Nicolo Gebbia

Angela Merkel meglio di Hitler

La sfilata militare del 14 luglio 2019 a Parigi resterà come uno spartiacque nella storia europea, a segnare la differenza fra il prima ed il dopo. È durata due ore e 38 minuti ed io me la sono vista tutta due volte, la prima in diretta sulla televisione francese, la seconda su you tube per avere conferma delle mie constatazioni prima di parteciparvele. Faccio una premessa utile a scoraggiare chi abbia opinioni diverse dal continuare a leggermi: io sono un militarista puro e duro, e fiero di esserlo. Penso che la sovranità di una nazione dipenda al 95 per cento dalla sua capacità di convincere le altre che farle torto costerebbe loro lacrime e sangue in quantità tale da scoraggiare ogni considerazione di bieco interesse. Mi spiego meglio: pensate che se i due sottufficiali di marina sequestrati dalle autorità indiane fossero stati francesi, il governo transalpino avrebbe tollerato quello che il nostro ha subito vigliaccamente? Io sono assolutamente convinto che avrebbe recuperato i suoi uomini entro 24 ore, anche a costo di mettere agli arresti domiciliari l’ambasciatore indiano a Parigi. La “sfilata delle forze militari francesi” (traduco letteralmente) di oggi, aveva come fine dichiarato quello di dimostrare “l’autonomia strategica della nazione”. Dimostrarlo a chi? Non certo ai francesi, che ne sono perfettamente consapevoli, ma sopratutto al resto del mondo tranne l’Italia. Per noi così bassa è la considerazione che neanche ci hanno invitati. Ed infatti mentre Angela Merkel, senza tremori stavolta, è stata costantemente al fianco di Macron, che aveva alla sua sinistra la moglie (valore della famiglia tradizionale sconosciuto ai presidenti italiani che le loro, dal 1945 in poi, le hanno sempre lasciate a casa), in prima fila oltre a lei c’erano vari governanti europei ma neanche un italiano.Dopo aver passato in rassegna tutte le truppe, fra l’Arco di Trionfo e Place de la Concorde a bordo non di una Flaminia decappottabile d’epoca, ma di un gippone Acmat, su cui è rimasto in piedi con al suo fianco il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Macron è finalmente salito sulla elegantissima e slanciata tribuna eretta sotto l’obelisco della Concorde, alle spalle dei giardini delle Tuilerie, dove ha per prima baciato ed abbracciato la Merkel e poi salutato con una stretta di mano gli altri capi di stato e di governo presenti. Ultimata la sfilata aerea, che ha visto come vedette l’aereo spia Transall C160 Gabriel ed i nuovi Pilatus PC21 d’addestramento, è stata la volta dell’unico momento apparentemente comico della sfilata, quello dedicato alle novità tecnologiche dell’esercito. Si sono visti dei microscopici mezzi ruotati e cingolati che correvano davanti alla tribuna, movimentati da un uomo solo, subito dopo seguiti da alcuni quad con equipaggio di due uomini, ma il colpo di teatro è venuto dall’aria, perché ne sono arrivati due uomini, uno in mimetica e l’altro con una tuta da Nembo Kid, tale Frank Zapata , che ne è l’inventore. Volavano eretti, appoggiati su velocissime basi volanti larghe quanto i loro piedi , e si muovevano con sicurezza in ogni direzione fino ad atterrare, come per incanto, davanti a Macron ed alla Merkel. Le novità tecnologiche, dopo il nuovo trasporto truppe blindato Griffon, hanno visto per ultimo un pick-up che aveva sul cassone un aerodinamico drone, capace da solo di fare quello che un tempo costava tanti rischi ai piloti dei Piper disarmati in dotazione all’Aviazione Leggera dell’esercito. A questo punto è arrivata la parte riservata, cito testualmente,alle “troupes a l’honneur initiative europeenne d’intervention : sono sfilati, cioè , i gruppi bandiera degli eserciti tedesco, britannico, spagnolo, portoghese, belga, olandese, danese ed estone che formano la “forza d’intervento rapido europeo”, ad esplicita leadership francese. Noi non abbiamo ancora sciolto la riserva e non sappiamo se aderire o meno. Ho chiesto subito ad un qualificato collega che lavora fianco a fianco con la nostra ministra della difesa, e mi ha mandato la foto di un reparto della nostra marina, inquadrato , che credo stesse andando a posizionarsi lungo gli Champs Elisèe e che quindi dovrebbe essere stato passato in rassegna da Macron al suo arrivo. Però poi, con perfidia tutta francese, non lo hanno fatto sfilare. In ogni caso, dopo gli alfieri di quei nove paesi , è stata la volta delle truppe appiedate francesi. Prima le scuole militari, poi la gendarmeria, seguita da esercito, marina , aviazione, commissariato e sanità. Dopo la sanità ho avuto una triste sorpresa: hanno sfilato tanti commissari Maigret con la fascia tricolore a mo di cintura e la sciabola sguainata. Quanto risparmiatoci dai francesi negli scorsi decenni, ora , seguendo il cattivo esempio romano, è stato scimmiottato anche da loro . E per non farsi mancare nulla, ai commissari ha fatto seguito una formazione di secondini, anch’essi con le sciabole sguainate, e dopo di loro altrettante guardie della gabella, che però in Francia sono civili, non militari a tutti gli effetti come i nostri finanzieri. Grazie a Dio la sfilata delle truppe appiedate è finita con la Legione Straniera, che marcia a lento passo cadenzato , ed i suoi militari barbuti , col grembiule di cuoio e la scure al posto del fucile , continuano ad ispirare reverenziale timore. Considerazioni a fattor comune: un assetto formale impeccabile, e l’abbandono definitivo della tuta mimetica. Indossavano tutti eleganti uniformi estive, para’ compresi. È stata quindi la volta dei militari a cavallo, che in Francia sono rappresentati solo dalla Guardia Repubblicana, cui compete la sicurezza dell’Eliseo e del suo inquilino , come i nostri carabinieri guardie del Presidente, volgarmente detti corazzieri . Quelli francesi sono un po’ comici: non particolarmente alti , hanno delle redingotte blu con i risvolti rossi assicurati da bottoni alla coscia , retaggio del vecchio pastrano militare che aveva in quell’escamotage il segreto della marcia più spedita delle truppe francesi, dieci chilometri l’ora invece che 8. La leggenda vuole che il risvolto lo abbia personalmente ideato Napoleone, che fece della velocità con cui si muovevano le sue fanterie, uno dei segreti più ovvii e meno emulati alla base dei successi militari riscossi dalla Grand’Arme. In ogni caso anche i corazzierini francesi, una volta montati a cavallo, fanno la loro figura, e durante la rassegna sugli Champs Elisèe, un loro squadrone seguiva il gippone del presidente, anche se il nugolo di gendarmi in motocicletta che lo contornavano , con i loro colori azzurro e bianchi, rovinava tutto. Noi usiamo i corazzieri motociclisti, che sono tutta un’altra cosa! Comunque dopo lo squadrone a cavallo della Guardia Repubblicana, finalmente arriva la sfilata motorizzata. E qui, oltre a scoprire che la Securite Civil in Francia è tutta rigorosamente militare e ben armata, con grande mia sorpresa, oltre ai tanti mezzi ruotati, ecco sferragliare una compagnia di 12 carri armati pesanti Leclerc , come ai vecchi tempi ! Forse pochi sanno che DeGaulle era un tenente colonnello carrista quando scoppiò la guerra. Giletti lo avrebbe preso in giro a sangue : un tenente colonnello che si autoproclama nell’arco di 6 mesi prima colonnello, poi generale di brigata, poi generale di divisione e che finisce la guerra come generale di corpo d’armata, venendo collocato a riposo da maresciallo di Francia ! Nella grandeur bisogna crederci , anzitutto! E Napoleone decreto’ che se il generale di brigata europeo ha una sola stella, quello francese ne ha due, e quello di divisione tre invece di due. È ancora oggi così : i generali francesi hanno sul loro kepi una stella in più degli altri, alla faccia loro. Nelle scuole elementari d’oltralpe i bambini e le bambine imparano a riconoscere i gradi militari, altrimenti devono ripetere l’anno. Insieme con questo basilare insegnamento viene inculcato loro il rispetto per gli invalidi di guerra. È il mausoleo Des Invalides quello dove riposa Napoleone, ed in ogni autobus , tram o carrozza della metropolitana, 4 posti a sedere ogni 30 sono riservati agli invalidi di guerra, fateci caso. Conseguentemente anche la nostra sfilata è terminata con il coreografico inserimento , all’interno di uno schieramento di militari appiedati, dei tre invalidi in uniforme ed in carrozzella presenti , uno appartenente all’esercito, uno alla marina ed uno all’aviazione. A questo punto Macron e la Merkel sono scesi dalla tribuna e prima l’uno ha stretto loro la mano , poi l’altra li ha abbracciati, ed infine si sono fatti fotografare entrambi al fianco delle carrozzelle. Erano tre uomini anziani, ma non tanto da essere reduci della seconda guerra mondiale, al massimo devono avere combattuto in Indocina o in Algeria, due sonore sconfitte che misero fine alla dominazione coloniale . Ma in Francia si onora nella stessa misura anche chi è stato sconfitto. Il concetto è che ha combattuto per la patria. Con queste foto, fra i tre invalidi e gli atleti delle forze armate, i due padroni d’Europa, Macron e la Merkel, hanno posto fine alla parata militare. Non c’erano bambini delle elementari a regalare i loro disegnini al Presidente, e gli unici giovani presenti che non indossassero l’uniforme, stavano alle loro spalle, intenti a reggere un enorme tricolore. Ulteriori notizie ? Si, l’annuncio della creazione del nuovo Comando Aerospaziale. Commenti ?Ve li risparmio, tranne la constatazione che alla Merkel è riuscito quello che non ottenne neanche Hitler:conquistare i francesi e farsi baciare dal loro presidente. Solo noi italiani parliamo di grandi contestazioni a Macron da parte dei gilet gialli. Falso, si è trattato di piccole scaramucce all’alba, subito sedate e nulla è stato lanciato contro il presidente da contestatori allontanati ore prima. Fake news. Concludo con un personale auspicio: qualche giorno fa la nostra polizia ha abbandonato i gradi militari che ci aveva scippato tanti anni fa, e ne ha adottati altri completamente differenti . Era ora ! Chiedo alla ministra Trenta, che ha appena sfiduciato il suo capo ufficio legislativo, generale dei carabinieri Salvatore Luongo , trasferendolo a Napoli, di dimostrare altrettanta determinazione con Salvini, e cioè imporgli che anche i pompieri ed i vigili urbani imitino la Polizia di Stato, abbandonando i gradi militari e e dotandosi d’altro . I vigili sono polizia locale? E allora adottino quelli polizieschi. Non vogliono farlo? Ogni sindaco ne può inventare a suo piacimento. Vadano tutti a scuola da Leoluca Orlando Cascio, inventore di una fantasiosa uniforme storica per i suoi vigili che fa ridere i polli. Ma la smettano di scimmiottare noi soldati veri !

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