Francesca Scoleri

Regione Lazio, denuncia sprechi ed atti illeciti: allontanata dal posto di lavoro

Intervistiamo oggi l’Avvocato Maria Pia Capozza, donna simbolo del Whistleblowing (denuncia alle autorità di attività illecite e fraudolente all’interno della pubblica amministrazione o in aziende private ) nell’era Zingaretti in regione Lazio.

Cosa succede quando un dipendente pubblico segnala anomalie e procedure illecite inerenti la Cosa Pubblica ai propri dirigenti? Dirigenti che solitamente vengono da incontri di piazza in cui manifestano la volontà di rompere col passato, con quei sistemi clientelari che hanno rovinato il nostro Paese, con i compromessi, con i ricatti, insomma, con la corruzione!

Prendiamo ad esempio alcune frasi pubbliche del governatore del Lazio e neo segretario Pd Nicola Zingaretti: “si rifiuta la cultura del lavoro che è un favore da chiedere a qualcuno: al politico, al potente di turno. Non è un favore da chiedere, il lavoro, è un diritto sancito dalla Costituzione”.

Condividiamo questo principio e andiamo a vedere cosa ha fatto per tutelare il lavoro di una dipendente che ha denunciato fatti gravissimi passati sotto i suoi occhi e che ha avviato un percorso tendente alla piena occupazione del patrimonio immobiliare e di importanti livelli di assistenza (“cuore” dell’attività dell’Ente) come Segretario Generale dell’IPAB ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro.

Avv. Maria Capozza, lei ha ricoperto l’incarico di Segretario Generale dell’IPAB ISMA. Cosa sono le IPAB?

“Le I.P.A.B. sono Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. Sono Istituzioni che derivano dal cambio di normazione delle antiche “Opere Pie” per effetto della Legge Crispi del 1890. Gestiscono patrimoni immobiliari di prestigio, al fine di erogare, con le relative rendite, servizi sociali alle persone più svantaggiate. Di fatto le IPAB sono nate per essere lo strumento di Welfare più efficace e, soprattutto, più capillare che esista, essendo presenti su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, dalle cronache dei giornali italiani, emerge che le IPAB sono state coinvolte in scandali più o meno gravi di mala gestio. Ciò viene evidenziato anche da una mozione parlamentare presentata il 6 febbraio 2019 da molti senatori (con prima firmataria Bianca Laura Granato) per chiedere un intervento del Governo sulle IPAB ed anche per valutare la nascita di un’autorità amministrativa indipendente presso cui istituire un Registro unico degli Enti di Assistenza e Beneficenza

Anche l’IPAB ISMA è stata coinvolta in scandali di mala gestio?

“Si, anche l’IPAB ISMA. Io stessa ho effettuato diverse segnalazioni alla Regione Lazio ed all’ANAC, denuncie alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti su irregolarità ed illeciti che ho riscontrato. Inoltre, sul caso IPAB ISMA sono state presentate diverse Interrogazioni, da parte di politici di schieramenti diversi tra loro, al Consiglio Regionale del Lazio, al Senato, alla Camera dei Deputati e sono stati pubblicati diversi articoli, da ultimo Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2019 a firma di Gaia Giuliani”

Quali sono state le risposte delle Istituzioni coinvolte?

“Premettendo che sono in piedi diversi giudizi, nei quali spero che emerga la verità, non posso non rilevare che subito dopo l’avvio di una serie di azioni da parte mia, nonché l’apertura di un fascicolo di Whistleblower presso l’ANAC, non solo non ho avuto alcuna reazione a tutela del mio posto di lavoro, ma anzi è iniziata nei miei confronti una persecuzione tale che non ho più potuto svolgere, già dal 2014, alcuna mansione presso l’IPAB. Oltre a ciò, si sono verificate tante, troppe, stranezze da parte delle istituzioni interessate. Lo scontro si è alzato fino al punto di arrivare, il 31 luglio 2018, a notificarmi una “caducazione” del mio posto di lavoro (Dirigente a tempo indeterminato) presso l’IPAB ISMA. Da quel momento, senza lavoro e senza stipendio, in attesa dei tempi della giustizia, che il “sistema” conosce benissimo ed utilizza a proprio uso e consumo. A questo proposito, sarebbe interessante creare una Commissione di inchiesta che verifichi quello che accade sul posto di lavoro e nel sistema giustizia quando una delle controparti è un Whistleblower”

Immaginiamo che sarà difficile, anche se sarebbe interessantissimo. E qual è stato il ruolo della Regione Lazio?

“La Regione Lazio – appena insediata la prima giunta a guida dell’attuale Governatore – è stata la prima Istituzione a cui ho inviato le mie segnalazioni, in quanto per legge ha la vigilanza sulle IPAB. Inoltre, alla stessa Regione, come già detto, sono state presentate diverse interrogazioni sull’IPAB ISMA e su altre IPAB e denunce di sindacati quali DIRPUBBLICA E DIRETS (ex DIRER-DIRL). In particolare, la DIRER-DIRL dal 2014 ha denunciato l’irregolarità di diverse nomine effettuate dalla Giunta Regionale. DIRPUBBLICA ha presentato ricorso al TAR per l’impugnazione del bando che ha nominato l’attuale Segretario Generale dell’IPAB ISMA ed ha richiesto il commissariamento dell’IPAB ISMA sia alla Regione Lazio che al Ministro dell’Interno Salvini esponendo la “forzatura” (totalmente illegittima) delle nomine oltre ad altre questioni quali reati di falso ideologico continuato. Ad oggi, non mi risulta alcuna reazione delle Istituzioni a queste sollecitazioni. Eppure ad esempio da parte del Viminale c’erano abbondantemente gli estremi per il commissariamento”.

A suo parere ci sono elementi di novità e di cambiamento nel suo settore e nella Regione Lazio, negli ultimi anni?

“Novità ? Giudichi lei: i vertici di diverse IPAB e delle posizioni strategiche della Regione Lazio sono ricoperte da uomini di riferimento del vecchio PCI romano, anche pensionati, e sono di nomina dell’attuale Governatore della Regione Lazio. Inoltre non mi risulta che siano rispettati i principi di pari opportunità, essendo il numero delle donne nominate ai vertici quasi inesistente.”

 

Concludiamo questo racconto segnalando che meno di un anno fa, il consiglio di Stato (con la sentenza 745/2018), ha evidenziato la mancanza di volontà da parte della regione, di attuare quanto previsto dalla Corte Costituzionale sulle IPAB lasciando un buco normativo che ha permesso abusi, sprechi e atti illegittimi.

A distanza di un anno, il  Consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge di riforma delle IPAB, che secondo Zingaretti completano “il quadro dei servizi sociali dopo l’approvazione del Piano sociale. Gli Ipab nel Lazio sono 55. Siamo partiti dalla volontà di ridurre i costi, tagliare le spese inutili ma l’obiettivo vero di questa riforma è quello di creare una rete capillare diffusa su tutto il territorio che offra ai cittadini  una gestione trasparente e sana della cosa pubblica, e di tutti quei servizi che sono utili alle persone che esposte alla profonda e radicata crisi.”

L’esatto intento di Maria Pia Capozza. E allora perché ha perso il posto di lavoro ed è diventata vittima di denunce e addirittura dell’annullamento del suo concorso ?

Il Governatore Zingaretti sostiene che contro l’illegalità e la mancanza di trasparenza: “il punto di partenza è la convinzione che l’impegno per la legalità non può essere delegato a nessuno. C’è una sfera di collaborazione da indagare e discuterne per indagarne gli effetti. Può prevenire, curare e asciugare il brodo in cui l’illegalità e il crimine organizzato si radicano.”

Qualche brodo è rimasto privo di asciugatura. Speriamo se ne accorga presto.