Nicolo Gebbia

Cesare Battisti: cosa succederà fra 7 anni e mezzo?

Sapete cosa è la legge Gozzini? È la legge 10 ottobre 1986 n.663, promotore l’onorevole Mario Gozzini (PCI), che stabilisce una serie di vantaggi per i detenuti, partendo dal presupposto che la pena deve anzitutto portare alla rieducazione del condannato.
Nei documenti dei condannati all’ergastolo c’è scritto “fine pena:MAI”. Se uno è condannato a due ergastoli, come Battisti, quel mai dovrebbe essere moltiplicato per 2. Ed invece cosa succederà se l’opinione pubblica più attenta non vigila con assiduità?
Poiché dal punto di vista dei benefici carcerari l’ergastolo è da valutare come il massimo della detenzione, in realtà l’ergastolo non esiste ma è considerato come la detenzione a 30 anni.
Voi dite: ma due ergastoli allora sarebbero da considerare come 60 anni di detenzione? No, ci sono sentenze che affermano il contrario: gli ergastoli invece che due potrebbero anche essere 22, sempre a 30 anni di detenzione sono equiparati.
E secondo la Gozzini dopo aver scontato un quarto della pena in buona condotta, il detenuto ha diritto a 15 giorni di vacanze l’anno, ed ha anche il diritto di essere ammesso al lavoro esterno, della serie lascio il carcere alle 8 di mattina e ci torno alle 8 di sera, come fosse un ostello della gioventù.
Durante le 12 ore che restano mi presento al mio posto di lavoro, dove presto la mia opera retribuita per 7 ore. Le altre 5 sono adibite agli spostamenti da e per il posto di lavoro, ed al tempo necessario per pranzare.
La cena invece me la tengono in caldo alla mensa del carcere. Battisti quindi, dopo l’isolamento iniziale per un breve periodo della sua detenzione, probabilmente sarà nominato bibliotecario del suo carcere, visto che è tanto colto e scrittore di successo, e così godrà di ampia libertà di movimento all’interno dell’istituto, magari impartendo lezioni private alle guardie perché conseguano una delle tante lauree triennali disponibili sul mercato italiano.
Poi allo scoccare dei sette anni e mezzo presenterà la sua richiesta per ottenere le ferie maturate, e ce lo troveremo subito, per l’ennesima volta, all’ombra della Tour Eiffel a farci marameo. Inverosimile? Ne siete davvero sicuri? E se il ministro della giustizia fosse la Boldrini? Io mi auguro che l’Italia dimostri di non applicare la giustizia con due pesi e due misure, in cui il peso e la misura irreversibili fino al constatato decesso sono toccati solo ai siciliani Bernardo Provenzano e Toto’ Riina.
A questo scopo, come feci io allorché scrissi al Comando Generale dell’Arma quando fui scavalcato da 7 tenenti colonnelli pugliesi, e chiesi allora di essere considerato “pugliese putativo”, propongo la promozione di un comitato per considerare Battisti “siciliano putativo”.
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