Nicolo Gebbia

๐’๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐จ๐ฅ๐ข๐ณ๐ข๐š ๐๐ข ๐’๐ญ๐š๐ญ๐จ – ๐๐ซ๐ข๐ฆ๐š ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐š๐ญ๐š

Come la Guardia di Finanza รจ ansiosa di accreditare la sua nascita a molto prima del 1906-1911, quando fu effettivamente costituita come รจ oggi, la Polizia di Stato ama identificare le sue origini con il luglio 1852, quando sarebbe stato creato il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.
Ciรฒ รจ vero solo virtualmente, infatti l’articolo 5 della legge 1404 testualmente cosรฌ recita: “๐ฟ๐‘’ ๐‘“๐‘ข๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘ข๐‘–๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘™๐‘’๐‘”๐‘”๐‘’ 30 ๐‘ ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ 1848 ๐‘Ž๐‘”๐‘™๐‘– ๐ด๐‘๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘– ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘–๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘’๐‘”๐‘›๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘ข๐‘› ๐ถ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐บ๐‘ข๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘‘๐‘–๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘ข๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘†๐‘–๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’๐‘ง๐‘ง๐‘Ž, ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘”๐‘Ž๐‘›๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘–๐‘ก๐‘œ ๐‘Ÿ๐‘’๐‘”๐‘œ๐‘™๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐ท๐‘’๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ ๐‘…๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘’. ๐ผ ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘›๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘– ๐‘‰๐‘’๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘“๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘ ๐‘œ๐‘๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘–”.
Sarebbero pertanto gli “Apparitori” i primi poliziotti italiani.
Cosa dice con esattezza la Legge 798 del 1848?
“๐ผ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘’๐‘”๐‘Ž๐‘ก๐‘– ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘–๐‘’๐‘‘๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘Žฬ€ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘œ๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘–๐‘›๐‘๐‘–๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘Ž ๐ด๐‘๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘ข๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘†๐‘–๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’๐‘ง๐‘ง๐‘Ž”.
Essa tuttavia (la legge) prosegue (e credo che sia in realtร  il motivo per cui viene sottaciuta dagli storici della Polizia di Stato): “๐ฟ’๐‘’๐‘ ๐‘’๐‘๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘ ๐‘–๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’๐‘ง๐‘ง๐‘Ž ๐‘๐‘ข๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘™๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘š๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘›๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘– ๐‘…๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘–. ๐‘ƒ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œฬ€ ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘Žฬ€ ๐ถ๐‘Ž๐‘๐‘–-๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐ท๐‘–๐‘ฃ๐‘–๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘Ž๐‘š๐‘š๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘Ÿ ๐‘๐‘œ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘ข๐‘› ๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘–๐‘๐‘œ๐‘™๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘Ž๐‘“๐‘“๐‘–๐‘‘๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘–๐‘Ž ๐‘œ ๐‘‘๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘›๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘– ๐‘‰๐‘’๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘–”. In sostanza la nascita di una polizia civile in Piemonte รจ correlata alla concessione dello Statuto da parte di Re Carlo Alberto nel 1848, ma fin dall’inizio se ne sottolinea la sussidiarietร  rispetto al Corpo dei Carabinieri Reali e addirittura ai Carabinieri Veterani che, a causa dell’etร , non potevano piรน utilmente cavalcare e presidiare le strade del Regno, venendo cosรฌ adibiti al piรน tranquillo servizio cittadino. In effetti i Carabinieri Reali, nati nel 1814 con le caratteristiche della Gendarmeria francese (soldati che si fossero distinti in guerra, probi ed onesti, nonchรฉ capaci di leggere e scrivere), fin dai primi anni di vita avevano imparato a fare da sรฉ, anche perchรฉ la Direzione Generale del Buon Governo, costituita insieme ad essi e, nelle intenzioni del sovrano, Ministero degli Interni del Regno guidato da funzionari civili, aveva avuto vita breve per essere stata coinvolta in un oscuro caso di corruttela, costringendo la Corona ad affidarne le funzioni al Comandante Generale dei Carabinieri, mentre le funzioni di ispettore, commissario e sottocommissario furono affidate ad ufficiali dell’Arma.
La procedura penale dell’epoca prevedeva che la testimonianza del carabiniere giunto tempestivamente sul luogo di un commesso delitto, fosse equiparata a quella del testimone oculare: questo la dice lunga sulla stima e considerazione di cui giร  allora l’Arma godeva. Lo Statuto, poco amato dalla Corona, teneva fuori dalle proprie competenze le forze armate e, conseguentemente, i Carabinieri: nacque cosรฌ da subito una tensione strisciante fra il Sovrano ed il Parlamento, che avrebbe voluto dire la sua circa la gestione della pubblica sicurezza. Cosa accadde ai primi trecento arruolati nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a Torino e Genova dopo il 1852 e prima dell’unitร ? รˆ un mistero storico che neanche il sito ufficiale della Polizia di Stato contribuisce a chiarire.
C’รจ un’ipotesi perรฒ correlata al fatto che contemporaneamente due compagnie di carabinieri di stanza in Sardegna, anche loro complessivamente circa trecento uomini, furono rischierate in Piemonte e Liguria “per esigenze militari”. Pare che le Guardie di P.S. arruolate fossero state oggetto di motteggiamenti popolari, correlati alle loro scarse qualitร , compresa la assoluta incapacitร  di leggere e scrivere, e che questo abbia indotto il Sovrano a mandarli dai sardegnani, che erano piรน di bocca buona dei torinesi e dei genovesi. Certo non li poteva congedare, perchรฉ sarebbe stata letta come una sua sconfitta davanti al Parlamento.
Il sito storico della Polizia di Stato, in ogni caso, cita come primo caduto la guardia Felice Conti, morta a Milano il 18 luglio 1860 a seguito delle ferite riportate dopo un conflitto a fuoco con una banda di pericolosi rapinatori.
Massimo d’Azeglio, governatore di Milano, inviรฒ al suo funerale la propria guardia d’onore, anche perchรฉ il Conti, quarantasettenne, era appena stato arruolato nel Corpo dopo aver ottenuto il congedo dal Regio Esercito, dove aveva combattuto con onore nelle campagne risorgimentali.
Le cose cambiarono molto dopo la seconda guerra di indipendenza: tra il 1859 ed il 1861 il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e i delegati di polizia (funzionari civili presenti nelle prefetture delle cittร  che superavano i sessantamila abitanti) assorbirono in buona misura gli appartenenti alle polizie degli stati pre-unitari. Un cenno meritano, a tal proposito, gli ispettori Giovanbattista Fumagalli ed Antonio Grasselli, giร  dell’imperial-regia polizia austro-ungarica operante in Lombardia.
Appena transitati nell’amministrazione piemontese essi furono mandati presso la Questura di Bologna (le questure erano uffici presenti presso le Prefetture delle cittร  che superavano i sessantamila abitanti, dove operavano i giร  citati delegati di polizia) per venire a capo delle indagini che languivano nei confronti di una cosca mafiosa antelitteram (in bolognese ๐ต๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž) che, oltre ad aver commesso rapine, assalti a mano armata con l’uccisione di inermi commercianti, un clamoroso furto alla zecca, nonchรฉ avere imposto protezione prezzolata a molti esercenti cittadini, era stata in grado (la ๐ต๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž) di terrorizzare i testimoni delle sue malefatte, soprattutto grazie ai complici ed agli infiltrati che annoverava all’interno della stessa Questura. Quando i due ispettori furono sul punto di scoperchiare un tale verminaio, la sera del 29 ottobre 1861 furono assassinati a fucilate fra vicolo Vitale e Strada Maggiore.
Da Torino giunse un nuovo questore, il sardo (lui se lo merita) Felice Pinna, che il 23 marzo 1862 sopravvisse ad un attentato ed infine riuscรฌ a stroncare l’attivitร  della ๐ต๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž, conducendo a processo nel 1864 oltre un centinaio di imputati (molti giร  appartenenti alla polizia pontificia), facendoli tutti condannare ai lavori forzati ed a lunghe pene detentive. Spero che i miei 25 lettori abbiano colto la gravitร  di quello che ho appena enunciato. La mafia come la intendiamo oggi, in Italia รจ nata a Bologna, e non a Palermo o a Napoli ed ha una chiara matrice papalina, nella cittร  del famoso detto “๐ถ๐‘œ๐‘ ๐‘Ž ๐‘“๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘œ โ„Ž๐‘Ž” pronunziato dal Cardinale Lambertini-Gino Cervi, con l’intendimento di significare che nemici e testimoni scomodi vanno assassinati prima che diventino pericolosi.
Ad eccezione di quella austriaca, come l’episodio appena narrato dimostrare, le altre polizie non godevano affatto di buona fama, ed i termini ๐‘๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘ก๐‘–, ๐‘“๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘– e ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘– usati nei loro confronti, lo dimostravano. All’indomani della conseguita unitร  d’Italia molti furono cacciati a furor di popolo. A Parma, addirittura, il colonnello conte Luigi Anviti, giร  crudele comandante della Gendarmeria ducale di Carlo III, fu linciato. Gli episodi di eliminazione fisica nella Sicilia appena liberata dall’impresa dei Mille furono numerosi: decine di gendarmi e molti delegati di polizia borbonici tra i piรน malfamati, semplicemente (e sicilianamente) scomparvero. Dieci anni dopo, all’indomani della presa di Roma dalla breccia di Porta Pia, i gendarmi pontifici sfuggirono all’ira popolare solo rifugiandosi all’interno della Cittร  Leonina.
Con queste premesse e previa un’accurata epurazione dei poco graditi, in Toscana furono assorbiti il 49% dei funzionari e degli agenti della polizia granducale, il 42% in Lombardia, il 19% a Modena, il 17% a Bologna, il 5% a Napoli ed il 3% in Sicilia. Traducendo le percentuali in numeri, giova aver presente che, se il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza del 1852, articolato in una compagnia arruolata a Genova ed un’altra a Torino aveva una forza complessiva di trecento uomini, nel 1871 c’erano in Italia 3.200 Guardie e 1.700 Funzionari (diviso in questori, ispettori, delegati ed applicati), mentre i Carabinieri erano giร  18.400.A lungo si mantenne la proporzione di un poliziotto ogni cinque carabinieri. Ora si รจ fatta l’ora di cena e vi rimando alla seconda puntata.

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