Nicolo Gebbia

Gli eritrei non sono rifugiati, sono disertori

Gli eritrei non sono rifugiati, sono disertori. Con questo titolo sono certo che molte anime belle si allarmeranno, pronte a darmi del fascista. Le invito a leggermi fino in fondo, e se non si saranno convinte , le invito a documentarsi in maniera indipendente, con una attenta esegesi delle fonti.Solo dopo aver fatto diligentemente tutto ciò, se raggiungeranno conclusioni diverse dalle mie, avranno moralmente titolo a criticarmi. Qualche cenno storico sul paese. Il nome gli viene dal mare, definito eritreo(=rosso) in un famoso saggio geografico del primo secolo,il “Periplus Maris Erythraei”.Furono i Sabei nel 1000 avanti cristo ad attraversare il Mar Rosso, provenendo dalla penisola arabica e dopo un paio di secoli a riunirsi nel Regno di
D’mt, che durò fino al primo secolo dopo cristo, dando poi vita al regno di Axum, che prosperò fino al settimo secolo, arrivò a dominare mezza penisola arabica, Yemen compreso, ed era noto nell’antichità per le sue famosi steli , la più importante delle quali scippata da noi e piantata a Roma fino al 2005. Ora è stata rimontata nella valle del Tigre’ , accanto alla gemella. Peccato che un monumento della più grande civiltà eritrea sia ora in Etiopia, il paese da sempre nemico degli eritrei.Il medioevo eritreo durò dal declino del regno di Axum , nell’ottavo secolo, alla conquista ottomana del 1557. Questi ultimi, dopo tre secoli di dominazione, nel 1865 cedettero l’Eritrea ai loro sudditi egiziani. Quindici anni prima c’era stato un tentativo di occupazione francese, miseramente fallito.
Ma non ai francesi dovettero gli eritrei la prima fregatura inflitta loro da noi occidentali., bensì ai colonialisti peggiori di tutti, gli inglesi.Vi ricordate l’esercito del Madhi, quelle milizie dervisce che a Kartum, in Sudan, trucidarono il famoso generale Gordon? Lui era a capo di un esercito egiziano che dopo la sua morte dovette fare una ritirata strategica fino alle piramidi, e gli inglesi che proteggevano politicamente quelle truppe, ottennero per loro, dall’Imperatore dell’Etiopia , il permesso di attraversare le sue terre.In cambio gli concessero una cosa che non competeva loro, il permesso di invadere mezza Eritrea fino al mare. I guai attuali cominciano in quel momento.Fra il 1869 e il 1890 ci insediammo noi italiani, acquistando i territori dal Sultano. Già tre anni dopo la nascita della Colonia Italiana di Eritrea , il Negus Menelik protestò il trattato di Uccialli, con cui gli avevamo concesso un prestito di 4 milioni di lire al tasso agevolato del 6 per cento, purché ponesse fine ad immotivate rivendicazioni territoriali.Fra il 1895 ed il 96 combattemmo con Menelik la Guerra d’Abissinia, conclusasi con la nostra cocente sconfitta, e la conseguente cancellazione del trattato di Uccialli , sostituito da quello di Addis Abeba . Noi ottenemmo un solo vantaggio dalla sconfitta, la caduta di Francesco Crispi.I nostri alleati eritrei neanche quello, perché gli etiopici si insediarono stabilmente nel Tigre’. Quarant’anni dopo , con la guerra d’Etiopia , noi e gli eritrei ci prendemmo la rivincita, e fu varata l’Africa Orientale Italiana, in cui i due Stati africani convissero con la Somalia sotto la nostra dominazione per soli 5 anni , finché nel 1941 furono occupati dalle truppe britanniche. Gli inglesi restarono fino al 47 come militari occupanti, mentre fino al 52 l’Eritrea fu un loro protettorato . È quello l’anno in cui l’ONU, per un solo voto(gli Stati Uniti ?) non concesse a noi la vecchia colonia in amministrazione fiduciaria( come invece fece con la Somalia), ma la federò forzosamente all’Etiopia.In dieci anni gli etiopici smantellarono l’autonomia amministrativa dell’Eritrea, che si erano impegnati invece a rafforzare, finché nel 1962 la trasformarono in territorio metropolitano dell’Impero Etiopico, di cui essa divenne una semplice provincia. Furono quelli gli anni in cui avvenne la meno nota delle occupazioni militari, quella statunitense. I soldati americani costruirono una enorme base radar , quasi tutta sotterranea, che dall’altopiano dominava il Mar Rosso, lo Yemen e mezza penisola arabica. I soldati non portavano l’uniforme ma variopinte camice hawaiane, e dettero notizia di se’ solo perché, nella loro migliore tradizione,si ubriacavano spesso , esibendosi in cinematografiche scazzottate.Dal 1960 in poi fu attivo il movimento di liberazione per riassicurare l’indipendenza dell’Eritrea, FLE . Dieci anni dopo nacque anche l’FPLE, appoggiato dall’URSS e da Cuba,finché in Etiopia , nel 1978,il colonnello Menghistu rovesciò l’imperatore Aille Selasie, instaurando un regime socialista filosovietico.Con le armi e l’aiuto russi, Menghistu rioccupò quasi tutti i territori liberati dalla guerriglia. Nel 1984 però comincio’ la controffensiva eritrea, che trovò alleanza con le forze che, dall’interno del paese si opponevano al regime socialista. Nel 91 Menghistu cadde, gli eritrei riconquistarono l’Asmara , e nel referendum indetto dall’ONU nel 93 il novantasette per cento degli eritrei si espresse per l’indipendenza dall’Etiopia.Lo stato sovrano che nacque , ebbe vita serena fino al 1998, quando gli etiopici del nuovo regime filostatunitense invasero parte del territorio, fino ad occupare la regione e città di Badamme’. La guerra che ne nacque durò due anni, con decine di migliaia di morti da entrambe le parti, finché con l’accordo di Algeri del 2000 venne affidato ad una commissione indipendente dell’ONU il compito di definire i confini fra le due nazioni.La commissione dopo due anni ha stabilito che Badamme’ è eritrea, ma gli etiopici continuano ad occuparla impunemente da 16 anni. E sono sempre sul punto di partire da lì per arrivare al Mar Rosso,loro storico obiettivo finale.Cio’ costringe il governo eritreo a considerare ogni uomo valido permanentemente mobilitato, ed a promuovere la nascita di molti figli per ogni coppia. Questo è il motivo per cui ogni vigliacco maschio eritreo ed ogni donna fertile che non vuole vedere i suoi figli divenire sodati, scappa a Kartum, capitale del vicino Sudan, e si presenta all’ambasciata etiopica, dove è sempre disponibile un vice console americano che consegna ad ognuno di costoro la somma contante di 8000 dollari, purché si impegnino a lasciare l’Africa, non per raggiungere gli Stati Uniti, anzi con la proibizione di farlo, ma per entrare in Europa. Fatta questa premessa, è evidente che gli eritrei non fuggono per fame, visto che il regime socialista assicura con carta annonaria la giusta quantità di proteine, grassi e carboidrati a tutti,ma per vigliaccheria, quella che voi anime belle assecondate quando li fate entrare in Italia a discapito di chi muore davvero di fame.La voce che gli 8000 dollari vengano dal patrimonio personale di Soros e non dal tesoro degli Stati Uniti non ho potuto verificarla. Provateci voi, anime belle. E siccome preferisco considerarvi in buona fede( ma lo siete davvero?), vi riassumo la situazione con un’allegoria di facile comprensione.L’Eritrea è un paese di antichissima civiltà pari a quella occidentale, ed ogni suo cittadino che scappa è assolutamente sovrapponibile ad un miliziano repubblicano spagnolo che lascia il suo reparto per unirsi ai franchisti. Ed in questo caso i franchisti siete voi, anime belle .

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