Nicolo Gebbia

Roberta Pinotti: Fake News dal Ministero della Difesa.

Voyerismo di Stato e Fake News, altro non è l’accanimento a cui stiamo assistendo in queste ore da parte di media e politica per la bandiera esposta nella caserma Baldisserra, sul lungarno a Firenze.

Dodici euro e 37 centesimi.Questa la somma pagata su ebay per acquistare e farsi spedire dall’Inghilterra, Epic Outdoor il venditore, la bandiera nazista che un carabiniere ventenne aveva appeso sopra la sua branda, nella stanzetta che condivideva con altri 3 giovani colleghi, effettivi come lui al Sesto Battaglione Carabinieri, di stanza a Firenze.

Le vendono su internet solo dall’Inghilterra, notoriamente paese d’origine del nazismo.Peccato che non si tratti di una bandiera nazista, ma del vessillo della marina militare prussiana fino al 1919. Quella Prussia con la quale combattemmo come alleati la terza guerra d’indipendenza, contro l’impero austroungarico.

Noi fummo sconfitti sul campo, mentre i nostri alleati, vittoriosi, ci cedettero il Veneto, che l’Austria rifiuto’di concedere direttamente ad un nemico che aveva vinto militarmente, sopratutto con la sua flotta, nella battaglia di Lissa, al termine della quale l’ammiraglio Teghetoff, rivolgendosi al suo equipaggio dal ponte di comando, grido’”FIOI, GHAVEMO VINTO.”

Ed i marinai lanciarono in aria il loro berretto, urlando VIVA SAN MARCO. Infatti la flotta austriaca era tutta formata da veneziani e triestini.Che diffusione ha questa bandiera in Germania ? Su ogni nave militare ce ne e’ in dotazione una, che viene issata una volta l’anno, in occasione dell’anniversario della più’ grande battaglia navale della storia, quella dello Jutland, nella quale la flotta prussiana, grande la meta’ di quella inglese, inflisse ad essa perdite pari al doppio di quelle che subì.La stessa bandiera e’ molto presente anche all’annuale festival musicale di Bayereuth, sventolata dagli appassionati wagneriani.

Ora che la cappellata e’ stata commessa, si cerca di accreditare quella bandiera come simbolo criptico del neonazismo, ma e’ una fake new. Sfugge a tutti, comunque, la cosa più’ grave, il voyeurismo di stato. Quello che ha avallato uno scatto carpito di nascosto per chiedere a quel povero ventenne contezza dei suoi gusti più’privati.

Arrivati a questo punto mi sembra doveroso completare l’indagine, chiedendogli delle sue tendenze sessuali.Perche’ e’ evidente che se preferisce gli uomini, questo e’ un ulteriore indizio del suo neonazismo, atteso che, a partire da Hitler stesso, i nazisti puri e duri erano tutti gay. Quale sarà’ la conseguenza indesiderata di ciò?

Quel carabiniere si affitterà’ una stanza fuori dalla caserma, dentro la quale non resterà’a dormire più nessuno. In caso d’emergenza lui e tutti gli altri bisognerà’ cercarli a casa propria, come si faceva ai miei tempi con il Piano di recupero ammogliati, visto che i celibi avevano l’obbligo di pernottare in caserma.

Ministra Pinotti, ora che ti abbiamo scoperta voyer, noi carabinieri d’Italia ti preghiamo di completare l’opera con un sopralluogo in viale Romania, al nostro Comando Generale, nei cui corridoi vedrai campeggiare una bandiera dell’Italia fascista. E’quella del Primo  Gruppo  Carabinieri Mobilitato, sterminato in Etiopia nel 1941 dalle truppe del Commonwealth.

Quando fu fatto prigioniero il Duca D’aosta, gli inglesi gli chiesero di consegnare loro l’unica bandiera britannica mai caduta in mano nostra, quella del governatorato di Berbera, preda bellica del generale Nasi. In cambio gli fecero scegliere una delle tante dei nostri reparti sconfitti.

Lui volle quella dei carabinieri perche’ considerava il loro sacrificio un gesto di eroismo collettivo irripetibile.Ma quando il Duca mori’ in Kenia, della bandiera non si trovo’ traccia. Solo trent’anni dopo, una distinta signora sudafricana, adempiendo alle volontà’ testamentarie del marito, il maggiore Grey, ce la restituì’.

Appredemmo cosi’ che Gray l’aveva rubata al Duca perche’, scaramanticamente, riteneva che finche’ essa fosse rimasta in mano britannica, l’Inghilterra nulla avrebbe avuto più’ a temere dall’Italia.Ricordo che al comandante del battaglione, il maggiore Serranti, il soldato keniota che lo trucido’, strappo’ il cuore dal petto e se lo mangio’, nel convincimento tribale che in tal modo il coraggio del nemico sarebbe transitato a lui.

Anche dalla parte di noi carabinieri, una buona meta’era rappresentata da soldati di colore, che andavano all’assalto gridando PER IL DUCE E PER ALLAH. Onorevole Fiano, quando lo chiuderemo questo covo di pericolosi fascisti?A quando la riunificazione sotto il nome di POFICA, polizia finanza e carabinieri?

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