Francesca Scoleri

Siria: “Non saremo perdonati. Mai”

Il trionfo del male sotto gli occhi del mondo. Un calice di sangue che volge al cielo. Inarrestabile. E occhi dolci, occhi innocenti, occhi atterriti, occhi che la nostra coscienza non può trattenere e alza muri, nella speranza di dimenticare  o meglio, di rimuovere. S’illude, perchè l’orrore è a poche ore di volo, in Siria.

I coraggiosi medici che operano in quell’area, raccontano di bambini e adolescenti che cercano di togliersi la vita,  sfiniti e vinti dal terrore. Sfiniti e vinti dalla fame che li porta a nutrirsi di piante e insetti. Sfiniti e vinti dall’assenza di speranza. Perché nutrirne poi? Perché quel mondo preciso e puntuale nel commemorare gli orrori di Auschwitz si precipiterà a salvarli ? Non è accaduto e non accadrà.

Forse sono troppo diversi da noi e manca a loro la dignità per essere ricordati? E i 250 bambini cristiani gettati vivi i un forno ardente? Nemmeno questo la culla della Cristianità può considerare? Altri rinchiusi in gabbie, pressati uno sull’altro, impossibilitati nei movimenti, costretti in piedi finché la forza non li abbandona. E poi, ci sono i bambini che trovano un po’ di pace negli ospedali fino al sopraggiungere delle bombe intelligenti, talmente intelligenti, da aver messo fuori uso tutti gli ospedali di Aleppo.

Era bella Aleppo prima della guerra; patrimonio dell’umanità e dell’Unesco dal 1986, capitale culturale del mondo islamico. Oltre 300 mila industrie.Gremita di turisti che ora, guardando le immagini che giungono dall’inferno di Aleppo, stentano a credere, sia la stessa città che li ha incantati.

Le grandi potenze, fanno vertici in cui la parola pace non trova dimora, non trova collocazione, non trova accoglienza. Li avranno mai visti gli occhi dei bimbi siriani i freddi presidenti  in doppiopetto che con aria preoccupata si riuniscono a parlare…di cosa esattamente? I popoli colpevolmente ignorano. La storia ci consegna le loro decisioni in cadaveri.

Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto e pagano per noi. È quasi finita, tra poche ore ci uccideranno“, questo il messaggio pervenuto su una chat  WhatsApp nelle ultime ore ed è solo uno dei tanti che i civili di Aleppo intrappolati dall’incessante bombardamento, mandano al mondo.

Una risposta consapevole: “Non saremo perdonati. Mai”. R. M.

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