Nicolo Gebbia

๐ˆ๐ฅ ๐œ๐š๐ซ๐š๐›๐ข๐ง๐ข๐ž๐ซ๐ž ๐ž ๐ฅ’๐š๐ฌ๐ข๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š

Oggi mi ha offerto la sua amicizia un mio ex collaboratore che faceva servizio alla stazione di Senis quando io comandavo la tenenza di Ales, fra il 1977 ed il 1980.
Delle dodici che componevano quel comando, Senis era l’unica caserma di proprietร  demaniale per la quale non dovevamo corrispondere alcun canone d’affitto ai privati proprietari, come accadeva per le altre.
Il brigadiere che la comandava, non troppo giovane, era un uomo di spiccato pragmatismo.
Me ne resi conto quando una notte fui avvisato che da quelle parti era stato commesso un omicidio, sul greto dell’unico fiume che vi scorreva, praticamente un rigagnolo per la maggior parte dell’anno.
Nessuno si aspettava che io arrivassi tanto tempestivamente, ma invece di aspettare che Lecis, il mio autista, lasciasse il letto coniugale, mi misi da solo alla guida della ๐‘ด๐’๐’๐’•๐’†๐’”๐’‚ da trial che possedevo, e quando arrivai colsi il comandante della stazione di Senis mentre, coadiuvato da un appuntato, spostava il cadavere dell’ucciso dall’altro lato del rigagnolo, in modo che la competenza territoriale ricadesse sulla stazione di Samugheo.
Quando mi riconobbe, il brigadiere divenne di tutti i colori, e si giustificรฒ dicendo che le tracce di sangue lasciate dalla vittima partivano proprio da quel lato, a riprova del fatto che era quello il luogo dove era stata colpita a morte. Poi soggiunse che il maresciallo Sias, comandante della stazione di Samugheo, era un ottimo investigatore, mentre per lui, che aveva alle spalle tutta una carriera trascorsa al Battaglione Mobile di Cagliari, si trattava del primo omicidio.
Per completezza di informazione, soggiungo che io, Sias, Muscas e Silestrini, preziosi collaboratori, venimmo a capo delle indagini solo moralmente, perchรฉ lโ€™uomo che aveva ucciso il suo rivale per contrasti di pascolo era stato cosรฌ abile che non fu possibile incriminarlo.
Per punire il comandante della stazione di Senis riguardo al trasferimento del cadavere, consumai una appropriazione indebita.
Vedete la foto di copertina?
Quella sfinge di cemento รจ realizzata in maniera tale che l’incavo posteriore serve per infilarci la ruota di una bicicletta, e risale all’epoca in cui Senis era una stazione mista, composta da una aliquota di carabinieri a cavallo, ed una di militari “a piedi”.
Non scherzo, sono cosรฌ vecchio che ho avuto per le mani i fogli matricolari di tanti militari che fin dall’intestazione recavano la dicitura: “๐‘ช๐’‚๐’“๐’‚๐’ƒ๐’Š๐’๐’Š๐’†๐’“๐’† ๐’‚ ๐’„๐’‚๐’—๐’‚๐’๐’๐’ ๐‘ท๐’Š๐’๐’„๐’ ๐‘ท๐’‚๐’๐’๐’Š๐’๐’, ๐’๐’‘๐’‘๐’–๐’“๐’† ๐’„๐’‚๐’“๐’‚๐’ƒ๐’Š๐’๐’Š๐’†๐’“๐’† ๐’‚ ๐’‘๐’Š๐’†๐’…๐’Š ๐‘ฌ๐’‡๐’Š๐’”๐’Š๐’ ๐‘ด๐’‚๐’๐’„๐’‚”.
I militari a cavallo si distinguevano dagli altri perchรฉ i loro pantaloni avevano due bande rosse invece che una, ed รจ ancora cosรฌ per quei pochi che sono rimasti.
Noi ufficiali bande rosse non ne abbiamo proprio, ma siccome siamo per definizione “a cavallo”, sui pantaloni corti da equitazione ne abbiamo due anche noi. Essi si distinguono dagli altri in quanto lungo la cucitura รจ aggiunto una piccola bordatura rossa.
Voglio perรฒ tornare a Senis ed al titolo di questo articolo.
Premesso che quel reggi-bicicletta che vedete in foto, oggi esposto nella mia casa di Mondello, era usato dai militari a piedi, nelle cui note caratteristiche dopo qualche anno veniva trascritta la dicitura “abile ciclista”, mentre per quelli a cavallo noi ufficiali eravamo molto stitici nel concedere loro l’analoga dicitura “abile cavaliere”, ai miei tempi Senis aveva ancora le sue scuderie, ed รจ proprio in relazione ad esse che mi fu posto un quesito dalla legione di Cagliari: c’era a Roma un giovanotto che aveva avanzato istanza di arruolamento, figlio di un carabiniere a cavallo che, prima di venire posto in congedo a sua domanda, aveva prestato servizio per ultimo proprio alla stazione di Senis. Da Cagliari soggiungevano che il fascicolo in loro possesso appariva espurgato di alcuni atti, e mi pregavano di svolgere indagini nell’archivio della stazione.
Fu cosรฌ che scoprii come una mattina, alla fine degli anni ’50, si era presentato in caserma un pastore che aveva trovato una asinella errabonda, cosรฌ giovane da non essere stata ancora sottoposta alla marchiatura prevista dalla Anagrafe Bestiame Regionale, ancora in vigore ai miei tempi.
Il maresciallo comandante la consegnรฒ al militare di piantone alle scuderie, perchรฉ ce la accompagnasse, in attesa di trovarne il proprietario.
Un paio di ore dopo, intorno alle dieci del mattino, lo stesso maresciallo, recandosi presso le scuderie, ci trovรฒ il piantone intento a congiungersi carnalmente con l’asinella. Era tanto infoiato che non si accorse di avere alle spalle il suo superiore.
Quest’ultimo, consapevole di quanto poco fosse credibile quello che aveva visto, tornรฒ silenziosamente sui suoi passi e chiamรฒ un carabiniere che, libero dal servizio, in sala convegno stava scrivendo una lettera ai propri genitori.
Lo portรฒ con sรฉ perchรฉ gli facesse da testimone, ma arrivarono troppo tardi, e trovarono il piantone alle scuderie che si stava abbottonando la patta dei pantaloni, mentre dalla vagina dell’asinella fuoriusciva un rivolo di sperma.
” ๐‘ท๐’๐’“๐’„๐’! ๐‘ต๐’๐’ ๐’•๐’Š ๐’—๐’†๐’“๐’ˆ๐’๐’ˆ๐’๐’Š?”, gli disse il maresciallo.
E l’altro gli rispose: “๐‘ด๐’‚๐’“๐’†๐’”๐’„๐’Š๐’‚๐’๐’๐’… ๐’„๐’๐’Ž๐’† ๐’”๐’Š ๐’‘๐’†๐’“๐’Ž๐’†๐’•๐’•๐’†? ๐‘ณ๐’†๐’Š ๐’‰๐’‚ ๐’๐’† ๐’•๐’“๐’‚๐’—๐’—๐’†๐’ˆ๐’ˆ๐’๐’๐’†!”.
Vi sunteggio il seguito burocratico, composto da una proposta di congedo, una querela, una controquerela, ed infine una domanda di proscioglimento dalla ferma “per motivi privati”.
Fu arruolato il figlio? Non lo so, ma รจ un altro l’epilogo che vi propongo, sempre correlato alle scuderie della stazione di Senis, che una notte, durante il mio comando, crollarono parzialmente a causa di un forte temporale.
Rifare il tetto costava piรน di un milione e mezzo, che era la cifra massima di cui potevo disporre per l’ordinaria manutenzione, e fu cosรฌ necessario, visto che si trattava di immobile demaniale, un sopralluogo da parte del Genio Civile di Cagliari.
Arrivรฒ un compito ingegnere che, oltre alle scuderie, volle visitare l’intera caserma, costruita da Mussolini con grandiositร  imperiale.
Egli eccepรฌ che anche quel tetto, vecchio di cinquant’anni ed apparentemente solidissimo, andava rifatto.
Ed in pratica, alla fine, furono spesi trentadue milioni di lire, una percentuale dei quali, oggi che sono vecchio ne sono certo, finรฌ nelle tasche dellโ€™ingegnere
Io vi chiedo, cari i miei 25 lettori: Se vi trovaste sopra una torre con quell’ingegnere e con il carabiniere innamorato dell’asinella, chi buttereste giรน per primo?

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