Francesca Scoleri

Maurizio Costanzo: sopravvissuto a stragi santifica chi per stragi è indagato

Era il 14 maggio 1993; un’autobomba venne fatta esplodere al passaggio della Mercedes su cui viaggiavano Maurizio Costanzo e Maria De Filippi con il loro  autista Mauro Degni.Per anni, il conduttore televisivo, personaggio di spicco sulle reti Mediaset, ha definito questo attentato, la punizione per aver attaccato la  mafia ma in occasione delle elezioni in Sicilia, la ospita nel suo salotto televisivo con tutti gli onori.

La Sicilia ha di nuovo Berlusconi al governo. Proprio pochi giorni fa, abbiamo ricordato le parole dei pm Nino Di Matteo e Giuseppe Lombardo sui rapporti intrattenuti dal cavaliere coi mafiosi corleonesi come riportato in una sentenza passata in giudicato e sugli equilibri politico-mafiosi costituiti alla nascita di Forza Italia, talmente forti, da fermare anni di stragi come quella tentata in via Fauro a Roma con l’obiettivo di uccidere proprio Maurizio Costanzo.

Il primo tentativo di bombe su Roma, (pare ve ne fossero in programma almeno tre; per Giovanni Falcone, Claudio Martelli e per Costanzo), fu affidato nel febbraio del 92 a Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano. Il primo è tutt’oggi latitante, L’Fbi l’ha incluso tra i dieci maggiori ricercati al mondo e contemporaneamente, risulta fra i dieci uomini più ricchi d’Italia. Graviano invece, con le sue rivelazioni intercettate, ha portato ad indagare nuovamente Silvio Berlusconi per strage.

L’uomo che per 20 anni ha occupato le istituzioni con incarichi di rilievo, da  Ministro degli affari esteri a Ministro dello sviluppo economico alla più importante, la carica di Presidente del Consiglio che, fra le altre cose, sta al vertice del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica cioè i Servizi segreti. Dopo aver accertato i suoi rapporti con la mafia, potremmo addirittura scoprirlo come “mandante di stragi”.

Un profilo questo, che meritava l’ospitalità di un giornalista che si definisce vittima di mafia e superstite di strage ? Maurizio Costanzo si è prestato ad onorare, ripulire e glorificare l’immagine di Silvio Berlusconi intervistandolo a suon di ricordi carichi di nostalgia e lacrime. Scene da libro cuore; un grande uomo, Alessandro Magno brianzolo. Che imprenditore e che cuore ! Una famiglia specchiata a partire dalla madre che salvava ebrei dai nazisti per finire ai figli  uguali al padre per capacità e generosità passando dal cane anch’esso avvolto da santità.

Lo zerbinaggio televisivo di tale intervista, è stato peraltro replicato durante la giornata di domenica quando erano in corso le votazioni in Sicilia. Ma cosa sono le regole elettorali per l’uomo che le regole era abituato a fissarle con gente come Totò Riina e Bernardo Provenzano ? E per il Giornalista Maurizio Costanzo autore di maratone televisive a fianco di Michele Santoro contro gli assassini di Libero Grassi, le sentenze che certificano i rapporti del suo intervistato con Cosa nostra cosa sono ?

Non riusciamo a darci pace per questi messaggi al pubblico, un pubblico sempre più provvisto di informazione libera sui social quantomeno anche se buona parte degli elettori siciliani, ha preferito credere a rappresentazioni falsate del leader di Forza Italia e della sua proiezione sull’isola, la lista Musumeci, ignorando la vera identità degli impresentabili che affiancheranno il nuovo governatore alla guida dell’isola. Questa è la migliore delle ipotesi più che altro.

Troviamo di tutto; corrotti, imputati per mafia, processati per estorsioni e voto di scambio, famiglie di  mafiosi e figli d’arte come Luigi Genovese.Grazie alla fama del padre Fracantonio, condannato in primo grado a 11 anni di carcere per concussione e riciclaggio ma anche sotto processo per truffa peculato e associazione a delinquere, ha raccolto ben 20 mila preferenze.

“Io e mio padre facciamo solo del bene e la gente ce lo ha riconosciuto”. La generosità di questi individui…

Ma tant’è che su questo non sbaglia; la gente riconosce in questa famiglia sicurezza e garanzia e questo davvero ci inquieta non poco. Non meno devastante dal punto di vista della consapevolezza, è la storia di Gianbattista Coltraro; un notaio sospeso dalla professione e sotto processo con l’accusa di aver steso atti pubblici falsi al fine di favorire la mafia. Musumeci l’ha candidato nonostante fosse stato proprio lui, da presidente della commissione antimafia siciliana, a seguire la vicenda.

La lista è purtroppo lunga e lo sconforto prevale. Nella terra che ha visto morire in attentati  da scenari di guerra uomini retti, perbene, valorosi e saggi, proprio non capiamo questa indifferenza verso i sostenitori della mafia. Lasciano che prevalga la vessazione continua e il proliferare del crimine e della disuguaglianza fra gli uomini.Speravamo di raccontare altro oggi ma ci accontentiamo di una massiccia presenza in regione, di volti nuovi che con la mafia non hanno a che fare e che fino ad oggi, si sono distinti per averla fortemente contrastata.

Tempo fa a Maurizio Costanzo, durante un’intervista, fu chiesto che effetto  facesse vedere il nome di Sivlio Berlusconi legato alla mafia, la sua risposta fu:”Mi fa sorridere, anche perché è storia antica. Ricordo bene una sera al Teatro Parioli. Berlusconi viene ospite al Costanzo Show da primo ministro. Si parla di riduzione delle scorte e lui reagisce a suo modo: “Maurizio, già dicono che sono io che ho fatto fare il tuo attentato, ci manca solo che adesso ti tolgo la scorta”.

Noi non sorridiamo e non lo facciamo nemmeno davanti alle tante fiction prodotte da Mediaset in cui vengono distorte vicende che riguardano Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e uomini dello Stato oggi sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa e violenza o minaccia a corpo politico dello Stato come Mario Mori, Calogero Mannino, Marcello Dell’Utri, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno. Questo colossale inganno non ci fa affatto sorridere.