Valentina Vadalà

Regione Sicilia: Il pesce puzza dalla testa

Gentile Ingegnere D’Urso

Sono rimasta basita nel leggere le sue affermazioni circa l’improduttività dell’ufficio da lei diretto, relativamente all’impossibilità di erogare le somme assegnate nei tempi e nei modi ordinari ed efficaci per raggiungere gli obiettivi che le sono stati assegnati.

Sinceramente non so se ammirarla per il coraggio dimostrato nell’affermare la sua totale incapacità per non sapere motivare adeguatamente il personale, controllare comunque che vengano svolti i compiti assegnati e, non ultimo sapere programmare per tempo il lavoro e le ferie, d’altronde previste per contratto.

Con altrettanto sgomento ho avuto modo di constatare che anche il Governatore Musumeci, prendendo spunto dal suo sfogo, ha esteso alla quasi totalità dell’apparato burocratico il cliché di incapaci e fannulloni, dimostrando anche lui l’incapacità della classe politica di sapere valutare e scegliere gli uomini migliori, adatti al fondamentale compito cui la dirigenza regionale è preposta.

Essendo stata anche io un burocrate – comunale – con mansioni dirigenziali, mi sono chiesta come mai uno stacanovista del lavoro come lei si descrive e ritiene di essere, non abbia provveduto per tempo ad organizzare le varie forme di spesa seguendo principi di cronologia amministrativo-contabile, sì da non dovere ricorrere ad accelerazioni poco ordinate e sicuramente non idonee a raggiungere proprio quegli obiettivi stabiliti nel suo contratto con la pubblica Amministrazione, ivi compresa una ragionevole e ragionata pianificazione delle ferie del personale assegnato.

Certo, da quanto si evince dalle notizie riportate dai media, con i suoi primi piani che ormai campeggiano in prima pagina, e non soltanto in Sicilia, la sua occupazione principale sembra essere quella di assicurarsi una notorietà diffusa che la possa lanciare nel firmamento politico … magari come successore del suo padrino e conterraneo che, guarda caso, in un recentissimo disegno di legge ha tentato di premiare la sua fedeltà rinviando – ope legis -il suo pensionamento per ben altri tre anni.

Per sua fortuna l’Assemblea Regionale le ha voluto garantire il suo sacrosanto diritto di andare in quiescenza all’età oggi prevista.

O forse, visto che lei – a quanto pare – è uno dei pochi regionali che lavora indefessamente, il governatore non voleva correre il rischio che la proposta progettuale per il nuovo centro unico direzionale della regione Sicilia venisse seguita da altri funzionari che non avrebbero portato a termine il compito, pur avendo diritto a percepire i compensi spettanti al RUP, frenando questa grande iniziativa milionaria.

In ultimo mi domando se la conclamata pigrizia e incapacità dei suoi collaboratori riuscirà a raggiungere obiettivi fondamentali per la crescita dell’isola e, conseguentemente, se percepiranno il cosiddetto premio di produttività, sorte che – ahimè – penalizzerebbe anche lei, nonostante l’impegno e la solerzia profusi.

Sono tuttavia certa che la sua grande competenza e capacità di manager del settore pubblico possa determinare un’inversione di rotta, sì da far ricredere innanzitutto il governatore Musumeci e l’opinione pubblica.

Valentina Vadalà

Già Ingegnere Capo del Comune di Palermo

Dirigente Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio

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