Nicolo Gebbia

๐‹๐š ๐ฆ๐š๐ฅ๐ž๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐†๐ž๐ง๐ž๐ซ๐š๐ฅ๐ž ๐’.๐’.

La mia sfrontatezza nel parlare delle 103 donne con le quali in settant’anni di vita mi sono congiunto carnalmente, su queste pagine รจ stata spesso fraintesa, quasi fosse millanteria di un dongiovanni da strapazzo.
Nessuno ha fatto caso che praticamente ho avuto una donna nuova ogni otto mesi.
Sempre ho affermato che il gentil sesso mi piace molto di piรน di quanto esso apprezzi me. Ma dongiovanni da strapazzo, nell’Arma, ce ne sono stati piรน d’uno. Uno di loro, in particolare, ha comandato i carabinieri della provincia di Treviso qualche anno prima di me, ed io ne ho ereditato l’autista.
Nell’Arma egli รจ famoso anche perchรฉ finรฌ in caserma una volta, per essere venuto a vie di fatto nei confronti del travestito che aveva scambiato per donna. E siccome l’aveva giร  pagata, si fece riconsegnare il denaro, provocando da parte della povera professionista una reazione ferma e decisa: lo denunziรฒ per estorsione e percosse. Ma la moglie del generale S.S., madrina di battesimo di almeno uno dei quattro figli che quell’incauto ha generato con la rispettabile moglie, telefonรฒ al comandante provinciale competente, Vincenzo Calderaro, pregandolo di mettersi una mano sulla coscienza, perchรฉ risparmiasse alla moglie ed agli incolpevoli pargoletti quel pubblico scandalo. La signora SS, tuttavia, non ha avuto altrettanta fortuna con le sue due figlie femmine.
Assunto che chiamo generale Sabato Senesi (S.S.) l’interessato, usando l’allegoria a voi 25 lettori giร  nota, in funzione della quale nei miei libri il mitico prefetto Achille Serra รจ diventato Ettore Dell’Orto, voi sentirete parlare di lui, se vi siete appassionati al processo Trattativa, in una delle deposizioni rese dal defunto generale Tavormina, a proposito delle frequenti visite in viale Romania che faceva il generale Subranni. Tavormina, con una malizia ed una scissione di responsabilitร  che non mi รจ sfuggita, tenne a specificare che Subranni passava a salutarlo per pura cortesia, ma che era Sabato Senesi il vero destinatario delle visite, durante quel periodo di incubazione alla fine del quale essi partorirono la nostra ๐‘ฎ๐’†๐’”๐’•๐’‚๐’‘๐’ (Gesta=Spezial, Po=Polizei), cioรจ il ๐‘น๐‘ถ๐‘บ.
Vi dicevo della sfortuna avuta dalla signora S.S. e da suo marito, in relazione alle loro due figlie.
La prima ha il nome di battesimo di una assicurazione, ma io la chiamerรฒ Lara.
Coinvolta in maniera non mai chiarita nell’omicidio del sindaco di Pollica, ameno comune del Cilento, venne arrestata con il suo compagno, legato ai Santapaola, e dopo un lungo iter giudiziario lui fu condannato a ventisei anni e Lara a sedici, per un omicidio maturato nel giro del traffico di stupefacenti. Il loro coinvolgimento nell’assassinio del sindaco, invece, non รจ mai stato provato, anche se pare che la colpa principale di quel pover’uomo sia stata quella di avere negato la concessione per uno stabilimento balneare riconducibile agli interessi del generale Sabato Senesi, nel frattempo andato in pensione. Lo stesso generale ed il figlio maschio, ufficiale superiore della Guardia di Finanza, in seguito alle perquisizioni che subirono, incorsero in guai giudiziari cospicui relativi alla loro passione per le pistole, che li aveva resi entrambi distratti nella denunzia della detenzione di esse presso l’autoritร  di pubblica sicurezza.
Si era salvata solo la sorella di Lara, autorevole questore della Repubblica, sposata con un altrettanto autorevole generale dell’Arma.
Lui รจ quello che, insieme con il sindaco Leoluca Orlando, scoprรฌ un busto dedicato al mitico generale Ignazio Milillo, nei giardini di Palazzo Reale di fronte alla Legione Carabinieri di Palermo. Le parole che pronunziรฒ allora restano scolpite nella storia dell’Antimafia, e la figlia del defunto, Nives, versรฒ anche qualche lacrima di commozione. Quando io comandavo i carabinieri di Marsala lei era una impiegata delle esattorie ๐‘บ๐‘จ๐‘ป๐‘น๐‘ฐ๐‘บ, gestite da Nino ed Ignazio Salvo.
Aveva anche un fidanzato, uomo d’onore, impiegato alla ๐‘บ๐‘จ๐‘ป๐‘น๐‘ฐ๐‘บ
come autista, e noto allโ€™Arma come spietato sicario della famiglia mafiosa di Corso dei Mille. Entrambi passarono il Natale 1982 ed il Capodanno 1983 in una suite dell’albergo piรน bello fra quelli dei cugini Salvo, con vista mozzafiato a picco sul mare. Il miglior amico del fidanzato di Nives era il pentito Stefano Calzetta, ospite in un’altra suite con la sua fidanzata. A pranzo e cena sedevano tutti e quattro allo stesso tavolo, e fu cosรฌ che Nives maturรฒ una radicata antipatia per Calzetta perchรฉ, a suo dire, non sapeva stare a tavola.
Sono tutte cose che testimoniรฒ davanti a Giovanni Falcone. Le trovate alla pagina 467 del volume 23 ed alle pagine 7444-45 del volume 75 della istruttoria che portรฒ al rinvio a giudizio del fidanzato di Nives nel Maxiprocesso storico.
Ci potete anche leggere di una spedizione punitiva che il fidanzato della figlia del generale fece, in compagnia di Calzetta, ai danni di un’altra impiegata della ๐‘บ๐‘จ๐‘ป๐‘น๐‘ฐ๐‘บ che si era permessa di mancare di rispetto alla signorina Milillo: andarono sotto casa sua, ne identificarono la macchina di proprietร  e le tagliarono tutte e quattro le gomme.
Queste cose succedevano contemporaneamente alla revoca del porto d’armi di pistola, che io volli nei confronti di Ignazio Salvo.
Quando lo seppe il generale Milillo, incontrando mio padre al cocktail d’addio di Mario Sateriale che, promosso generale, lasciava il comando della Legione di Palermo per assumere quello della Brigata di Torino (dove sarebbe morto nel misterioso incidente in cui incorse il suo elicottero), il Milillo stesso redarguรฌ mio padre cosรฌ: “๐‘ป๐’–๐’ ๐’‡๐’Š๐’ˆ๐’๐’Š๐’ ๐’…๐’†๐’—๐’† ๐’Š๐’Ž๐’‘๐’‚๐’“๐’‚๐’“๐’† ๐’„๐’๐’Ž๐’† ๐’”๐’Š ๐’•๐’“๐’‚๐’•๐’•๐’‚๐’๐’ ๐’„๐’†๐’“๐’•๐’Š ๐’‚๐’๐’•๐’Š ๐’‘๐’†๐’“๐’”๐’๐’๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š!”.
Sono circostanze per le quali ho testimoniato al processo Trattativa, e le potete trovare riascoltando l’audio relativo all’udienza del 22 dicembre 2016. Alla fine, dopo vari processi ed appelli, il fidanzato di Nives รจ stato assolto in cassazione. Pare che questo le dia il titolo per essere la segretaria della fondazione per la legalitร  โ€œ๐‘ฎ๐’†๐’๐’†๐’“๐’‚๐’๐’† ๐‘ฐ๐’ˆ๐’๐’‚๐’›๐’Š๐’ ๐‘ด๐’Š๐’๐’Š๐’๐’๐’โ€, le cui manifestazioni sono tutte patrocinate dal Comando Generale. Questo serve a spiegarvi perchรฉ Matteo Messina Denaro non saranno mai i carabinieri a catturarlo. Lo scopritore di busti, invece, attualmente si trova a Roma e dirige l’istituto scolastico piรน prestigioso dell’Arma.
Non vive piรน con la figlia del generale Sabato Senesi, quel questore della Repubblica che dopo tanti anni di matrimonio si รจ accorta che il marito preferisce i maschietti.
Se n’รจ accorta anche una giovane tenentessa che, prima nella storia dell’Arma, รจ uscita da Modena come capo corso e tale รจ rimasta anche nei tre anni passati presso quell’istituto cui accennavo. Lei ha notato che il cuore del genero di Sabato Senesi รจ attualmente pieno di affetto per un giovane tenente di sesso maschile, ed in un documento riservato ha ipotizzato che il cuore possa influenzare la sua equanimitร , cosicchรฉ lei non si troverร  piรน capo corso, sostituita da quel conturbante collega. In viale Romania sono stati molto imbarazzati ma alla fine, per tagliare la testa al toro, hanno deciso di trasferire quello che ormai tutti chiamano ” ‘๐‘ถ ๐’”๐’–๐’“๐’…๐’‚๐’•๐’ ‘๐’๐’๐’‚๐’Ž๐’–๐’“๐’‚๐’•๐’” ad un altro prestigioso incarico nella capitale, dove perรฒ sarร  il vicecomandante. E nell’Arma vige il motto: “๐‘จ๐’–๐’• ๐‘ช๐’‚๐’†๐’”๐’‚๐’“, ๐’‚๐’–๐’• ๐’๐’Š๐’‰๐’Š๐’”.
La maledizione di S.S. ha colpito ancora!

 

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