Nicolo Gebbia

Lo Stato biscazziere

Avete presente, almeno i più anziani di voi, l’Atlante Geografico De Agostini? Io credo di averlo comprato in terza elementare, e ce l’ho ancora. In ogni caso il primo che lo pubblicò fu un famoso geografo italiano, Giovanni De Agostini, fratello dell’esploratore della Patagonia, che nel 1901 aveva fondato a Roma l’Istituto Geografico che porta il suo cognome.
Anche quelle belle carte d’Italia che campeggiavano in ogni aula delle scuole elementari erano editate dall’Istituto. Una volta l’anno, poi, veniva stampato un volumetto, in formato mignon, il Calendario Atlante De Agostini, in cui, oltre all’elenco dei mesi e dei giorni utili per l’anno successivo, con possibilità di prendere brevi appunti, c’erano un sacco di carte geografiche di tutto il mondo, che lo rendevano particolarmente ambito ai ragazzini curiosi come lo ero io.
Come sia accaduto che siamo passati dagli atlanti e dalle carte d’Italia, all’appalto di tutte le lotterie e scommesse che affliggono il nostro paese sotto la voce di Lottomatica, è, per me, sbirro di campagna, un grande mistero.
La società venne fondata nel 1990 come un consorzio fra BNL, Sogei, Olivetti, Alenia e Mael, che sarebbe la Federazione Italiana dei Tabaccai.
Undici anni dopo venne quotata in borsa e nel 2002 De Agostini ne acquistò il 52,1% del capitale.
Lottomatica S.p.A. nel 2006 acquistò, per quattro miliardi di euro, la GTECH Corporation , creando il maggior gruppo mondiale nel settore giochi e scommesse.
Nel 2013, con un’operazione di lifting Lottomatica Group S.p.A. assunse il nome di GTECH S.p.A. .
Lottomatica S.p.A. rimase come filiale del gruppo.
Nel 2014 il gruppo ha acquistato per 6,4 miliardi di dollari l’americana International Game Technology Inc…
L’entità che è nata, sotto il marchio di ITG, ha sede nel Regno Unito.
Finalmente nel 2015, assumendo la denominazione definitiva di International Game Technology, PLC, la società ha chiuso il suo titolo presso la Borsa di Milano, ed ha cominciato a farsi quotare presso quella di New York.
Il CEO è Fabio Cairoli, che ha uno stipendio largamente superiore ad i due milioni di euro annui. E’ mio coetaneo, e, guarda caso, anche lui è stato insignito dalla Repubblica Francese della Legion d’Onore.
Io non ho il vizio del gioco, ma trovo moralmente abietto che lo Stato lo incoraggi e ci lucri sopra.
Sono ansioso di sapere cosa ne pensiate tutti voi, a partire dal mio grillo parlante, Giampiero Geraci?

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