Nicolo Gebbia

La politica del ping-pong continua

Forse i più vecchi fra i miei 25 lettori ricorderanno che quando avevo ventun anni Stati Uniti e Cina, cane e gatto fino ad allora a causa di Taiwan, cominciarono ad avvicinarsi grazie ad un torneo giovanile di ping-pong.
L’anno dopo, era il ’72, il presidente Nixon visitò ufficialmente la Cina con sua moglie.Da allora i rapporti non si sono mai interrotti, ed i giovani d’oggi neanche si rendono conto di quello che allora apparve un miracolo, per giunta compiuto da Lucifero, quel presidente repubblicano che inciampò nel Watergate e dovette dimettersi.
Donald Trump, a confronto del quale Nixon sembra Alcide De Gasperi, e lui invece il fratello maggiore di Salvini, ha appena compiuto un miracolo di non inferiore levatura: la Serbia sposterà nel luglio del prossimo anno a Gerusalemme la sua ambasciata di Tel Aviv. Ma non solo, perché prima Trump ha ottenuto che Serbia e Kosovo sottoscrivessero un un accordo di cooperazione economica, ed ora quel paese balcanico, grande come la Toscana ed a forte maggioranza musulmana, si accinge ad avviare relazioni diplomatiche con Israele.
Sempre l’amministrazione Trump ha riavvicinato il paese di Netanyau agli Emirati Arabi, mentre Barahin ed Arabia Saudita consentono finalmente il sorvolo dei loro cieli agli aeroplani della El Al. Io vorrei che qualcuno fra i più dotti dei miei 25 lettori, magari l’amico Geraci, facesse delle considerazioni storiche, utili a spiegare la portata di queste vittorie conseguite da Donald Trump:
1) storicamente la Serbia è l’unico lembo dei Balcani che non volle mai piegarsi alla dominazione ottomana, nonché il primo che ne ottenne l’indipendenza;
2) il Kossovo è nato come un pugno nello stomaco inferto a tutti gli ortodossi balcanici, che tenevano ad esso quanto noi italiani alla Toscana, per motivi storici sui quali non mi dilungo;
3) fu quel furbacchione cattolico del maresciallo Tito che preparò tutto con diabolica premeditazione, perché in un paese come la sua Jugoslavia, dai confini degni del muro di Berlino, consentì ai ricchi contadini ortodossi del Kossovo, che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione, di fare immigrare sui loro campi, per coltivarli a basso prezzo, i poveri braccianti musulmani che venivano dall’Albania, ed alla fine il risultato fu che le proporzioni etniche si invertirono, dando il destro a noi occidentali, cinici e bari, di dichiarare che i braccianti avevano diritto a costruire una repubblica indipendente che assomiglia tanto alla teocrazia al potere in Arabia Saudita. Faccio un esempio che mi renda più popolare di quanto già sono in Sardegna: quello che è successo in Kossovo è un po’ come se i pastori sardegnani che da tre generazioni si sono spostati in Toscana dichiarassero essere il vecchio granducato un loro protettorato, e pretendendessero di farlo amministrare dal governo regionale che sta a Cagliari.Il mio dotto ex amico generale Laporta, che grazie a Dio si è tolto dalla testa di avere il piacere di incontrarmi, sostiene che se Donald Trump venisse rieletto l’Europa andrebbe in rovina.
Io non sono abbastanza intelligente per averne capito le ragioni, tuttavia ogni giorno che passa mi vado convincendo che quell’uomo tanto comico e goffo alla fine riconfermerà un dato statistico che dura ininterrottamente dalla rivoluzione del 1776, e cioè che ogni presidente repubblicano ripresentatosi alle elezioni è stato sempre confermato per il secondo mandato.
E siccome sono un inguaribile ottimista dico di più: tradizionalmente i presidenti degli Stati Uniti spendono il primo mandato per assicurarsi la rielezione, ed il secondo per cercare di passare alla storia. Trump corre il rischio di essere il presidente che riuscirà a fare accettare Israele al mondo arabo così com’è. Se ciò accadesse, con la testa degli ebrei ed i soldi degli arabi, potrebbe nascere un potentato economico in grado di rivaleggiare con Cina e Russia. E noi europei, e la Germania, e la Francia?
Sono cazzi, ma mi consolo perché l’Italia, tutto sommato, ne trarrebbe vantaggio. Voi che ne pensate?
Gradirò commenti intelligenti e costruttivi, mentre prego fin da subito i presenzialisti di fare un passo indietro.

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