Nicolo Gebbia

๐Ÿ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ, ๐ฅ’๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐๐š ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐ž๐ ๐ ๐ข๐š๐ซ๐ž ๐žฬ€ ๐ข๐ฅ ๐๐ข๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ฏ๐จ๐ญ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐๐จ๐ง๐ง๐ž

๐Ÿ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ, ๐ฅ’๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐๐š ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐ž๐ ๐ ๐ข๐š๐ซ๐ž ๐žฬ€ ๐ข๐ฅ ๐๐ข๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ฏ๐จ๐ญ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐๐จ๐ง๐ง๐ž

Sapete in quale paese le donne andarono a votare per la prima volta nel mondo? รˆ la Nuova Zelanda ed accadde nel 1893.L’Australia ebbe lo stesso privilegio nel 1902, la Finlandia nel 1906, la Norvegia nel 1907, la Danimarca e l’Islanda nel 1915, la Russia nel 1917, cosรฌ come il Canada, l’Inghilterra nel 1918, gli Stati Uniti nel 1920, mentre le bianche del Sud Africa lo ebbero nel 1930 (le nere solo nel ’65). Le donne turche ottennero il diritto di voto nel 1934. Quelle italiane dovettero aspettare fino al 2 giugno 1946, e naturalmente, votarono malissimo, perchรฉ il 75% di loro scelse la monarchia. In ogni caso le statistiche ci tengono distanti dal primato di essere il paese che ha concesso per ultimo il voto alle donne, conquistato invece dall’Arabia Saudita nel 2011.
Ma come รจ possibile che, se il 75% delle donne italiane votรฒ monarchia, fu la repubblica a vincere il referendum?
Avete presente il gioco delle tre carte?
Comunque voi scegliate, quel lestofante che sta dietro il banchetto vi dimostrerร  che avete sbagliato.
Il lestofante del 2 giugno 1946 si chiamava Giuseppe Romita ed era ministro dell’Interno. Ingegnere, antifascista giร  ristretto al confino, esponente del ๐‘ƒ๐‘†๐ผ di Pietro Nenni, evidentemente aveva l’intrallazzo nel suo ๐ท๐‘๐ด, perchรฉ il figlio Pierluigi, ministro del Bilancio in vari governi Craxi, coinvolto in ๐‘‡๐‘Ž๐‘›๐‘”๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘–, nel 1994 fu condannato ad un anno e quattro mesi per corruzione (condanna naturalmente annullata due anni dopo per un vizio di forma nel decreto di fissazione dell’udienza preliminare, e Palamara ancora studiava all’universitร ). Nelle memorie del ministro possiamo leggere che egli era veramente angosciato, perchรฉ i risultati dello spoglio, man mano che giungevano dalle varie prefetture, gli segnalavano il netto prevalere dei voti per la monarchia. Egli scrisse perรฒ, come nei migliori romanzi d’appendice, che nella notte tra il tre ed il quattro giugno i risultati pervenuti da innumerevoli prefetture del nord Italia rovesciarono il verdetto in favore della repubblica. Al Quirinale Umberto II, il Re di Maggio, aveva voluto un nuovo comandante dei Corazzieri, del quale si era innamorato durante una visita all’ospedale militare di Bari.
Il maggiore Riario Sforza, un duca napoletano di antica schiatta, era convalescente per le ferite riportate in combattimento, durante uno scontro a fuoco con i militari greci nella Tessaglia.
Dichiaratamente eterosessuale, Umberto non aveva preteso da lui la prova d’amore, e Riario Sforza, come tanti aristocratici partenopei dimentichi del loro passato borbonico, era sinceramente affezionato alla monarchia sabauda. Noi napoletani (io sono nato lรฌ, dentro la clinica ostetrica universitaria, estratto col forcipe dal Rettore Tesauro, dopo dieci mesi di gravidanza come gli asini, e grazie ad un bicchierone di olio di ricino che finalmente provocรฒ le doglie), noi napoletani dicevo, siamo fatti cosรฌ: ci affezionano al nostro re, ed infatti quello stesso popolo che aveva dato vita alle Quattro Giornate di Napoli scese in piazza contro la proclamata repubblica, costringendoci a scontri che videro otto morti fra i manifestanti.
Il comandante dei corazzieri, perรฒ, da buon napoletano, del piemontese ministro Romita non si fidava, e volle andare a controllare di persona come procedesse lo spoglio delle schede al Quirinale. Lui era un ufficiale di cavalleria, e quindi pensรฒ bene di portarsi dietro il brigadiere Beltotto, effettivo al Nucleo Reale Carabinieri.
Fu cosรฌ che i due trovarono un magazzino sotterraneo del ministero, stipato dal pavimento al soffitto di schede prevotate per la repubblica.
Egli scrisse allora una relazione di servizio al re, raccontando quello che aveva visto con i suoi occhi, e la fece controfirmare dal brigadiere Beltotto, chiamandolo cosรฌ a testimone.
Umberto la inviรฒ subito al Comandante Generale dell’Arma, Brunetto Brunetti, “๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘–๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ ๐‘–”.
In via Legnano tutti i generali dei carabinieri, convocati da Brunetti, quando ebbero letto la relazione ardevano di sdegno, pronti a sfoderare la sciabola in difesa della legalitร  monarchica e dello Statuto Albertino.
Brunetti, perรฒ, che era un omofobo sfegatato, disse loro: “๐‘‰๐‘œ๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘”๐‘ข๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘๐‘–๐‘ฃ๐‘–๐‘™๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘‘๐‘–๐‘“๐‘’๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ข๐‘› ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘’๐‘‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ ๐‘ก๐‘Ž?”. Badate bene che il termine era quello maggiormente in uso fra gli italiani dell’epoca per definire i sodomiti, e lo stesso Pietro Nenni, durante la campagna elettorale, era solito finire tutti i suoi comizi irridendo al “๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘’๐‘‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ ๐‘ก๐‘Ž”. Spiego ai piรน giovani dei miei 25 lettori che quella radicata ed incontrovertibile preferenza sessuale di re Umberto II, che oggi sarebbe considerata il coronamento delle sue virtรน, a quell’epoca in Italia era vista come un grave ed inconfessabile vizio.
Fu cosรฌ che il Comandante Generale convinse tutti, in via Legnano, a praticare una delle virtรน piรน antiche di noi carabinieri: chiudere gli occhi davanti a ciรฒ che non vogliamo vedere.
La relazione di servizio di Riario Sforza, insieme con il biglietto di accompagnamento di Umberto (“๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘–๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ ๐‘–”), furono affidate al corpulento colonnello Dalla Chiesa (lo definisce cosรฌ Falcone Lucifero nei suoi diari, parlando dell’amicizia che aveva subito intrecciato con Palmiro Togliatti), perchรฉ li riportasse al re dicendogli: “๐‘€๐‘Ž๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Žฬ€, ๐‘›๐‘œ๐‘– ๐‘“๐‘Ž๐‘๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘“๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘™๐‘– ๐‘š๐‘Ž๐‘– ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘’๐‘ฃ๐‘ข๐‘ก๐‘–”.
Dalla Chiesa fu scelto perchรฉ poco tempo prima, da comandante della legione di Bari, aveva risolto un imbarazzante incidente diplomatico accaduto tra Umberto ed un marinaio americano accanto al quale egli, in incognito, si era seduto dentro un cinema. Notoriamente i marinai della ๐‘ˆ๐‘† ๐‘๐‘Ž๐‘ฃ๐‘ฆ sono un po’ ๐‘”๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘’๐‘Ÿ, ed invece di cambiare posto quel gigante biondo chiamรฒ la ๐‘†โ„Ž๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘™.
Dalla Chiesa, perรฒ, era un uomo previdente. Aveva appena fatto assumere il terzo figlio, Romeo, ancora diciassettenne, dalla Banca d’Italia (ha concluso la sua carriera da presidente della ๐ต๐‘๐ฟ).Carlo Alberto, ufficiale di complemento di fanteria, lo aveva transitato nell’Arma, dotandolo anche di una bella laurea in legge dell’universitร  di Bari.
Il figlio di mezzo, Romolo, collega di corso di Accademia di mio padre e suo grande amico, non aveva avuto bisogno di raccomandazioni perchรฉ, da quel valoroso che era, si era guadagnato anche una medaglia d’argento al valor militare combattendo in Africa. Molto di quello che racconto รจ proprio frutto delle confidenze fatte da Romolo a papร  nel 1948, durante la sua cena di addio al celibato.
E fu sempre Romolo a raccontare a mio padre che il suo, nello spostarsi da via Legnano al Quirinale, fece una tappa dal proprio notaio di fiducia, che in pochi minuti realizzรฒ una copia conforme, autenticata da lui, della relazione di servizio di Riario Sforza, controfirmata dal brigadiere Beltotto.
Poi Romano eseguรฌ puntualmente l’ordine di restituzione.
Fu a quel punto che il povero Umberto, abbandonato anche da noi carabinieri, fedelissimi nei secoli solo alle nostre convenienze, si rivolse a Papa Pio XII.
Ne ebbe una risposta ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘โ„Ž๐‘Ž๐‘›๐‘ก: “๐‘€๐‘– ๐‘Ž๐‘ ๐‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘‰๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘€๐‘Ž๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Žฬ€ ๐‘ ๐‘Ž๐‘๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘™๐‘Ž ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‘๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘‘๐‘–๐‘”๐‘›๐‘–๐‘ก๐‘Žฬ€ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘ ๐‘ข๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘ ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ”. Era un modo elegante per dirgli: “๐น๐‘Ž’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘™๐‘œ ๐ด๐‘™๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘œ ๐‘’ ๐‘™๐‘–๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘ ๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž (๐‘–๐‘™ ๐‘„๐‘ข๐‘–๐‘Ÿ๐‘–๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘’), ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘œ๐‘๐‘๐‘ข๐‘๐‘– ๐‘Ž๐‘๐‘ข๐‘ ๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ 1870”.
Poi, per essere sicuro che l’inquilino non traccheggiasse, visto che egli era in momentanea crisi di liquiditร , ordinรฒ al cardinale Montini, Segretario di Stato, di mettere nelle mani di Maria Josรจ mezzo milione di lire in contanti, una cifra enorme per l’epoca. Il resto forse lo sapete, ma ve lo sunteggio.
Il re raggiunse Cascais in Portogallo, in volontario esilio, come aveva fatto il suo antenato Carlo Alberto nello stesso luogo nel 1848, senza mai abdicare, e dichiarando agli italiani che si piegava a quell’atto di forza illegalmente da lui subito, senza reagire onde evitare ulteriori lutti alla nazione giร  piegata dalla guerra. Romano Dalla Chiesa morรฌ nel 1978 e suo figlio Romolo, nel 1982, pochissimo tempo dopo l’uccisione del fratello Carlo Alberto, a Modena, in occasione del quarantennale del corso ๐‘…๐‘’๐‘ฅ, confidรฒ a mio padre che la copia conforme della relazione di servizio compilata da Riario Sforza era caduta nelle mani di Carlo Alberto, impadronitosene alla morte del padre, senza consultare gli altri due fratelli.
Gli disse anche che quando Licio Gelli aveva attirato Carlo Alberto dentro la ๐‘ƒ2, era stato proprio per farsi consegnare quella copia autenticata, che avrebbe consentito ai golpisti di dichiarare che, restaurando la monarchia, si era compiuta solo una ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘–๐‘œ ๐‘Ž๐‘‘ ๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘”๐‘Ÿ๐‘ข๐‘š della legalitร , visto che la repubblica era nata sulla base di un broglio elettorale e con un vero e proprio colpo di stato, costringendo il legittimo sovrano ad abbandonare l’Italia.
Secondo Romolo in quella cassaforte ritrovata vuota a Villa Pajno era proprio la dichiarazione di servizio di Riario Sforza il piรน prezioso dei documenti trafugati.
Badate bene che il brigadiere Beltotto, divenuto tenente nel dopoguerra e comandante della tenenza di Ortisei, ogni estate riceveva Giulio Andreotti e sua moglie, che andavano a passare le vacanze lรฌ (prima di trasferirsi dalle Orsoline di Cortina), e tutto quello che vi ho raccontato รจ stato ampiamente discusso fra i due, mentre le mogli sorbivano il tรจ, e la signora Andreotti si faceva raccontare dalla signora Beltotto gli ultimi scandali di corna locali.
Concludendo, secondo me, che certo non sono monarchico, come non lo era mio padre (difetto che perรฒ possiede mia madre Giacinta), il 2 giugno in Italia l’unica cosa da festeggiare รจ il voto alle donne, e non la repubblica.

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