Luca Saltalamacchia

5G: il Governo ascolti rischi per ambiente e clima o potrebbe rivelarsi una catastrofe

5G verso cosa stiamo andando? III ed ultima parte. Leggi anche “Quali sono gli impatti che ha il 5G sulla salute umana?

La nuova tecnologia 5G non ha solo impatti sulla salute degli esseri umani.

Come visto, manca – come ammettono le istituzionier chi  pubbliche – qualunque studio completo sugli effetti delle onde millimetriche sulla salute umana; va rilevato, inoltre, che manca qualunque studio anche sugli impatti che tale tecnologia potrebbe avere sull’ambiente.

Incredibilmente, non è stata fatta alcuna Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che pure andava fatta, essendo obbligatoria per legge.

La valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente naturale è stata introdotta nella Unione Europea dalla Direttiva 2001/42/CE, poi recepita nel nostro ordinamento.

Secondo l’art. 4 del D. Lgs. 152/2006 la VAS ha la finalità “di assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica. Per mezzo della stessa si affronta la determinazione della valutazione preventiva integrata degli impatti ambientali nello svolgimento delle attività normative e amministrative, di informazione ambientale, di pianificazione e programmazione”.

Il procedimento di VAS impone trasparenza ed ampia partecipazione di tutti gli stakeholders (cioè di coloro che hanno un interesse o subiscono un impatto).

Invece il 5G è stato calato dall’alto, senza alcuna partecipazione pubblica.

Nell’art. 3-quater del D. Lgs. 152/2006 viene anche precisato che “ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.

Anche l’attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.

Data la complessità delle relazioni e delle interferenze tra natura e attività umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell’ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché nell’ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell’ambiente anche futuro.

La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l’evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane”.

Come visto, la tecnologia 5G comporterà l’adozione di un altissimo numero di ripetitori che potrebbero avere effetti – anche devastanti – sull’ecosistema; di recente, sono state segnalate copiose morie di volatili in corrispondenza con zone dove la tecnologia è stata implementata.

Pura coincidenza?

Incredibilmente, in barba al principio di precauzione, che costituisce un caposaldo della normativa comunitaria ed anche nazionale, nessuna pubblica autorità ha ritenuto di subordinare l’implementazione della nuova tecnologia ad una VAS.

La tecnologia 5G porta con sé, inoltre, una serie di problematiche legate alla tutela della privacy.

La China Mobile ha lanciato mesi fa uno spot  molto esplicativo delle potenzialità – e simmetricamente delle criticità – del 5G.

Un criminale in fuga cerca di mimetizzarsi in mezzo alla folla, cambiando volto e vestiario, ma viene ogni volta riconosciuto dal poliziotto che lo insegue attraverso le microtelecamere installate sulle migliaia antenne 5G che lo inquadrano mentre cammina tra la folla.

Alla fine, il criminale scappa su una bicicletta ed il poliziotto a distanza – sempre utilizzando il 5G – fa alzare una barriera protettiva che impedisce al criminale di proseguire la fuga in bicicletta.

Questo spot è stato realizzato per rassicurare la popolazione sulle ricadute positive che ha la tecnologia 5G in termini di sicurezza e di controllo del territorio da parte delle pubbliche autorità. Ma è ben presto diventato un boomerang, svelando il vero volto del 5G: il mezzo con il quale non sarà possibile sfuggire al perenne controllo da parte di “qualcuno”.

Cosa accadrebbe se i miliardi di dati raccolti quotidianamente dalle milioni di antenne cadessero in mani sbagliate?

Non solo. Quand’anche tali dati dovessero essere utilizzati solo dalla Polizia, al fine di evitare la creazione di un Grande Fratello perenne, è necessario regolamentare tale massiccio ed intrusivo controllo della vita privata.

Nulla di tutto ciò sta accadendo.

Le multinazionali che stanno implementando la tecnologia 5G (Vodafone e TIM, tra le altre) a loro volta devono utilizzare la tecnologia base da Huawei, bandita in mezzo mondo dagli appalti per le infrastrutture critiche dalle varie agenzie nazionali di cybersicurezza.

Il 5G potrebbe consentire – ma nessuno lo sa con certezza – che un enorme flusso di dati sulla vita delle persone (oltre che sulle aziende e persino sulle p.a.) venga gestito da un operatore quale Huawei, al quale il Governo cinese potrebbe chiedere di aprire una porta nel sistema…

A buon intenditor, poche parole. Il tutto, senza alcuna informazione rilasciata alla popolazione.

Infine, la tecnologia 5G ha un altro impatto preoccupante.

Da più parti si segnala che questa interferisce con i satelliti meteo mettendo a rischio le previsioni. Lo sostiene l’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO), dopo che l’americana NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), in un’audizione della sottocommissione per l’ambiente del 16 maggio, ha dichiarato che l’interferenza potrebbe causare fino al 77% della perdita di dati utili, riportando indietro di trent’anni l’accuratezza delle previsioni 

Il che significa, minor capacità di prevedere fenomeni climatici estremi.

In piena emergenza climatica, non è affatto una cosa buona.

Di cos’altro hanno bisogno, i nostri decisori politici, per attivare il principio di precauzione e sospendere l’implementazione di questa tecnologia fino a quando non saremo certi che non provocherà danni?