Nicolo Gebbia

Giletti: severo con Mezzojuso e servile con Firenze

Avete presente Maria Carmela D’Urso, in arte Barbara, quando stando sulla punta di una sedia mostra le sue gambe arroccate sul tacco 12, mentre intervista Silvio Berlusconi comodamente appoggiato allo schienale della poltrona e con le gambe accavallate? Entrambi fingono di dialogare spontaneamente, mentre in realtà leggono il gobbo alle loro spalle, sapientemente preparato dall’ufficio Minculpop del Cavaliere.

Ieri sera a Non è l’Arena fra Renzi e Giletti sembrava di assistere alla stessa pantomima. Come mai l’ho seguita in diretta? Sapete che alla televisione spazzatura preferisco un bel film d’antan. Ma qui a Mezzojuso si era diffusa la voce che la più bionda delle sorelle Napoli fosse stata dal parrucchiere per rifarsi il colore, e conseguentemente tutti ci aspettavamo una sua apparizione televisiva.

Nel frattempo in paese è incominciata la guerra fra Salvatore Battaglia, localmente chiamato mago Otelma, e Francesco Carbone, presidente della associazione Governo del Popolo APS. Il Carbone, dopo alcuni anni trascorsi nel Veneto, dove le presidenze si partoriscono facilmente (vedi quella auto attribuitasi dal professore di ragioneria Enzo Guidotto, presidente dell’Osservatorio Veneto sul Fenomeno Mafioso), quando è tornato in Sicilia se ne è ritagliata una tutta per lui, il Governo del Popolo, e raccoglie denunzie-querele per diffamazione contro Giletti. Sono già più di 150, e visto che al Palazzo di Giustizia di Palermo non può neanche avvicinarsi, mentre di quello di Termini Imerese è acerrimo nemico, è riuscito a trovare una valvola di sfogo presso la Questura di Caltanissetta, dove periodici autobus conducono i miei compaesani disposti a denunziare.

Suo più grande cruccio è che le sorelle Napoli, che hanno querelato persino me, lo ignorino. Però l’unico condottiero del loro esercito, il già citato mago Otelma, sta indagando, e si è spostato nel paese dove vive il Carbone, alla ricerca delle risorse finanziarie che gli consentano di tenere in piedi l’associazione e pagare il collegio di avvocati di cui essa dispone. Carbone è disoccupato e neanche sua moglie ha una attività lavorativa retribuita. Otelma ritiene che siano i suoceri a sostenere cotanto attivismo, vendendo le terre di loro proprietà.

Non ci credo, non sono agiati, e comunque non conosco suoceri disposti ad una simile scelleratezza. Nel frattempo il presidente dell’APS marca stretto il mago Otelma e i suoi parcheggi all’interno di Mezzojuso, con il SUV Suzuki iperaccessoriato da lui acquistato grazie alla generosa offerta di Giletti, dopo che la rinata mafia dei pascoli, in favore di telecamere, gli aveva incendiato la vecchia macchina, al termine di un avventuroso inseguimento, volto probabilmente ad eliminarlo fisicamente. Pare che Otelma abbia il parcheggio facile in divieto di sosta, ed addirittura abbia percorso contromano un senso vietato.

Mentre i miei compaesani, come i famosi polli di Renzo Tramaglino, così si beccano fra loro, Giletti partecipa al dolore di Renzi per l’ingiusta detenzione dei suoi genitori. Il bullo (a me Salvini pare molto più garbato) dice e non dice, e chiede, giustamente, che si giunga al più presto al processo. Che differenza di trattamento, comunque, quella riservata da Giletti ai coniugi Renzi, rispetto alla gogna mediatica che colpì quei tre poveri diavoli imprigionati prima di Natale e scarcerati dopo l’Epifania dal Tribunale del Riesame! Il provvedimento, spiccato nei confronti di persone responsabili di un presunto danneggiamento – perpetrato nel lontano 1998 – contro le recinzioni dei campi appartenenti alle sorelle Napoli, fu infatti ritenuto ingiustificato.

Dico di più, sono andato a fare un sopralluogo ed ho scoperto una circostanza che è sfuggita al maresciallo Saviano: nessuna delle recinzioni è stata realizzata dalle sorelle Napoli, ma piuttosto dai proprietari confinanti. L’unica recinzione eretta dal padre, e tuttora esistente, è quella, abusiva, che ha ristretto la Regia Trazzera per la transumanza delle greggi, ridotta dagli originali 35 metri ai 5 attuali. E preciso che la legge attualmente in vigore non consentirà mai loro di appropriarsene per usucapione.

Con la bella stagione, se non sarò stato destituito nel frattempo, e se (come tento vanamente di fare da tempo) sarò diventato amico delle sorelle, vorrei fare un bagno nel loro laghetto, anch’esso abusivo. Quando ero più giovane, ogni estate nuotavo nel Boite, il torrente che attraversa Cortina d’Ampezzo, e malgrado i mille metri di altezza del latifondo Napoli, credo che la temperatura sia più gradevole.

Io spero proprio che loro tre in bikini ed io con il mio slip mimetico, si possa celebrare la ritrovata armonia sguazzando tutti insieme appassionatamente.

Ti potrebbe interessare anche?