneziani della Repubblica Serenissima.Prima di allora il Ducato di Milano era un’area di influenza elvetica, insieme con il Marchesato di Mantova, e modestamente un mio lontano avo materno, Luigi II De La Tremoille, principe di Talmont, ebbe un ruolo decisivo come luogotenente sul campo del Re Francesco I di Francia, cadendo sul campo dopo aver conseguito la vittoria.Dopo un anno gli elvetici firmarono la Pace di Friburgo, detta anche “Pace Perpetua”, perché è da allora che la Svizzera professa la sua neutralità rispetto a tutto quello che le accade intorno, costruendo su di essa quella ricchezza che non osò turbare neanche Adolfo Hitler. Voi sapete però, se mi avete letto con attenzione in passato, che è una pace pesantemente armata, costruita sul servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini svizzeri di sesso maschile, ai quali, ultimata la ferma, viene consegnato il fucile d’ordinanza perché lo custodiscano a casa loro, insieme con una scatola di munizioni sigillata, confezionata come la carne Simmenthal.Essi vengono periodicamente richiamati fino all’età di 55 anni, ed in quei 15 giorni biennali che passano in uniforme sparano abbondantemente col loro fucile.
Ma non solo, perché la Svizzera è in assoluto quella nazione del mondo nella quale i privati detengono a casa propria la maggiore quantità di pistole e rivoltelle, alla faccia degli esperti che, ogni volta che un pazzo ammazza qualcuno negli Stati Uniti, sostengono essere ciò diretta conseguenza del secondo emendamento alla loro Costituzione, quello in cui si sostiene che ogni cittadino ha diritto a possedere armi per la sua difesa personale.Mio fratello, cittadino svizzero nonché perito balistico del Tribunale di Palermo, insegna tiro di precisione ai bambini delle scuole elementari nel cantone dei Grigioni, dove vive con sua moglie. È una materia facoltativa, ma mi ha raccontato che gli unici due bambini esonerati sono figli di milanesi scappati in Svizzera per sfuggire alle loro pendenze penali di evasori fiscali totali.
Si tratta insomma di una neutralità opportunistica, perché fino alla battaglia di Marignano i vari cantoni della Confederazione ebbero sempre una politica ferocemente espansionistica, basata sul fatto che gli eredi di Guglielmo Tell erano considerati i migliori soldati del mondo, come ci dimostra la gendarmeria pontificia, nella quale se non hai passaporto elvetico mai potrai militare.
Ed infatti l’esercito della Confederazione ha una componente strategica notevolissima, basata su una aliquota corazzata dotata di carri armati fra i migliori del mondo.
È il proprio il movimento ferroviario di questi carri armati (YouTube: Carri armati in Svizzera) uno degli indizi, pochi ma significativi, che ci fanno capire come, “dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.
Sostituite Saguntum con Milanum, ed avrete la quadratura del cerchio.
Ci dobbiamo preoccupare?
Io personalmente non lo sono per nulla, ed anzi spero che contemporaneamente il Papa occupi il Quirinale con i suoi svizzeri, ed Israele la mia isola, per trasformarla in un suo protettorato.
Cosa diceva l’antenato della prima moglie di Corrado Lancia, il protagonista dei miei gialli, Cancelliere Metternich?
L’Italia è un’espressione geografica, e forse è giunto il momento di ammainare questo tricolore di facciata, che cela una bandiera a stelle e strisce, facendoci occupare da gente con le palle, che supplisca alla nostra cronica carenza in materia.
Ora che ha detto la sua quotidiana dose di cazzate, il morituro prossimo venturo vi lascia per aggiornarsi su quanti ci hanno lasciato le penne anche oggi.
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