Luca Saltalamacchia

Il giudizio universale arriva in Italia

In tutto il mondo pendono più di mille giudizi dinanzi ai Tribunali aventi ad oggetto il cambiamento climatico.

Il caso più celebre di tutti è quello che fu proposto sei anni fa dalla ONG olandese Urgenda e da 886 cittadini contro i Paesi Bassi.

La richiesta formulata dai ricorrenti al giudice civile era quella di ordinare allo Stato olandese la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2020 di una percentuale compresa tra il 25 ed il 40% rispetto ai livelli del 1990.

Questa richiesta era in linea con quanto stabilito dalla comunità scientifica – in particolare dall’IPCC – in ordine al taglio delle emissioni da approvare per centrare il target di contenimento dell’aumento delle temperature entro i 2° C.

Lo Stato olandese in quegli anni stava perpetrando una politica di tagli alle emissioni molto blanda, che non avrebbe consentito il raggiungimento di questo target.

Secondo i ricorrenti, una politica climatica che non persegua efficacemente l’obiettivo di ridurre il riscaldamento globale entro i limiti stabiliti dalla comunità scientifica minaccia il godimento dei diritti fondamentali degli individui.

Sia il Tribunale che la Corte di Appello hanno accolto questa impostazione, condannando i Paesi Bassi a ridurre le emissioni entro il 2020 di almeno il 25% rispetto ai livelli del 1990.

Giudizi simili sono poi partiti in tanti altri paesi.

E in Italia?

Lo scorso mese di giugno è partita la campagna del “Giudizio Universale” (www.giudiziouniversale.eu).

Una seria di associazioni e comitati hanno lanciato questa campagna di informazione e sensibilizzazione sulla problematica del cambiamento climatico, che apre le porte al primo giudizio climatico contro lo Stato italiano.

Non sarà un giudizio di tipo risarcitorio (non saranno chieste condanne di tipo economico), bensì sarà un processo con il quale i ricorrenti intenderanno far accertare che l’inerzia dello Stato italiano (che sta facendo veramente poco per contrastare il cambiamento climatico) costituisce una minaccia al godimento dei diritti fondamentali.

Che questa minaccia sia effettiva ed imminente lo si evince non solo dai dati pubblicati dai Ministeri e dalle Agenzie governative, ma è sotto gli occhi di tutti: il nostro paese negli ultimi anni ha visto l’aumento vertiginoso di fenomeni climatici estremi, che hanno portato morti, distruzioni, malattie.

Sarà un giudizio “universale” perché il cambiamento climatico riguarda tutti. Eppure, le misure e la metodologia adottate dallo Stato italiano sono scandalosamente fuori obiettivo.

Il tempo dell’attesa è terminato.

E’ giunto il tempo dell’azione.

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