Nicolo Gebbia

Caro Giletti Siamo Uomini O Caporali?

Consapevole che non lo querelerò, ieri sera Giletti ha incentrato l’ennesima puntata della sua telenovela da Mezzojuso sulla mia persona e sulla mia maleducazione, invitandomi anche a partecipare ad una prossima puntata, per la quale ha già anticipato che citerà qualcos’altro scritto da me.

Rita Dalla Chiesa ha soggiunto che suo padre aveva gli alamari tatuati sulla pelle, come tutti i veri carabinieri. Questa affermazione me ne ricorda un’altra che ho spesso sentito pronunziare: c’è chi serve l’Arma e chi si serve dell’Arma. Come mi pongo io rispetto a tutte queste belle parole ?

Una premessa indispensabile: la mia foto in uniforme che vedete su Facebook, è quella che mi fu richiesta per la tessera UNUCI che, controfirmata dal mio ultimo comandante, generale di divisione Umberto Pinotti, mi fu consegnata dalla segreteria della Divisione Scuole ed Unita’ Speciali. Quel documento, ed il modello AT del Ministero della Difesa, documento utile anche all’espatrio, attestano che io sono un generale di brigata in pensione.

La legge di Stato sul personale effettivo delle forze armate, dice che anche a riposo esso mantiene il grado. Per Giletti poi, visto che, consapevole dell’impunita’ da me promessagli, si diverte a replicare alla mia viscerale antipatia e maleducazione con questi mezzucci, vorrei precisare che “generale” vero, nella NATO, è solo quello a 4 stelle, cioè in Italia lo sono solo il Capo di Stato Maggiore Generale, i Capi di Stato Maggiore di Esercito, Marina e Aereonautica, nonché i Comandanti Generali della forza armata Carabinieri e del corpo armato dello stato Guardia di Finanza, fintanto che ricoprono tali ruoli.

Anch’essi infatti, quando terminano l’incarico, perdono il diritto di fregiarsi con la quarta stelletta. Con tre stellette si è tenente generale (sta al generale come il tenente colonnello sta al colonnello), con due stelle si è maggiore generale, e con una sola si è brigadiere generale, nel resto d’Europa definito solo brigadiere.

Ed in effetti io nel mio profilo Facebook mi definisco brigadiere. Se tuttavia Giletti, rifacendosi al Toto’ di “siamo uomini o caporali”, vuole chiamarmi caporale, glielo concedo volentieri. Tra l’altro sono caporale onorario nel secondo battaglione della brigata gurka di Sua Maestà Britannica, e ne vado molto fiero, perché quegli splendidi soldati nepalesi di tale riconoscimento sono molto stitici (ricordate che sono un maleducato doc) nei confronti degli ufficiali inglesi che li inquadrano.

Quindi è il caporale Gebbia che parla a mister Giletti e Donna Rita. Al primo dico che sarò lieto di accettare il suo invito solo a soddisfatta giustizia, alla seconda replico che io non servo l’Arma, servo lo Stato, e conseguentemente non ho gli alamari tatuati sulla pelle. L’autoreferenzialita’ dell’Arma alle volte mi sta stretta, e per certi nostri comportamenti nella parte d’Italia occupata militarmente da casa Savoia dopo il 1860, provo ancora vergogna.

La mancata cattura di Provenzano a Mezzojuso nel 1995 da parte del ROS di Mori e di Subranni ancora mi indigna, ed ho promesso ai miei concittadini che porterò a Mezzojuso l’amico colonnello Riccio (mi inchino davanti ai suoi meriti professionali e lo saluto militarmente per primo, come si fa nei confronti dei superiori in grado) per raccontare loro nei particolari tutta l’oscenità di tale operazione.

Circa l’immanenza della mafia nel territorio di Mezzojuso, visto che non si è voluto consultare il maresciallo Vincenzo Militello, comandante della stazione di Mezzojuso dal 1982 al 2002, suggerisco a Giletti di invitare in studio un generale “certificato”, ed ancora in attività di servizio, Claudio Quarta, il migliore capitano che la compagnia di Misilmeri abbia mai avuto.

Per ultimo ribadisco la mia proposta: la mafia si sta rafforzando da quelle parti? Come l’incendio dell’auto di Salvatore Battaglia dimostra? Rafforziamo le forze dell’ordine, un maresciallo e 5 carabinieri sono troppi pochi, per quanto bravi essi si siano dimostrati. Ed allora, caro ministro Salvini, visto che anche tu sei stato chiamato in causa, dai all’opinione pubblica nazionale una risposta forte, addirittura muscolare, apri a Mezzojuso un commissariato di pubblica sicurezza, e fallo inaugurare dal vicequestore Manfredi Borsellino, il figlio di Paolo.

Tutto nel suo comportamento umano e professionale è stato fin qui perfetto, ed ha sempre rifuggito dagli atteggiamenti e dai toni di altri orfani eccellenti. Noi di Mezzojuso ci fidiamo ciecamente di lui, ed attendiamo il responso delle sue autonome indagini.

Ti potrebbe interessare anche?

Mezzojuso Mon Amour

TV Spazzatura? Magari!