Nicolo Gebbia

Processo Trattativa: Europa ignora rapporti di Berlusconi con mafia

Palermo – processo trattativa – requisitoria finale: “Nel 1993 l’ex senatore Marcello Dell’Utri, si è reso disponibile a veicolare il messaggio intimidatorio dei mafiosi, cioè fermare le bombe in cambio di norme per l’attenuazione del regime carcerario. Ciò è avvenuto quando si è insediato il primo governo di centrodestra”. Il governo a guida Forza Italia con Premier Silvio Berlusconi.

L’udienza di ieri,  del processo trattativa stato-mafia ha disvelato, per la prima volta con assoluta e coerente completezza, l’apporto dei fratelli Graviano alla strategia stragista posta in essere in concomitanza con la nascita di Forza Italia.

Tutti insieme, i Graviano e Marcello dell’Utri, a Roma, fra l’hotel Majestic e Doney in via Veneto, i primi intenti ad organizzare la strage di carabinieri allo Stadio Olimpico, e l’altro a prescegliere i personaggi che sarebbero stati candidati alle successive elezioni.

Quelle che videro il plebiscito per Forza Italia in Sicilia, dove Brusca invitò i picciotti ad accorrere ‘panza a terra’ ai seggi per condurre al governo quella nuova formazione, da loro (e da altri) architettata per sostituire l’ormai contrattualmente inadempiente DC.

Tutto ciò mi induce a ritenere che almeno uno dei Graviano, Giuseppe,da quest’oggi corre grave pericolo di vita. È evidente che a Berlino, a Bruxelles, a Washington e solo per ultimo a Milano, il suo pentimento sconvolgerebbe le previsioni di voto, travolgendo il Cavaliere, così saldamente accreditato da tutti i bookmakers come il vincitore certo del prossimo cimento elettorale, garante che tutto cambierà perché tutto resti come sempre.

Non vado oltre. A voi ed al DAP, che deve vegliare sull’incolumità di Giuseppe Graviano, suggerisco di ascoltare senza indugio ed INTEGRALMENTE, la registrazione dell’udienza in questione

PROCESSO TRATTATIVA STATO MAFIA