Nicolo Gebbia

Dallo stato d’emergenza allo stato d’assedio

Nel 1908, dopo il terremoto di Messina, il governo nazionale decretò nella città lo stato d’assedio.
Per prima cosa il sindaco regolarmente eletto fu sostituito da un generale ed è questa la cosa che più mi alletta circa la pazza idea che ho avuto, e che tanto dispiacerà al mio amico Diego Fusaro, ossessionato in questi giorni dai movimenti di truppe che secondo lui lasciano presagire un colpo di stato militare.
Tuttavia invito lui ed i miei 25 lettori a riflettere sul fatto che di colpi di stato nella storia ce ne sono stati anche alcuni positivi, come quello di cui ho già parlato in un precedente articolo, compiuto dai capitani dell’esercito portoghese quando rovesciarono quello che restava del regime dittatoriale di Salazar nel 1974.
Quelli avvenuti in Turchia dopo la presa del potere da parte di Atatürk sono cinque, nel 60, nel 71, nel 1980 e nel 97.
Non conto quello del 2016, perché è l’unico che non riuscì.
Ho seguito dei corsi insieme con ufficiali della gendarmeria turca, e l’unica differenza nei cicli di studi nostro e loro sta nel fatto che essi, fin dall’epoca di Atatürk, studiano contabilità di stato.
Proprio perché, per ogni distretto militare, prevedono che, se le cose si mettono male, il comandante del distretto prenda il posto del prefetto.
Ora io vi chiedo se ritenete che sia rimasto un barlume di democrazia in quello che ci accade?
Quelli che fanno jogging, inconsapevoli che l’inventore, James Fuller Fixx, ne morì a 52 anni di infarto mentre lo praticava, possono essere arrestati in flagranza di reato da un vigile urbano qualsiasi, e condannati a dodici anni di detenzione.
I più anziani dei miei 25 lettori ricorderanno la figura del generale Jarudzesky, quello che guidò la giunta militare polacca insediatasi al potere dopo le dimostrazioni operaie che dai cantieri navali di Danzica, grazie soprattutto ai soldi di Papa Wojtyla, si erano allargate a tutto il paese, facendogli correre il rischio di provocare l’intervento dei carri armati sovietici come era successo in Cecoslovacchia nel 1967.
Era un gran brav’uomo Jarudzesky e portava quegli enormi occhiali da vista proprio per dissimulare la sua espressione bonaria.
I militari polacchi, per gli appassionati di storia i migliori al mondo da quando sconfissero a Tannenberg i cavalieri teutonici nel 1410 a quando vinsero la Battaglia di Cassino contro i paracadutisti tedeschi nel 1944, preservarono allora la sovranità della Polonia, e della sua via nazionale al socialismo, contro un Papa fascistone come Wojtyla, che la Chiesa ha proclamato santo.
Oggi, da noi, in siciliano si direbbe che “cu si suse comanda” ed abbiamo addirittura il sindaco di Marsala, degno epigono di Egidio Alagna, che ha ordinato alla sua popolazione di uscire di casa solo con mascherine e guanti calzati.
Salvini, che si morde le dita per non essere più ministro degli Interni, continua a blaterare per ulteriori stringimenti di vite, e se fosse per lui i vigili urbani del nord ( le famose polizie locali del cazzo) dovrebbero fare abbassare i pantaloni a chi incontrano, per essere certi che ognuno porta il cilicio di penitenza, quello che rende la deambulazione tanto dolorosa da essere certi che chi la pratica lo fa per estrema necessità.
Zaia blatera già di coprifuoco, e forse per lui lo stato d’assedio è ancora troppo poco, bramando addirittura lo stato di guerra.
Mi piacerebbe tanto accontentarlo, perché il primo ad essere destituito sarebbe proprio lui, sostituito da un generale.
Oggi Sallusti intervista il suo padrone, consentendogli di affermare che non è sfollato in Provenza dalla figlia, ma si trovava già lì.
Nessuno gli ha chiesto conto, però, della più oscena fra le sue riforme, la sospensione del dovere, costituzionalmente garantito, di prestare servizio militare di leva, come è successo per 144 anni, dal 1861 al 2004.
Posto che l’Italia guarisca, ed io pur dubbioso sulla mia sopravvivenza ne sono convinto, pensate che non avremo bisogno di tantissimi soldati per presidiare tutte le nostre frontiere contro gli untori che per un paio d’anni, provenendo da tutto il resto del mondo, potrebbero farci riprecipitare in una epidemia di ritorno?
E se volessimo sbarazzarci una volta per tutte del Vaticano, offrendo a Macron l’opportunità di ospitare il Papa ad Avignone, vi rendete conto che dovremmo vincere la guerra contro le guardie svizzere?
E allora perché non seguire l’esempio di Mezzojuso, ombelico del mondo, dove un guitto come Giletti ha ottenuto di mandare a casa il sindaco ed il consiglio comunale democraticamente eletti, ed oggi le tre commissarie straordinarie nominate dalla prefettessa di Palermo latitano, lasciando il comune in mano al maresciallo dei carabinieri, il famoso “uomo di cultura e coraggioso soldato” Saviano? Fa del suo meglio, coadiuvato dalle impiegate comunali già demansionate quando si insediarono le commissarie prefettizie. Ci riesce? Pare di sì, ed allora perché non seguire in tutta Italia l’esempio del mio paese? Quanto meno questi amministratori in uniforme non li sentiremo sproloquiare in tv. E scusate se è poco!

 

Ti potrebbe interessare anche?