Nicolo Gebbia

๐’๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐จ๐ฅ๐ข๐ณ๐ข๐š ๐๐ข ๐’๐ญ๐š๐ญ๐จ – ๐“๐ž๐ซ๐ณ๐š ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐š๐ญ๐š

Tutte le Guardie Regie e tutti gli Agenti Investigativi che erano stati congedati furono invitati a fare domanda di arruolamento nell’Arma dei Reali Carabinieri e nel Corpo della Regia Guardia di Finanza ma, a fronte delle migliaia di domande presentate dalle Guardie, i Carabinieri ne accolsero solo centocinquanta, e nessuna la GdF, accampando a pretesto la sua peculiare funzione e lo specifico addestramento necessario per accedervi. Quasi tutti gli Agenti Investigativi invece furono arruolati nell’Arma che, nella sostanza rimase l’unica forza di polizia fino al 1925.
C’รจ da dire che in tale periodo con Regio Decreto 1ยฐ novembre 1923 nยฐ 2395, la figura del Direttore Generale della Pubblica Sicurezza fu rinominata in Intendente Generale della Polizia ed un mese dopo, il 20 dicembre, con Regio Decreto nยฐ 2908, convertita nell’ancora vigente denominazione di Capo della Polizia. รˆ curioso che solo da questa data in poi viene utilizzato in Italia nella sua attuale accezione il termine polizia. Fino ad allora esso era stato bandito dalla lingua italiana come un “๐‘”๐‘Ÿ๐‘’๐‘๐‘–๐‘ ๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘Ž๐‘๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘–๐‘›๐‘”๐‘’๐‘›๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘’๐‘ž๐‘ข๐‘–๐‘ฃ๐‘œ๐‘๐‘–” (Niccolรฒ Tommaseo).
Il Capo della Polizia, atteso che i Carabinieri non dipendevano da lui, di fatto si trovรฒ a coordinare solo le varie specialitร  della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nel frattempo fondata da Mussolini per dare futuro e stipendio agli squadristi verso i quali tanto era debitore.
Alla Milizia Ferroviaria (1923) successero quella Portuale (1924), la Milizia Postale (1925), la Forestale (1926-7), quella Confinaria (1927), l’Antiaerea e, per ultima ma non ultima, la Milizia Stradale (1928).
Mi seguano bene i miei 25 lettori, perchรฉ quanto sto dicendo lo troveranno solo da me ed รจ frutto di una mia personale intuizione.
Presso le Procure della Repubblica gli agenti che conducevano le indagini di polizia giudiziaria, al 70% provenienti dal disciolto Corpo degli Agenti Investigativi, erano, come ho giร  detto, tutti appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Di cosa si accorse Mussolini in quei due anni che restammo soli, fra il ’23 ed il ’25?
Che malgrado l’ossequio formale, noi non eravamo, e nemmeno ci sentivamo, da lui dipendenti. Credo che abbia avuto anche la premonizione di come sarebbe andato a finire vent’anni dopo, arrestato da noi Carabinieri, trasportato in ambulanza fino a Gaeta, e da lรฌ tradotto fino all’isola di Ponza, dove lo facemmo dormire proprio nella stanza che aveva occupato per tanto tempo Ras Imru, quel cugino del Negus che tanto filo da torcere ci aveva dato durante la Guerra di Etiopia, che concluse il suo ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘ ๐‘ข๐‘  โ„Ž๐‘œ๐‘›๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ข๐‘š come ambasciatore etiopico a Mosca, e che ha un privilegio che il colonnello Menghistu non volle accordare neanche ad Haile Selassie, essendo l’unico membro della famiglia reale discendente da Re Salomone ad essere stato sepolto nel Palazzo Imperiale.
Benito, inconsapevole di cotanto onore, per motivi di sicurezza fu poi spostato in idrovolante dai sardegnani ed infine sul Gran Sasso, dove l’Ispettore Generale della Pubblica Sicurezza Gueli accolse i paracadutisti tedeschi venuti a liberare il Duce con una bottiglia di vino nella mano sinistra e due bicchieri in quella destra, mentre il tenente dei carabinieri Faiola, che da Gueli dipendeva, ma al quale il ministro degli Interni aveva sussurrato all’orecchio che in caso di tentata liberazione avrebbe dovuto uccidere Mussolini con un colpo alla tempia, omise di farlo perchรฉ, come disse a mio padre in mia presenza, “๐‘–๐‘œ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘ข๐‘› ๐‘ข๐‘“๐‘“๐‘–๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘…๐‘’๐‘”๐‘–๐‘œ ๐ธ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘œ, ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ข๐‘› ๐‘ ๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ, ๐‘’ ๐‘“๐‘–๐‘›๐‘œ ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž ๐‘€๐‘ข๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘›๐‘’๐‘Ž๐‘›๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ”. L’Ispettore Generale, malgrado la strage di partigiani da lui voluta nel trevigiano, fece condannare a morte il capitano repubblichino al quale la aveva ordinata, mentre lui morรฌ di vecchiaia nel suo letto. Pare che sia stato un lontano prozio di Angelino Alfano, e che il pronipote, da ministro degli Interni, si sia ispirato sempre a cotanto esempio familiare.
Faiola invece si congedรฒ, stufo di sentirsi triturare coglioni perchรฉ non aveva assassinato Mussolini, e per il resto della sua vita fece il notaio.
Torniamo perรฒ a quel 1925 in cui l’acuto Benito si rese conto che non solo l’Arma era infida, ma che riposavano proprio su di essa le indagini successive all’uccisione dell’onorevole Matteotti, che avrebbero potuto esporlo a sgradevolissime sorprese, riservategli non tanto dai Procuratori del Re, ai quali Palamara fa un baffo, ed erano giร  quasi tutti scendiletto del regime, quanto proprio dai carabinieri che investigavano.
E fu allora che si inventรฒ l’attuale Polizia di Stato, nell’aprile del 1925, riservando tutti i posti ai carabinieri che volevano transitare nel “Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza”, transito che comportava l’automatica promozione al grado superiore.
Le domande furono molte, ma non moltissime, tranne che per i carabinieri che prestavano servizio presso le Procure del Re, forse perchรฉ la maggior parte di loro, come ho giร  spiegato, non erano nati carabinieri ma Agenti Investigativi.
Sempre ai danni dell’Arma, e sempre con la fatidica promozione, nacque anche la ๐‘ƒ๐ด๐ผ (Polizia Africa Italiana), che valse al padre di Emilio Fede, appuntato dell’Arma, la promozione a brigadiere e la tanto agognata motocicletta con il sidecar, a bordo della quale il giornalista, allora bambino, lo ricorda, definendolo di volta in volta brigadiere o maresciallo, ma sempre dell’Arma, avendo egli rimosso dalla sua memoria il transito paterno nella Polizia. Per tacitare il Comando Generale dell’Arma, Mussolini varรฒ un arruolamento straordinario di sottufficiali e carabinieri che ci consentรฌ di arruolare gli uni e gli altri esattamente nello stesso numero di quelli che ci avevano tradito, transitando nel Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza.
Cosa fecero costoro dopo l’8 settembre 1943? Si arrangiarono, migrando quasi tutti al nord, al seguito di Mussolini.
L’unico che mostrรฒ di avere le palle era un gay quasi dichiarato, il Capo della Polizia Carmine Senise, che conviveva ๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ข๐‘ฅ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ in un bel appartamento romano con il suo fidanzato.
Mussolini lo aveva scelto proprio per questo, oltre che per le sue intrinseche virtรน professionali: era ricattabile.
Quella dei gerarchi froci (uso il termine dell’epoca) รจ una pagina molto popolata, ma non ve ne voglio parlare oggi. Senise, diversamente dal Re, che scappรฒ al sud, e da tutti i suoi colleghi, che scapparono al nord, rimase a Roma, al suo posto finchรฉ non lo arrestรฒ Eric Priebke, e non certo perchรฉ avesse il fidanzato incinto, ma per dignitร  personale e senso dello Stato.
Piรน volte ho riflettuto sul fatto che il Duce, alla fine, tutti quei gerarchi col pugnale fra i denti e dalla prorompente virilitร  pronti ad immolarsi per lui, li vide defilarsi uno ad uno, financo Junio Valerio Borghese, che concluse una pace separata con gli alleati, e li aspettรฒ tranquillamente dentro il Castello Sforzesco.
A difenderlo moralmente, con il gesto simbolico di non lasciare il suo posto nella capitale, fu solo il frocio Senise, ed a tentare di difenderlo dalle raffiche del “colonnello” Audisio fu solo una donna innamorata e disinteressata, come era Claretta. Ogni volta che i neofascisti alzano la cresta, e fanno la ruota, mi verrebbe voglia di rinfacciarglielo.
Tornando al Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, i veri nonni dell’attuale Polizia di Stato, esso fu ricostituito il 2 novembre 1944, con un decreto legislativo luogotenenziale, come corpo militare, e tale rimase fino alla riforma del 1981, creando un’infelice dicotomia tra la base, sottoposta alla disciplina ed al codice penale militare ed i funzionari, che rimasero civili e cominciarono ad essere assunti tra i laureati in giurisprudenza, titolo di studio fino ad allora raro e peregrino.
A raccontarvi quello che รจ successo dal 1981 ad oggi ho qualche imbarazzo, soprattutto pensando alle ridicolaggini relative alla fascia azzurra ed alla sciabola dei funzionari (ve lo immaginate il commissario Maigret che sfila, il 15 luglio, lungo i Campi Elisi in uniforme e con la sciabola sguainata?).
Cercherรฒ perรฒ di farlo lo stesso nella quarta ed ultima puntata, alla quale vi rimando.

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