Nicolo Gebbia

π‘πžπ§π³π’ 𝐬𝐚π₯𝐯𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐚𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐬𝐒 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐬𝐬𝐚 π‘©π’π’Šπ’‚ 𝐝𝐒 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐞 π‘π’π’π§πš

Questa mattina ho sentito il dibattito parlamentare sulla mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Bonafede presentata dalle destre.
Per i miei 25 lettori ho deciso che d’ora in poi non userΓ² termini inventati dal Cavaliere a fini cosmetici, e poi utilizzati da tutti, per cui ogni movimento politico si definisce di centro piΓΉ qualcos’altro. Da questo momento chiamerΓ² quelli di Forza Italia come la destra camorrista, gli amici della Meloni direttamente 𝑖 π‘“π‘Žπ‘ π‘π‘–π‘ π‘‘π‘– e quelli di Salvini come 𝑖 π‘π‘œπ‘™π‘’π‘›π‘‘π‘œπ‘›π‘–. Gli esponenti del Partito Democratico li definirΓ² come la 𝑒π‘₯ π‘ π‘–π‘›π‘–π‘ π‘‘π‘Ÿπ‘Ž π‘‘π‘’π‘šπ‘œπ‘π‘Ÿπ‘–π‘ π‘‘π‘–π‘Žπ‘›π‘Ž.
Dopo aver ascoltato il discorso del senatore Renzi, chiamerΓ² quei quattro gatti che gli sono intorno come 𝑔𝑙𝑖 π‘Žπ‘šπ‘–π‘π‘– 𝑑𝑒𝑙 π΅π‘œπ‘–π‘Ž. Come definire i Pentastellati? Non ho dubbi: 𝑖 π‘π‘–π‘π‘œπ‘™π‘Žπ‘Ÿπ‘–.
Per chi non lo sapesse si tratta della piΓΉ diffusa forma di schizofrenia clinica, quella che alterna momenti di apparente luciditΓ  e normalitΓ , ad altri di pura follia.
Discorsi bellissimi da parte di tutti, e tutti, dopo averli ascoltati, sembrano dalla parte della ragione.
Ma quello del senatore Renzi Γ¨ stato assolutamente peculiare, perchΓ© ha rinfacciato ai bipolari l’epoca del loro esasperato giustizialismo, quella in cui (mille anni fa) andavano cianciando che il politico, se raggiunto anche solo dall’ombra di un sospetto doveva dimettersi, ed ha elencato espressamente tutti i ministri dei governi Renzi costretti a tornare a casa sull’onda dello sdegno suscitato nell’opinione pubblica da tali sospetti.
Poi si Γ¨ vantato di quanto gli sarebbe stato facile vendicarsi per tutto ciΓ², votando la sfiducia a Bonafede.
Infine, visto che Conte ha preannunziato le dimissioni del gabinetto nell’eventualitΓ  che la mozione di sfiducia nei confronti del solo ministro della Giustizia venisse approvata, lui, il π΅π‘œπ‘–π‘Ž, ed i suoi quattro compagnucci di merende -ha affermato- non saranno i responsabili per la caduta del governo mentre ancora imperversa la peste bubbonica.
PerΓ², alla fine, come voce dal sen fuggita, volta alla costruzione del suo personaggio di grande statista, ha raccontato che quando Provenzano, giΓ  ridotto allo stato vegetativo per il π‘ƒπ‘Ÿπ‘œπ‘‘π‘œπ‘π‘œπ‘™π‘™π‘œ πΉπ‘Žπ‘Ÿπ‘“π‘Žπ‘™π‘™π‘Ž inflittogli dai suoi aguzzini in carcere, era ormai agonizzante, egli ricevette una telefonata dal ministro della Giustizia dell’epoca, il quale gli chiese che risposta bisognava dare all’istanza della famiglia, volta a farlo morire nel suo letto. Circa un anno dopo -ha continuato il π΅π‘œπ‘–π‘Ž- analoga domanda gli fu fatta da un nuovo ministro della Giustizia, perchΓ© in coma irreversibile questa volta c’era TotΓ² Riina.
E fu cosΓ¬ che lui, degno epigono di Alcide De Gasperi, dopo essersi assicurato che in carcere le cure compassionevoli non sarebbero mancate nΓ© all’uno nΓ© all’altro, pronunziΓ² la risposta che gli imperatori romani condensavano nel pugno chiuso col pollice verso in basso.
Nell’aula del Senato, sorda e grigia, che lui spera di trasformare, prima o poi, in un bivacco per i suoi manipoli, lo ha voluto dire con evidente compiacimento: “π·π‘’π‘£π‘œπ‘›π‘œ π‘šπ‘œπ‘Ÿπ‘–π‘Ÿπ‘’ 𝑖𝑛 π‘”π‘Žπ‘™π‘’π‘Ÿπ‘Ž!”. E sono certo che se l’Italia fosse il Colosseo, e Renzi fosse Nerone, prima di quel pollice verso, guardando su per gli spalti, avrebbe potuto assistere ad un unanime coro di consenso. PerchΓ© c’Γ¨ poco da fare, Moretti e Gallinari gli italiani li hanno trasformati in maestri da ascoltare durante le loro lezioni universitarie, ma Riina e Provenzano, ed insieme con loro tutti i mafiosi sottoposti al 41-bis, sono degni esclusivamente di essere seviziati fino oltre alla morte, visto che i preti non consentono alle famiglie nemmeno le esequie religiose.
Volete la mia opinione? No, lo so che non la volete, ma io ve la dico lo stesso. Ed essa ricalca quel discorso di Vittorio Emanuele Orlando pronunziato il 28 luglio 1925 al cinema Diana di via Ruggiero Settimo: “𝑆𝑒 π‘π‘’π‘Ÿ π‘šπ‘Žπ‘“π‘–π‘Ž 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑖𝑙 π‘ π‘’π‘›π‘ π‘œ 𝑑𝑒𝑙𝑙’π‘œπ‘›π‘œπ‘Ÿπ‘’ π‘π‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘Žπ‘‘π‘œ π‘ π‘–π‘›π‘œ π‘Žπ‘™π‘™’π‘’π‘ π‘Žπ‘”π‘’π‘Ÿπ‘Žπ‘§π‘–π‘œπ‘›π‘’, 𝑙’π‘–π‘›π‘ π‘œπ‘“π‘“π‘’π‘Ÿπ‘’π‘›π‘§π‘Ž π‘π‘œπ‘›π‘‘π‘Ÿπ‘œ π‘œπ‘”π‘›π‘– π‘π‘Ÿπ‘’π‘π‘œπ‘‘π‘’π‘›π‘§π‘Ž 𝑒 π‘ π‘œπ‘π‘Ÿπ‘Žπ‘“π‘“π‘Žπ‘§π‘–π‘œπ‘›π‘’, π‘π‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘Žπ‘‘π‘Ž π‘ π‘–π‘›π‘œ π‘Žπ‘™ π‘π‘Žπ‘Ÿπ‘œπ‘ π‘ π‘–π‘ π‘šπ‘œ, π‘™π‘Ž π‘”π‘’π‘›π‘’π‘Ÿπ‘œπ‘ π‘–π‘‘π‘ŽΜ€ π‘β„Žπ‘’ π‘“π‘Ÿπ‘œπ‘›π‘‘π‘’π‘”π‘”π‘–π‘Ž 𝑖𝑙 π‘“π‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘’ π‘šπ‘Ž 𝑖𝑛𝑑𝑒𝑔𝑒 π‘Žπ‘™ π‘‘π‘’π‘π‘œπ‘™π‘’, π‘™π‘Ž π‘“π‘’π‘‘π‘’π‘™π‘‘π‘ŽΜ€ π‘Žπ‘™π‘™π‘’ π‘Žπ‘šπ‘–π‘π‘–π‘§π‘–π‘’, 𝑝𝑖𝑒̀ π‘“π‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘’ 𝑑𝑖 π‘‘π‘’π‘‘π‘‘π‘œ, π‘Žπ‘›π‘β„Žπ‘’ π‘‘π‘’π‘™π‘™π‘Ž π‘šπ‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘’; 𝑠𝑒 π‘π‘’π‘Ÿ π‘šπ‘Žπ‘“π‘–π‘Ž 𝑠’π‘–π‘›π‘‘π‘’π‘›π‘‘π‘œπ‘›π‘œ π‘žπ‘’π‘’π‘ π‘‘π‘– π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘–π‘šπ‘’π‘›π‘‘π‘–, 𝑒 π‘žπ‘’π‘’π‘ π‘‘π‘– π‘Žπ‘‘π‘‘π‘’π‘”π‘”π‘–π‘Žπ‘šπ‘’π‘›π‘‘π‘–, π‘ π‘–π‘Ž π‘π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘π‘œπ‘› 𝑖 π‘™π‘œπ‘Ÿπ‘œ 𝑒𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖, π‘Žπ‘™π‘™π‘œπ‘Ÿπ‘Ž 𝑖𝑛 π‘‘π‘Žπ‘™ π‘ π‘’π‘›π‘ π‘œ 𝑠𝑖 π‘‘π‘Ÿπ‘Žπ‘‘π‘‘π‘Ž 𝑑𝑖 π‘π‘œπ‘›π‘‘π‘Ÿπ‘Žπ‘ π‘ π‘’π‘”π‘›π‘– π‘–π‘›π‘‘π‘–π‘£π‘–π‘‘π‘’π‘Žπ‘™π‘– 𝑑𝑒𝑙𝑙’π‘Žπ‘›π‘–π‘šπ‘Ž π‘ π‘–π‘π‘–π‘™π‘–π‘Žπ‘›π‘Ž, 𝑒 π‘šπ‘Žπ‘“π‘–π‘œπ‘ π‘œ π‘šπ‘– π‘‘π‘–π‘β„Žπ‘–π‘Žπ‘Ÿπ‘œ π‘–π‘œ 𝑒 π‘ π‘œπ‘›π‘œ π‘“π‘–π‘’π‘Ÿπ‘œ 𝑑𝑖 π‘’π‘ π‘ π‘’π‘Ÿπ‘™π‘œ”.
Cosa voleva dire il Presidente del Consiglio della Vittoria con quelle parole? Provo ad interpretarlo, e sono certo di non andare troppo lontano dal vero. Deluso da Mussolini, che ci aveva appena appioppato quel farabutto del prefetto Cesare Mori, il grande giurista capΓ¬ finalmente, e sintetizzΓ² in quelle parole, tutto il senso, per la Sicilia, del cosiddetto Risorgimento, cioΓ¨ l’asservimento, in condizioni di schiavitΓΉ, di una parte dell’Italia, la piΓΉ civile, a quell’altra parte che aveva dalla sua solo la forza e la prepotenza prevaricatrice dei carabinieri e dei bersaglieri massacratori. Quale era stata la reazione, seppur perversa e delinquenziale al terrorismo di stato?
La mafia. Ed ancora oggi la cosa che il resto degli italiani non ci perdona è proprio questo, cioè la mancata resa incondizionata a quella che viene chiamata cultura della legalità, ma che sarebbe più esatto definire cultura della sopraffazione. Lo Stato, livido perché noi carabinieri, e tutti gli altri sbirri, non siamo riusciti a fare dichiarare loro la resa incondizionata, sevizia i mafiosi in vita con il 41-bis, e dopo la loro morte in carcere con la negazione delle esequie.
Se Matteo Messina Denaro sarΓ  catturato, dopo la sua morte in carcere farΓ  la stessa fine di Bin Laden: verrΓ  cremato e le sue ceneri saranno portate sulla portaerei Garibaldi, da cui verranno disperse in mare. Viva l’Italia, che pensa di avercelo duro cosΓ¬, mentre invece testimonia della sua impotenza.
Io al centro di questo tricolore, che un tempo portava la croce sabauda, e che a Napoli viene spesso rappresentato con due fasci di spaghetti incrociati, ci metterei un fallo di plastica come quelli che vendono nei 𝑠𝑒π‘₯𝑦-π‘ β„Žπ‘œπ‘.
Esso Γ¨ la sintesi migliore dell’attuale situazione. Da carabiniere li ho combattuti senza quartiere, ma da siciliano provo rispetto per questi nemici mafiosi, vinti ma indomabili anche in cattivitΓ .

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