Nicolo Gebbia

Giletti, le sorelle Napoli ed un tram chiamato desiderio

Caro Assessore dott. Nicolò Gebbia,
in riferimento al suo articolo sulla rivista on line “themisemetis.com” del 05/02/2019 che ho subito letto e che tratta di fatti e di sue affermazioni che sono in parte di mia conoscenza e che, per la modalità in cui Lei le ha descritte, riguardano anche la mia persona, desidero esporle alcune considerazioni. Senza entrare nel merito delle affermazioni riguardanti la società GAS SPA, i suoi proprietari, dirigenti e vicissitudini giudiziarie varie, in quanto si tratta di vicende a me sconosciute e non di mia competenza, vorrei invece arricchire le sue conoscenze dei fatti e dei suoi approfondimenti in merito a quello che Lei chiama “il miracolo del Gas” in modo che sia più chiaro a Lei (e soprattutto ai lettori del suo articolo) il motivo della “soddisfazione” dell’Amministrazione comunale di allora, da me rappresentata, e dei ringraziamenti “dovuti” (secondo noi) al Senatore Lumia ed al titolare dell’Azienda GAS SPA di allora. E le spiego perché.
L’amministrazione comunale precedente alla mia, a guida di Tonino Schillizzi, aveva pensato di poter metanizzare il nostro paese aderendo ad un progetto di comuni che immaginavano l’arrivo del metano dal fronte orientale del nostro territorio e che faceva capo ai comuni di Vicari, Roccapalumba ed altri fino ad arrivare a Cerda e Montemaggiore (se non ricordo male), un progetto che andava molto a rilento e la cui fattibilità appariva scarsa (tanto che in questi comuni il Gas arrivò dopo molto tempo rispetto a noi), anche in considerazione che da lì a poco sarebbero usciti i bandi europei per i finanziamenti delle opere di metanizzazione. Nel frattempo, assieme ad altri 8 comuni (Godrano, Cefalà Diana, Marineo, Bolognetta, Villafrati, Ciminna, Baucina e Ventimiglia di Sicilia), ci venne presentata una iniziativa imprenditoriale di una ditta che già aveva e distribuiva il Metano in paesi a noi vicini (quali Piana degli albanesi, San Cipirrello ed altri) e che prometteva la fattibilità delle opere garantendo tempi più celeri, era la ditta COMEST SPA. Nel frattempo escono i bandi e, con loro, le scadenze. I tempi si fanno più stringenti e tante le progettazioni da fare (nei nove comuni) in pochissimo tempo. Molte amministrazioni, le più veloci, iniziano le procedure amministrative per la stipula delle convenzioni ed anche noi, con qualche difficoltà, attiviamo le nostre.
Fino all’8 Dicembre di quell’anno, giorno in cui un mio assessore mi svegliò di buon mattino invitandomi a leggere il giornale. Leggendolo, per un attimo, vidi svanire per il nostro comune la possibilità di essere metanizzato. Quasi tutti i titolari della COMEST SPA erano stati arrestati e con accuse di associazione mafiosa. Grande fù la preoccupazione nostra e dei sindaci di tutti gli altri 8 comuni. Subito ci attivammo nei confronti della Prefettura per avere indicazioni su come procedere, proprio in considerazione delle scadenze previste nei bandi europei. Lì, un primo intervento dell’allora Senatore Lumia che si adoperò per addivenire ad un incontro con il Prefetto in tempi brevi, vista una certa resistenza dello stesso ad affrontare il tema. L’incontro avvenne e dalla prefettura ci furono date indicazioni chiare e precise che ci consentirono di sganciarci dalle procedure con la COMEST SPA e ricercare un altro soggetto imprenditoriale. Rimaneva ancora il problema della scadenza imminente. Ed ecco il secondo “aiuto” del Senatore Lumia, che si attivò nei confronti della presidenza della regione di allora chiedendo assieme a tutti noi sindaci dei 9 comuni una proroga della scadenza, che venne concessa. E fu così che ci arrivò la proposta della GAS SPA, il cui Presidente di allora assicurò che in pochissimi giorni sarebbero riusciti a fare i progetti esecutivi della metanizzazione dei 9 comuni e presentarli, compreso Mezzojuso, consentendoci di potere accedere ai finanziamenti dei fondi comunitari.
Per tutto questo, ebbi a fare il ringraziamento al Senatore Lumia ed all’azienda GAS SPA di allora; un ringraziamento che feci allora e che mi sento di rifare ancora oggi. Grazie a questi impegni “il miracolo del gas”, come lo ha definito Lei, oggi è una realtà in queste nostre comunità.
Detto ciò, e volendo seguire il racconto del suo articolo, non riesco a trovare un nesso con le sue affermazioni che seguono quanto riportato dall’articolo de “Il Giornale” del 15/12/2011. Non capisco che c’entrano le opere di metanizzazione con l’episodio accaduto al senatore Lumia del chiodo a tre punte da lei raccontato, fatto accaduto molto tempo dopo. Mi permetto di farle notare anche che il riferimento al “tale Giuseppe Muscaglione, consigliere comunale…”, appare impreciso visto che a Mezzojuso il “tale” ( che tra l’altro è un cugino di primo grado di mia moglie) non è mai stato consigliere comunale. Anche la sua affermazione “da allora non ha mai lavorato”, pur non essendo chiaro a quale periodo preciso si riferisca, appare inesatta. Per quanto io mi ricordi, nel periodo della mia legislatura, ha fatto qualche lavoro al pari di tutte le altre aziende della stessa categoria merceologica di attività di Mezzojuso.
Rimango ancora più stupito dalla sua affermazione dove associa la mia sindacatura (cito testualmente) “chi era il sindaco di allora che gestì la metanizzazione? Chi è oggi a Mezzojuso il grande regista della sceneggiata, che Giletti (inconsapevole) ha cavalcato dopo che altri l’avevano avviata?”.
Un’ operazione magistrale degna di chi, come lei (per quello che mi è dato sapere), si dedica a scrivere gialli.
Caro Assessore, la sua passione per i gialli, pieni di intrighi e trame che dicono e/o fanno intendere ai lettori verità o mezze verità, servono spesso solamente a deviare la ricerca del vero responsabile del delitto quasi perfetto, portandolo a confondersi e a credere, a prima lettura, di avere individuato il colpevole. In questa vicenda, questa sua passione per la giallistica ritengo che rischi di alimentare un disagio sociale ed un clima di forte tensione nella nostra comunità, attraversata dalle vicende delle sorelle Napoli e dai fatti di cronaca che l’hanno abbondantemente colpita. Non capisco come un uomo della sua esperienza e formazione abbia potuto sottovalutare questo rischio, e cioè quello di dare ai più superficiali lettori del suo articolo, la possibilità di individuare (nel sottoscritto) “il grande regista delle sceneggiata, che Giletti….ha cavalcato dopo che altri l’avevano avviata”.
Le sue insinuazioni sono del tutto prive di fondamento e non corrispondono alla realtà dei fatti.
Non capisco come non abbia considerato che le sue parole possono alimentare l’odio ed il rancore fortemente presenti nella nostra comunità ed armare le menti o, perché no, anche le braccia di coloro che, alla ricerca di un facile responsabile, irresponsabilmente possono compiere azioni che mettono a rischio l’incolumità fisica delle persone o dei beni materiali.
Spero che ci rifletta e chiarisca in maniera inequivocabile le sue affermazioni, senza lasciare dubbi alcuni, soprattutto che possano riguardare la mia persona. Disinneschi questa mina che, molto verosimilmente ed inconsapevolmente, ha acceso. Anche perché Lei non mi conosce. Non conosce la mia storia personale. Se non farà niente, sappia che la riterrò moralmente responsabile di quello che è già successo o, peggio ancora, di quello che potrà succedere. Lei e chi, molto verosimilmente, ha deciso di armarla ed assoldarla.
Se mi permette infine di darle un suggerimento, in quello che Lei ha definito “una grande sceneggiata”, più che ricercare “Grandi Registi”, cerchi gli attori principali, le comparse, gli sceneggiatori, i suggeritori, i mentori e tutti coloro che, forse inconsapevolmente, hanno contribuito a realizzare questa “fiction”. E guardi che non deve sforzarsi tanto: alcuni li ha molto vicini.
Palermo lì 08/02/2019
Francesco Nuccio

 

Questa lettera è apparsa su face book poco dopo la pubblicazione dell’articolo cui fa riferimento. Dieci minuti dopo c’era anche la mia risposta:

Gentile sindaco emerito, “il miracolo del gas” è termine usato dall’autore dell’articolo non da me, che l’ho trascritto tutto, senza tagli o cuciture. “fin qui l’articolo” è il punto da cui iniziano le mie considerazioni. Non mi ritrovo nella sua affermazione che io sia stato “assoldato”. Non ho mai fatto il mercenario e solo il caso mi ha coinvolto in questa spinosa vicenda, che mi consente di difendere l’onore del paese dei miei avi così vilipeso. Mi hanno chiesto le mie coordinate bancarie, ed io la prego di rispondere lei, designando un ente di beneficienza che le sta a cuore. Vengo a Mezzojuso a mie spese e non chiedo a nessuno di rifondermi, sia ben chiaro. Circa la vocazione di investigatore, un tempo al servizio dello stato ed oggi per puro diletto, piegata alla realizzazione di libri gialli di nessun successo, il 22 di questo mese, quando sarò a Mezzojuso per il Consiglio Comunale, avrò piacere di averla mio ospite a cena, e di ascoltare dalla sua viva voce quello che ha scoperto. Se me ne convincerò gliene darò atto pubblicamente, facendo ammenda per i miei eventuali errori. Spero che l’amore per Mezzojuso ci renda alleati. Le ricambio i saluti, e scelga lei l’aggettivo che ritiene più consono, fra il “distinti ed il “cordiali”. Suo, Nicolò Sergio Gebbia

So per certo che Nuccio l’ha letta, trasmessagli da suo figlio. Però egli accampa pretesti per fingere che ciò non sia accaduto. Da allora tedia molestamente sia Themis e Metis che il sindaco Giardina, pretendendo non si capisce bene cosa. Il Sindaco era sul punto di telefonargli e rigirargli contro una sua storica risposta: “Fattici sopra una risata!” L’ho pregato di non farlo e, seguendo il suggerimento sarcastico circa la mia vocazione di investigatore-scrittore di libri gialli, ho proseguito le indagini da solo. Nuccio la verità dice di conoscerla bene però non vuole raccontarcela. Approfitta solo di due miei banali ed ininfluenti errori di percorso: il falso attentato all’automobile di Lumia è stato alla fine di un’altra sua visita a Mezzojuso, successiva a quella in cui lo avevo collocato io e Giuseppe Muscaglione non era consigliere comunale ma dirigeva la sezione di un partito politico. Circa il fatto che non abbia più lavorato, dopo avere smascherato Lumia, gli chieda di farselo raccontare come ha fatto con me personalmente. Il resto della sua missiva, che ora ha la soddisfazione di leggere integralmente su Themis e metis mi sembra una lunga elencazione di excusationes non petitae. Sappia che, visto che non è l’interesse per il bene di Mezzojuso che lo spinge, e quindi ha, di fatto, respinto la mia proposta di alleanza, io con grande disprezzo per lui, superiore, se possibile, a quello che esibisce nei miei confronti con l’aggettivo “assoldato”, al prossimo Consiglio Comunale proporrò di deliberare che le mie spettanze mensili vengano devolute con assegno non trasferibile alla sua persona. Ne faccia quello che crede. Che noia! Diranno i miei 25 lettori. Concordo con loro e per ripagarli dell’attenzione che hanno mostrato nel leggere quanto sopra, concludo con una chicca che da sola merita più di tutto il resto.

Fra il 2020 ed il 2028 sarà realizzata la linea tramviaria Palermo – Lercara Friddi. Da lì il collegamento su rotaie per Agrigento è esistente, e basterà armonizzare le due tratte. La Regione Sicilia ha predisposto tutto per sfruttare i finanziamenti che la Comunità Europea ha già deliberato al 100% del costo finale.

Fino ad oggi lo sapevano in pochi. Da questo momento siete 25 in più ed a voi chiedo se è peregrino ipotizzare che dietro uno scandalo mediatico immane come quello gestito dalla televisione di Giletti, e probabilmente a sua insaputa, non ci siano invece gli appetiti di coloro che, con un precedente come quello della metanizzazione, pensano di “sistemarsi” per i prossimi dieci anni?

P.S. Una piccola soddisfazione: Il sindaco emerito usa carta intestata a Nuccio Francesco, ma dopo la delibera che ho fatto approvare firma, seppur con svolazzi mussoliniani, Francesco Nuccio. A qualcosa sono servito anche a lui!

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