Francesca Scoleri

Il PD sta distruggendo l’Italia per manifesta disonestà

E’ già bello che non si siano presentati al giuramento col  cappuccio nero  che solitamente indossano nelle loro riunioni. Immagino cosi le vere consultazioni che hanno portato a questo governo che definire “nuovo” –  molti giornalisti lo hanno fatto – è imbarazzante. I massoni, perseguono per propria naturale disciplina, una via parallela rispetto alla volontà popolare e mi par concretizzata l’affermazione di Tina Anselmi “La massoneria ha occupato le istituzioni”.

E’ vero, come molti precisano,  il referendum del 4 dicembre non era sul governo.Tecnicamente. Ma in sostanza cosi è stato. I cittadini hanno preso in parola Renzi che, da egocentrico narciso qual è, aveva dichiarato “se vince il NO mi dimetto”. Subito dopo l’esito, egli stesso ha concluso “non credevo mi odiassero tanto”. In effetti, era difficile prevederlo; ovunque si sia presentato, la polizia schierata in assetto di guerra contro manifestanti contrariati dalle sue politiche a favore di banchieri e industriali non lasciava presagire questo. Un odio inaspettato dice.

Veniamo da mesi di totale assenza governativa  grazie ad un premier e ad un partito che ha investito tutto il suo tempo e oltre 6 milioni di euro di soldi pubblici ( la politica non ha soldi propri ), per l’affermazione di un SI popolare che grazie a Dio non s’è visto. Immobilità governativa che, viste le deforme di scuola, sanità e lavoro, potrebbe anche essere vista come buona cosa, fatto sta che la paralisi continua e noi cittadini ne paghiamo le conseguenza peggiori. Si perché, mentre il PD fa le sue direzioni del nulla mischiato col niente, delle parole vuote, dei buoni propositi inesistenti, dei chiarimenti ipocriti, dei ricatti sottintesi, delle minacce velate, la realtà degli italiani è contenuta dentro un dato significativo : “in dieci anni la povertà in Italia è cresciuta del 141%” (Fonte Openpolis).

Mentre loro farneticano di nuova legge elettorale, quella che negli altri Paesi è uguale da decenni e che da noi cambia secondo l’esigenza del partito o del potente di turno, l’Italia s’indebolisce, stenta, soffre.Troppo spesso muore sotto i colpi di vicende disumane che mai avrebbero dovuto interessare quel che era l’ottava economia mondiale.

La realtà del Paese è fatta di uomini e donne che non hanno più l’autonomia di mandare i figli a scuola, di altri che perdono case cioè risparmi, cioè anni di lavoro, cioè vita. La casa è vita e in questo Paese lo stesso Stato che interviene per sanare buchi bancari creati da pochi disonesti utilizzando i soldi dei contribuenti, non interviene per impedire ad una banca di portar via la casa al contribuente che mantiene Stato e banche. E’ un sistema equo quello che regge su questi criteri ?

La realtà del Paese è fatta di uomini e donne  che non hanno più un lavoro perchè quello Stato che spreme il piccolo contribuente pignorandogli anche il midollo,  permette al grande contribuente di esternalizzare il lavoro, le risorse e le ricerche, e quando accumula fior di milioni d’evasione fiscale, condona come se non ci fosse un domani.

La realtà del Paese è fatta di imprenditori rovinati dallo Stato che non è in grado di onorare i debiti con le imprese; ricordiamo che l’Italia è il peggior pagatore d’Europa in una condizione di illegalità peraltro, perchè una direttiva europea prevede il saldo dei debiti in 30 giorni, massimo 60 in casi eccezionali. L’Italia ha ad oggi, oltre 60 miliardi di debiti verso le imprese e, scenario terrificante, a causa di questa insolvenza, ci dice il Centro Studi Confimprenditori, un’impresa su cinque volge al fallimento. “Se non abbiamo sbloccato tutti i debiti della pubblica amministrazione per il 21 settembre 2014, vado a piedi in pellegrinaggio da Firenze a Monte Senario”, Matteo Renzi, marzo 2014. Non risulta ad oggi che questa penitenza abbia avuto luogo, risultano invece i fallimenti delle aziende e i suicidi di oltre 81 imprenditori solo nel 2016.

La realtà del Paese è fatta di povertà appunto e poco contano le oasi felici che riguardano i soliti noti che presenziano alla prima della Scala di Milano. L’Istat ha certificato il più grande divario che c’è fra il reddito dei ricchi e dei poveri, ed è proprio quello italiano. E rido pensando ai commenti degli elettori PD che scrivono sulla pagina del partito o su quella di Renzi “va bene il nuovo governo ma ora pensate al sociale”. Subito ci penseranno, non vi preoccupate, dormite sogni tranquilli e soprattutto, votateli ancora perché, come dite sempre “oltre il PD c’è il baratro”. I dati elencati dicono che proprio grazie al PD il baratro è sempre più vicino.

Certo non per i fortunati amici finanzieri e per i babbi banchieri che possono contare non solo sulla dirigenza del PD ma anche sui suoi attivisti, quelli che  grigliano salamelle alle feste dell’Unità, quelli che esultano all’arrivo della Boschi, quelli che si fanno i selfie con Renzi e che solitamente parlano male del M5S perchè la dirigenza cosi li ha indottrinati. Eppure c’è una notevole differenza fra chi si auto assegna gli stipendi più alti d’Europa e chi rinuncia alla maggior parte di quegli stipendi  creando un fondo per le imprese.

Il PD ha paralizzato l’Italia perchè non ha un’identità e perchè è artefice del più grande inganno ideologico; durante la campagna elettorale è di sinistra, una volta eletto è quello che l’amico potente desidera che esso sia. Il PD è Angelino Alfano, il ministro degli esteri che non conoscendo l’inglese, spiega con le mani alla commissaria agli Affari interni UE, come il vento abbia ritardato il suo viaggio in aereo e questa resta la figura migliore fra quelle da lui collezionate. Il PD è la bugiarda Maria Elena Boschi, bocciata dal popolo come madre costituente e premiata con una poltrona più prestigiosa di quella già indegnamente occupata nonostante la promessa di ritirarsi dalla politica in caso di vittoria del NO al referendum.

Il PD è una di quelle macchine di potere e clientela di cui Berlinguer diceva “hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali…”