Nicolo Gebbia

๐“๐ž๐ซ๐ณ๐š ๐‘๐ž๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š ๐จ ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ซ๐œ๐ก๐ข๐š?

Il mio articolo rievocativo del broglio elettorale consumato nel 1946 con l’immissione di almeno un milione di schede prevotate per la repubblica nelle urne del referendum istituzionale, e la successiva cacciata di quel re gentile, che perรฒ fino alla sua morte non volle mai abdicare, ha provocato tra i miei 25 lettori un terremoto inaspettato, condito di rigurgiti che se fossero di nostalgia per il Borbone sarebbero definiti sanfedisti, ma invece mi sembrano piuttosto savoiardi.
Io perรฒ, come don Ciccio Tumeo, compagno di caccia del principe di Lampedusa, i savoiardi li apprezzo solo la mattina bagnandoli nel caffellatte.
La storia francese รจ forse l’unica che vede parecchie alternanze fra monarchia e repubblica.
La Prima Repubblica va dal 1792 al 1804. Segue quel periodo storico chiamato l’Impero, che va dalla presa del potere di Napoleone, giร  Primo Console, fino alla sua riduzione all’esilio di Sant’Elena. Il Congresso di Vienna sancรฌ il ritorno in trono del Borbone, ed il suo breve regno prende il nome di Restaurazione, che durรฒ solo quindici anni (1815-1830).
I francesi, perรฒ, non digerirono tutte le porcherie che dovettero subire da Luigi XVIII e da suo fratello Carlo X. Fu cosรฌ che, dopo tre gloriose giornate (27, 28 e 29 luglio 1830) di disordini, cacciarono Carlo e scelsero come re il palermitano Luigi Filippo d’Orleans, che apparteneva ad un ramo cadetto dei Borbone. Il marpione, al quale secondo me si ispira il suo compaesano Leoluca Orlando Cascio, scelse di farsi chiamare re dei francesi e non piรน re di Francia. Il periodo in cui regnรฒ, diciott’anni, proprio in funzione dei tre gloriosi giorni รจ chiamato Monarchia di Luglio. Il 1848 รจ un anno fondamentale nella storia d’Europa, perchรฉ vede il tramonto dell’assolutismo monarchico e la concessione di una costituzione da parte di quasi tutti i sovrani.
I parigini si liberano a calci di Luigi Filippo, come vorremmo fare noi palermitani con Leoluca, e chiamano un nipote di Napoleone (Carlo Luigi Napoleone), che viene eletto Presidente della Repubblica il 10 dicembre del 1848. La Seconda Repubblica costui la fa durare solo tre anni e dieci giorni, perchรฉ il 20 dicembre del 1851, con un colpo di stato, si autoproclama Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone III.
Se qualcuno di voi vuole sapere chi fosse Napoleone II, soddisfo subito la sua curiositร : era il figlio di Napoleone I e della sua seconda moglie, l’arciduchessa d’Austria Maria Luigia, alla quale il Congresso di Vienna dette come premio di consolazione il Ducato di Parma.
Egli nacque a Parigi nel 1811, e suo padre gli dette subito il titolo di re di Roma. Quando Napoleone abdicรฒ il 4 aprile 1814, dopo la sconfitta di Waterloo, lo fece proprio in favore del figlio, che quindi divenne Napoleone II per soli due giorni, costretto dagli eserciti della Coalizione guidata dal duca di Wellington a lasciare Parigi ed a farsi ospitare a Vienna da suo nonno l’imperatore Francesco I.
Il giovanotto non fu mai molto fortunato, perchรฉ su di lui incombeva la maledizione di Papa Pio VII, dovuta al fatto che il padre lo aveva nominato re di Roma proprio perchรฉ in Vaticano non si scordassero che la cittร  era ormai uno dei centotrenta dipartimenti francesi, per l’appunto il Dipartimento del Tevere. Pare che suo padre l’ultima volta che lo vide, prima di imbarcarsi per Sant’Elena, gli dicesse: “๐น๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘š๐‘–๐‘œ, ๐‘–๐‘œ, ๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘ข๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž ๐‘ข๐‘™๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž, ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘œฬ€ ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘š๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘ ๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘๐‘–๐‘Ž, ๐‘ก๐‘ข ๐‘ก๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘– ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘ข๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘“๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘–ฬ€ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘– ๐‘Ž ๐‘›๐‘’๐‘ข๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘Ž๐‘™๐‘’๐‘‘๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘๐‘Ž”.
Non va dimenticato che Napoleone era sostanzialmente un pisano trapiantato in Corsica e nella cittร  della torre pendente sono ancor oggi molto scaramantici. Il ragazzo perรฒ aveva intorno a sรฉ dei precettori austriaci che ogni volta gli dicevano: “๐‘‡๐‘œ๐‘”๐‘™๐‘–๐‘ก๐‘– ๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘’, ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘›๐‘’! ๐ธ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘‘๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘’๐‘– ๐‘“๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘ข, ๐‘š๐‘Ž ๐‘ก๐‘ข๐‘Ž ๐‘š๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’, ๐‘‘๐‘œ๐‘๐‘œ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ, ๐‘’ฬ€ ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ข๐‘›’๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘๐‘–๐‘‘๐‘ข๐‘โ„Ž๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘’๐ด๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž!”.
Crebbe cosรฌ malaticcio e tisico. Morรฌ a soli ventun anni, abbandonato dalla madre, fra le braccia dell’arciduchessa Sofia che, dopo aver dato alla luce il futuro Francesco Giuseppe, concepรฌ con lui il povero Massimiliano, quello che finรฌ fucilato in Messico dai rivoluzionari. Dopo avere appreso tutto questo, capirete bene quanto vale la maledizione di un Papa, che si ripercuote addirittura su figli e nipoti, come accadde al povero Umberto II, pronipote del Re che aveva spodestato il Pontefice dal Quirinale. Napoleone III ed il suo Secondo Impero finiscono con la sconfitta della Francia, ad opera dei prussiani, nella Battaglia di Sedan, il primo settembre 1871. Napoleone III va in esilio in Inghilterra, a Parigi dichiarano la Comune (che a me fa tanta simpatia perchรฉ sembrano tutti dei trozkisti ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘’-๐‘™๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘š), ma essa dura solo tre mesi, ed infine l’esercito francese, sconfitto dai prussiani, vigliaccamente si rivale sui parigini della Comune. Subito dopo a Versailles i generali francesi negoziano la resa con il cancelliere Bismarck, che pretende duecento milioni di franchi di indennizzo e la smobilitazione di tutto lโ€™esercito, tranne una divisione.
Quello che successe dopo di allora e fino al termine della Seconda Guerra Mondiale รจ figlio di quei giorni perchรฉ la mortificazione subita dai galli ad opera degli unni dette origine alle ๐‘’๐‘ ๐‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก ๐‘‘๐‘’ ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ฃ๐‘Ž๐‘›๐‘โ„Ž๐‘’, quest’ultimo dettรฒ le vergognose condizioni di pace imposte dai francesi alla Germania dopo la sconfitta della Prima Guerra Mondiale, che furono la causa prima del nazismo.
L’intero periodo che va dal 1871 all’occupazione tedesca di Parigi, nel 1940, viene definito Terza Repubblica.
Voi saprete certo, cari i miei 25 lettori, che dopo la sconfitta subita dai tedeschi, e virtualmente anche da noi (in realtร  i francesi sulle Alpi ce le dettero di santa ragione), solo la parte centrale del territorio metropolitano francese rimase in mano a dei galli collaborazionisti, che vi stabilirono la capitale nella localitร  termale di Vichy. Ed infatti in tutti i libri di storia, tranne che in quelli adottati nelle scuole francesi, si parla di Repubblica di Vichy.
Badate bene che da essa dipendevano anche molte colonie e protettorati d’oltremare, e, per farvi un esempio, quando Moshe Dayan perse l’occhio, lui era inquadrato nelle truppe britanniche ed il soldato francese che lo accecรฒ faceva capo a Vichy.
In ogni caso se la Terza Repubblica finisce nel 1940, e quella di Vichy per i francesi รจ come se non esistesse, la Quarta Repubblica comincia quando le truppe americane lasciano ai francesi del Generale Leclerc il privilegio di entrare per primi a Parigi dove, con una sceneggiata degna solo della cosiddetta liberazione di Milano, i partigiani hanno giร  occupato il municipio ed altri gangli vitali della cittร . Se noi abbiamo costruito una mostruositร  storica come la presunta guerra partigiana artefice della sconfitta inflitta al fascismo, i francesi hanno fatto anche di peggio, ed i centomila film che ci sono stati inflitti da quando eravamo bambini sono tutti basati sulla menzogna piรน totale.
Dico di piรน: la persecuzione e la deportazione degli ebrei francesi fu voluta ed attuata, al 99%, da altri francesi, il cui antisemitismo storico fa impallidire quello dei nazisti.
Si salvarono solo quegli ebrei che ebbero l’intelligenza di scappare nella bassa Provenza, in Costa Azzurra e lungo la dorsale alpina, mettendosi sotto la protezione dell’Esercito Italiano.
La Quarta Repubblica francese va dal 13 ottobre 1946, data di approvazione della loro nuova costituzione, che prevedeva una repubblica parlamentare molto simile alla nostra, fino al 1958, quando viene eletto presidente il generale De Gaulle.
Io me lo ricordo il suo predecessore, Coty, perchรฉ avevo otto anni quando si dimise, e perchรฉ mia madre usava un profumo che aveva lo stesso nome.
Il generale, al quale sembra ispirarsi il nostro Pappalardo, senza averne la statura in ogni senso, convinse i francesi del fatto che dovevano rinunziare all’Algeria, fece deporre le armi ai militari dell’๐‘‚๐ด๐‘†, concesse loro l’amnistia, e trasformรฒ la repubblica da parlamentare in presidenziale. Da allora essa si chiama Quinta Repubblica, e dubito che vivrรฒ abbastanza per vederne una sesta.
C’รจ invece fra i miei 25 lettori chi vorrebbe, per il nostro paese, una seconda monarchia, dove il ruolo che fu di Luigi Filippo d’Orleans dovrebbe essere ricoperto da Amedeo di Savoia-Aosta, nelle cui vene, effettivamente, scorre piรน sangue Orleans che non Savoia. Volete il mio parere?
รˆ un brav’uomo, dinasticamente ineccepibile, cosรฌ come suo figlio e suo nipote, ma lasciamolo al Porro. Circa il fatto che dopo la Prima Repubblica, finita in ๐‘‡๐‘Ž๐‘›๐‘”๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘–, Roberto Zuliani (quello che arrestรฒ Mario Chiesa), Sergio De Caprio, ed io, siamo stati gli ostetrici che hanno aiutato la Seconda a venire al mondo, nessuno di noi tre ne รจ particolarmente orgoglioso, anzi, sotto sotto ce ne vergogniamo assai.
Roberto si consola facendo il sindaco di Mortegliano, quel comune in provincia di Udine di cui รจ originario e che amministra come fosse un orologio svizzero. Sergio fa l’assessore all’Ambiente in Calabria, nella giunta regionale di Jole Santelli, e forse, prima che muoia di vecchiaia, vedrete finalmente che faccia ha, mentre io scrivo cazzate su queste pagine, nella speranza di farvi ridere un po’.
Quindi se la Terza Repubblica deve essere quella che vede Pappalardo al posto di De Gaulle, e la restaurazione della monarchia sembra inesorabilmente savoiarda invece che borbonica, sapete che vi dico?
Meglio restituire il Quirinale al Papa, e farci governare da lui.
Mille volte meglio!
Trozsky purtroppo lo ha ucciso con una martellata lo zio di Christian De Sica, e voi non mi sembrate disposti ad eleggere Marco Rizzo come nostro Presidente.

Ti potrebbe interessare anche?