Nicolo Gebbia

Conte, Salvini e Di Maio, cacciate la Subranni

Presidente Conte, ministra Trenta, ministro Salvini: rassicurateci sui Subranni. Vorrei essere un Tito Livio, ma ho l’onestà di riconoscermi più vicino a Svetonio, incline al pettegolezzo.

Ed il mio circolo nautico palermitano ha una tradizione in questo senso che dura da 115 anni, (abbiamo fra i soci anche il presidente Mattarella). È in tale contesto che, fra una regata e l’altra, ho colto una voce proveniente da fonte molto documentata: Danila Subranni, spericolata motociclista e figlia del generale appena condannato, nonché capo della segreteria di Angelino Alfano, è stata appena assunta all’Aisi, già SISDE, il nostro servizio segreto civile, che tutti i professionisti dell’Antimafia, Agende Rosse, Impastatissimi et cetera conoscono bene.

Costoro sanno che  io, al 99%, li disprezzo con tutto il cuore, sicuramente ricambiato. Mi fanno  proprio ribrezzo, con la loro retorica magniloquente, le cerimonie per Giovanni, Paolo e Peppino, e gli altri che si fottano, il loro aereoporto che nessuno straniero sa pronunciare.

Però oggi li chiamo ad una mobilitazione generale. Chiediamo conto al nuovo governo circa la fondatezza dell’assunzione di Danila Subranni. E già che ci siamo vogliamo chiedere a Salvini quanti e chi sono gli assunti per le premure di Angelino?

E tu, ministra della difesa, mi dicono che a prescindere da tuo marito colonnello, sei onesta e competente, e non uno dei tanti raccomandati infilati dall’Esercito nella sua riserva qualificata che ho conosciuto in Bosnia ed in Iraq.

Vuoi farci sapere per intanto che ci fa il figlio maschio di Subranni nell’Aise, già Sismi, già SIFAR, profondamente infiltrato da sempre di ogni genere di teppa, oltre che ricettacolo di raccomandati di ferro?

E tu, presidente Conte, che per ora ti saresti tenuto la delega ai servizi segreti, vuoi farci sapere qualcosa in proposito? Il genero del capo della polizia Vincenzo Parisi, segretario del SISDE ed allontanato da Roma subito dopo l’uccisione di Simonetta Cesaroni, a Catania, dove fu trasferito in 24 mesi dette tutte le materie di giurisprudenza all’ombra di Salvo Andò.

Trasferito in Polizia divenne Questore e direttore del Museo Storico delle auto della Polizia? È ancora dei nostri? Io ricordo che quando furono istituiti Sisde e Sismi, nel regolamento di attuazione della legge, riservato, c’erano due articoli che espressamente facevano divieto di assumere parenti di personale già appartenente ai servizi, e di assumere giornalisti (Danila lo è).

Quante decine di volte questi articoli sono stati disattesi? Signori parlamentari grillini, vogliamo fare un’indagine conoscitiva per saperlo? Nell’Arma il 90 per cento degli ufficiali è figlio d’arte, ma ciò non è proibito.

Tuttavia il nepotismo ha sempre imperato. Nel rassicurarvi che sono il primo e l’unico carabiniere della mia famiglia, vorrei da voi risposte altrettanto chiare. Terza Repubblica, se ci sei batti un colpo?

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